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Pace fatta tra italiani e burocraziaL'e-government si evolve nel contesto della nuova Europa. Si rinnova, migliora il rapporto coi cittadini e scende a fianco dell'Onu
L'allargamento dell'Europa significa anche maggiore concorrenza: si prevede infatti che il mercato dell'Information technology crescerà del 10% all'anno nei Paesi centro-orientali (dati Idc). Questo significherà non solo che ci saranno grandi opportunità per i fornitori di tecnologie, ma anche che l'Italia dovrà sapere tenere il passo degli altri Paesi, specie in termini di efficienza amministrativa, un campo che sta continuamente mutando. La Pubblica Amministrazione a sua volta dovrà dar prova di funzionalità per essere, insieme all'innovazione, fonte si sviluppo.
Un tasto dolente, quello della burocrazia, ma a tal proposito pare che l'ormai storico rapporto conflittuale coi cittadini stia migliorando. I dati arrivano dal Forum P.A. 2004, conclusosi venerdì alla Fiera di Roma dopo cinque giorni di dibattiti e convegni. «Il nostro impegno nel migliorare la P.A. ha prodotto risultati positivi nell'offerta di servizi più efficienti al cittadino raggiungendo, in alcuni casi, punte di eccellenza che oggi costituiscono un modello di riferimento per molti funzionari e dirigenti pubblici nei paesi della vecchia e della nuova Europa e del Mediterraneo», ha dichiarato il ministro della Funzione PubblicaLuigi Mazzella. «Una realtà – ha proseguito - in contrasto con la percezione di molti dei nostri denigratori che continuano a restituire un'immagine della nostra amministrazione oramai obsoleta». Secondo il ministro Lucio Stanca sono 10 milioni i cittadini italiani (55%) che nel corso del primo trimestre dell'anno hanno visitato i siti della P.A., contro il 50% di inglesi e spagnoli e il 40% dei tedeschi.
L'e-government è un obiettivo primario non solo in Italia, ma in tutto il Mondo. È per questo che nel corso del Forum ha trovato spazio l'iniziativa, nata nel 2002, "E-government per lo Sviluppo", un progetto di cooperazione per la diffusione a sostegno dei Paesi in via di sviluppo che non sfruttano, o non lo fanno appieno, questo importante strumento per colmare i divari sociali ed economici. Il piano di lavoro si basa sulla disponibilità del governo italiano a mettere a disposizione risorse finanziarie e know-how per sviluppare iniziative "digitali" anche in questi Paesi. Si potranno così tagliare i costi della P.A. e aumentare le disponibilità economiche, in modo da attrarre finanziamenti dall'estero, accrescere le competenze e cercare di ridurre il digital divide.
15
maggio
2004
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