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Paperoni a quattro zampe

Gli animali ricconi: per meriti o per grazia ricevuta

Voglia di essere riconoscenti nei confronti di chi ha donato compagnia senza chiedere nulla, desiderio di fare un gesto carino o anche solo eccentrico. Lasciare qualcosa in eredità ai propri animali sta diventando un fenomeno sempre più diffuso. Vecchie signore facoltose che non sanno a quale parente odioso lasciare i soldi gelosamente custoditi sotto il materasso per una vita, imprenditori in cerca di notorietà o anche mogli che vogliono fare l'ultimo dispetto al marito: nella storia dei testamenti pro quattrozampe c'è un po' di tutto questo. E ci sono anche casi di ignari animali divenuti miliardari senza rendersene conto.

Il tabloid inglese Daily Mirror ha tentato di stilare la classifica dei 20 animali più ricchi del mondo. Al primo posto figura un muso noto anche in Italia, il pastore tedesco Gunther, titolare di un tesoro di oltre 250 milioni euro. Questo tesoro sarebbe il frutto di una serie di investimenti ben riusciti da parte dell'associazione di cui è uomo, pardon, cane-immagine. Ricordate la storiella della fantomatica contessa tedesca Karlotta Liebenstein che sul punto di morte lascia in eredità al cane Gunther, nel lontano 1992, l'equivalente di 84 milioni di euro? La cronaca italiana l'ha bollata come una furbesca e ben riuscita operazione di marketing dell'imprenditore Michele Mian, ma gli inglesi se la sono bevuta e a distanza di quasi un decennio hanno incoronato questo pastore tedesco il quadrupede più ricco al mondo.

A coda di Gunther ci sono la scimmia Kalù, che nel 2000 si è vista nominare erede di 74 milioni di euro da parte dell'affezionata padrona (la moglie del nuotatore australiano O'Neill) e Toby Rimes, un cagnolino americano che avrebbe ereditato l'equivalente di 21 milioni di euro: come direbbe Bonolis, "42 miliardi del vecchio conio". Alla faccia della vita da cani.

Stando ai numeri della classifica non se la sono passata tanto peggio Gigoo, la gallina inglese cui il facoltoso editore Miles Blackwell lasciò nel testamento 14 milioni di euro, la tartaruga Silverstone, che ha beneficiato di un lascito di 112mila euro e le gatte Moonshadow e Cleo, che si sono viste nominare eredi rispettivamente di 42mila euro più cottage con personale di servizio e di 33 mila euro in moneta sonante.

Solo nelle posizioni di rincalzo l'unico "self made dog" presente in classifica: il cagnolino Moose, meglio conosciuto come Eddie nella serie televisiva statunitense "Frasier". Il piccolo cane guadagna 8400 euro a episodio e la sua fortuna, secondo i ben informati inglesi, ammonterebbe a 2,5 milioni di euro. Un patrimonio rispetto ai circa 30mila marchi (circa 15mila euro) che metteva sotto la zampa il pastore tedesco Reginald von Ravenhorst per recitare nei panni del Commisario Rex; per non parlare delle 400mila lire giornaliere che guadagnava Shonik, ai tempi della fortunata campagna pubblicitaria Infostrada, o dei tesori mai realmente quantificati messi insieme da divi del calibro di Rin Tin Tin o Lassie.

Nessuna traccia in classifica di chi i soldi se li è sudati nel vero senso della parola. Gli oltre 5 milioni di euro raggranellati da Varenne o i 6 accumulati dalla leggendaria Moni Maker sugli ippodromi di mezzo mondo sono briciole rispetto alle montagne di soldi che i fortunati ereditieri di cui sopra si sono ritrovati in tasca senza muovere nemmeno una zampa.

22  marzo  2004

  Massimo Mencaglia
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Quanti animali in Italia
Sei milioni e 900 mila cani, 7,4 milioni di gatti, 13 milioni di uccelli, 29 milioni di pesci, 1,8 milioni di roditori o mammiferi simili e 1,4 milioni di altre specie. Nelle case italiane vivono in tutto 59,5 milioni di animali da compagnia. In particolare, una famiglia italiana su quattro possiede un cane o un gatto. I proprietari sono 8,5 milioni, che per il loro amico a quattro zampe spendono ogni anno oltre 2 miliardi di euro. Solo il 30% di questi soldi è destinato alla salute e addirittura il 15% dei padroni non si rivolge al veterinario nemmeno per i normali controlli.
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