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Se Sanremo piace agli italiani Afi soddisfatta delle vendite. Fimi accusa: «Nessun successo». Ma Renis incalza: «Siete stati sbugiardati»
Non si può certo considerare un trionfo la vendita dei singoli e degli album di tutti gli artisti che hanno partecipato alla 54esima edizione del Festival di Sanremo, tuttavia un miglioramento c'è stato a partire dalla compilation che, nelle classifiche aggiornate al 18 marzo, ha toccato quota 350mila copie vendute ed è stabile in prima posizione. Non ci si illuda però, il mercato rimane asfittico e a fare la parte del leone sono sempre le vecchie glorie, italiane o straniere che siano.
Il parere dell'Afi La compilation del Festival di Sanremo sta avendo un grande successo. Lo sottolinea l'Afi (Associazione dei Fonografici Italiani), precisando che le copie vendute (al 19 di marzo 2004) sono 350.000 ealtre 150.000 sono in ristampa. «Ma - precisa l'Afi- cifre esatte potranno essere fornite entro qualche settimana». L'associazione, che quest'anno ha festeggiato i 70 anni di attività, si compiace di questo risultato «Perché ha contribuito efficacemente alla realizzazione del Festival, dando l'adesione dei propri associati agli Organizzatori e alla Rai, e perché ha dimostrato, in tal modo, che grandi manifestazioni si possono programmare anche con la sola adesione di produttori indipendenti». L'Associazione segnala, inoltre, il grande riscontro radiofonico, sia sui networks che sulle radio regionali, di alcuni artisti Afi : DB Boulevard (High Tide), Daniele Groff (RoadHouse), Danny Losito (Universo), Omar Pedrini (Movimento/Panorama), Piotta (AntibeMusic) e Mario Venuti (Musica e Suoni). E infine ricorda il Premio della critica vinto da Mario Venuti e quello per la migliore musica da Bungaro.
Quello della Fimi Sanremo 2004 peggio della scorsa edizione alla prova delle classifiche. Ad una settimana dalla conclusione del Festival, solo l'album di Marco Masini compariva(e compare ancora) nella top ten Ac Nielsen. Nel 2003 furono invece 3 gli album di artisti in gara all'Ariston a piazzarsi tra i primi dieci, nel 2002 furono 4. La classifica di quest'anno, inoltre, non vede altri cantanti del Festival nelle prime trenta posizioni (l'anno scorso erano 7, nel 2002 erano 8). La Fimi va giù duro riguardo alle vendite dei dischi degli artisti del Festival: «Le bugie hanno le gambe corte - ha commentato il direttore generale Enzo Mazza - e la statistica non si puo' camuffare come il Festival. I consumatori non si sono fatti incantare e i risultati di vendita sono perfino peggiori degli anni piu' bui. Un autogol clamoroso quello di Renis di insultare pubblicamente l'industria discografica, non ha fatto altro che allontanare i consumatori dai negozi di dischi». E aggiunge: «La compilation ha venduto tanto in edicola? Anche Fausto Leali lo scorso anno vendette piu' di 180 mila copie in edicola con l'album pubblicato dopo il Festival ma non mi sembra che la stampa lo abbia definito il caso discografico dell'anno».
La risposta di Tony Renis «L'isterismo con cui la Fimi si è affrettata a commentare alcuni dati di vendita dei dischi a sole due settimane dalla conclusione del Festival della Canzone Italiana, denota l'effetto devastante che il buon esito di Sanremo 2004 e della vendita della relativa compilation sta avendo sull'immagine della Fimi stessa. La compilation di Sanremo è al primo posto assoluto della classifica generale Fimi-Nielsen con un dato di oltre 350.000 copie vendute tra edicole e negozi di dischi, rispetto alla modesta vendita con un dato totale di 70.000 copie della compilation della scorsa edizione», tuona il direttore artistico del festival e aggiunge: «Sono sconcertato che questi rappresentanti inadeguati dell'industria discografica invece di manifestare soddisfazione per un risultato che arriva in un momento di crisi dell'industria del disco continuino a denigrare e minimizzare un risultato eclatante mai verificatosi negli ultimi vent'anni. Sono sempre più convinto che sarebbe per loro più dignitoso dimettersi prima che i propri associati internazionali aprano gli occhi e li spediscano a casa».
27
marzo
2004
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