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Sicurezza: una scommessa
già vinta?

Nel suo "contratto con gli italiani" Silvio Berlusconi prometteva città più sicure. Dopo un anno e mezzo i dati gli danno ragione, anche se...

I manifesti della campagna elettorale 2001 sembrano scomparsi anche da internet. Sono rimasti solamente quelli "taroccati", in cui l'attuale ma allora candidato presidente del Consiglio prometteva "Meno tasse per Totti" o di "Aiutare chi ho in mente". Ma tutti ricordano quella martellante campagna affissionistica in cui Silvio Berlusconi lanciava, sorridente, i capisaldi del suo programma di governo, ribadito con tanto di contratto con gli italiani firmato davanti alle telecamere di un quanto mai curiale Bruno Vespa: 5 "traguardi" da raggiungere (o almeno 4 di essi), "pena" la rinuncia di Silvio Berlusconi a ripresentare la propria candidatura alle prossime elezioni politiche.

Ora, di quei cinque traguardi, il Cavaliere ne ha già "conquistati" alcuni, a cominciare dall'innalzamento delle pensioni minime ad almeno un milione di lire al mese (ai tempi del famoso contratto non si ragionava ancora in euro).

Con l'apertura dell'anno giudiziario, il procuratore generale della Cassazione, Francesco Favara, è andato ad apporre un'altra medaglietta sul rever del doppiopetto firmato Caraceni del presidente del Consiglio. Quella per aver mantenuto un'altra promessa: le "città più sicure". Nel contratto firmato nel vespiano salotto televisivo, si chiamava un po' pomposamente "Attuazione del piano per la difesa dei cittadini e la prevenzione dei crimini". Prevedeva, tra l'altro, l'introduzione del "poliziotto o carabiniere e del vigile di quartiere" nelle città (senza fissarne però quantità e modalità), disposizione già attuata il 18 dicembre scorso con l'entrata in servizio di 500 tra agenti e carabinieri in 28 province (altre 24 se ne aggiungeranno il 20 gennaio).

Il pg Favara, nella sua relazione, completa il quadro: diminuiscono del 9% gli omicidi tentati e consumati (3.112); le rapine (51.138, pari all'8% in meno), le estorsioni (7.642, -5%). Sono scese a 5.161 le violenze sessuali, facendo scendere la percentuale all'11%. Un -5% si registra sui maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli (4.432). Leggermente in calo del 4% anche i reati di bancarotta (in totale 5.509), come i furti (1.459.205, -12%). Solo i reati relativi agli stupefacenti "schizzano", con un'impennata del +54% (ma i morti per droga sono scesi da 917 a 603).

Secondo i dati contenuti nella relazione, sono stati 2 milioni 821.624 i delitti registrati dagli uffici di procura tra il primo luglio 2001 e il 30 giugno 2002, con una diminuzione di 112.782 unità (-4%) rispetto ai 12 mesi precedenti.

Per chi si era impegnato a farli scendere sotto i tre milioni, è un buon risultato. Se non che... Se non che - dice Favara - tra il luglio 2001 e il giugno 2002 i delitti dei quali sono rimasti sconosciuti gli autori sono stati 2.289.363, pari all'81% di tutti quelli denunciati. Insomma, i reati diminuiscono, ma dei responsabili non ce n'è ombra. Il pg della Cassazione definisce "gravissimo e preoccupante" il
fenomeno, "anche se un segnale di ottimismo può trarsi dalla conferma di una tendenza alla riduzione del loro numero: nel periodo precedente i delitti dei quali erano rimasti ignoti gli autori erano stati infatti l'83% di quelli denunciati". In particolare, sono rimasti ignoti il 96% degli autori di furti. Quindi, praticamente tutti. È comunque un segnale incoraggiante e come tale va preso. Le città sono più sicure, noi cittadini abbiamo la quasi totale sicurezza che chi "sgarra" può godere di impunità.

A Berlusconi, rimangono altri tre "traguardi". Due li raggiungerà agevolmente: la creazione di almeno 1 milione e mezzo di nuovi posti di lavoro (chi li conterà?) e l'apertura di almeno il 40% dei cantieri previsti dal "Piano decennale delle Grandi Opere" (il problema non è aprirli, ma vedere quando e come saranno chiusi). Resta l'abbattimento della pressione fiscale. Ma quello è un altro discorso e, in fondo, lui si è impegnato per 4 "traguardi" su 5. Mica si può avere tutto.

14  gennaio  2003

  Massimo Consiglio
  dalla rete
Lo stato della Giustizia La relazione del pg Favara
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Si conviene e si stipula... Il contratto con gli italiani

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Carceri sempre
più affollate
La situazione carceraria è "certamente più grave di quanto appaia" anche perché il "sovraffollamento non è distribuito in modo uniforme", afferma nella sua relazione il Procuratore generale della Cassazione, Francesco Favara. "L'amministrazione - osserva il Pg - ha valutato in 41.602 la recettività complessiva di tutti gli istituti in condizioni di rispetto del regolamento e delle finalità rieducative, oltre che di sicurezza e di pieno controllo della situazione da parte della polizia penitenziaria, indicando però una più elevata soglia di capienza di necessità (circa 60 mila) legata, appunto, alle contingenze del momento. In ogni caso - aggiunge Favara - il numero dei detenuti, al 30 giugno 2002, era di 56.271 unità con un incremento di circa 900 unità rispetto al giugno 2001 (nei mesi successivi si è avuta una lieve diminuzione, al 14 novembre 2002 erano 56.032)".
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