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Un paradiso fiscale
tra i monti

In Svizzera un piccolo comune del canton Ticino pubblica un annuncio su internet per attrarre investitori

Paradiso fiscale si diventa. Questo l'ambizioso obiettivo di un piccolo Comune svizzero del Canton Ticino, deciso a mettere in atto la sua strategia attraverso internet. Così Frasco, questo il nome del paese di 113 anime nella Valle Verzasca pronto a ridurre drasticamente le tasse, ha pubblicato un annuncio sul proprio sito per trovare un contribuente milionario, presupposto necessario a consacrare il piccolo centro come paradiso fiscale. "Frasco si sta impegnando per creare un paradiso fiscale al fine di sfruttare al meglio le opportunità che la Svizzera offre in diversi campi dell'economia, approfittando anche della sua stabilità politica", si legge su www.frasco.ch, sito del piccolo centro montano che si trova a 885 metri di altitudine. E alla voce "paradiso fiscale" ci sono tutte le informazioni sul progetto. Le spese nel cantone sono "contenute" e la pressione fiscale potrebbe essere ridotta con "l'arrivo anche di un solo buon contribuente. Negli ultimi anni anche a livello cantonale si stanno facendo diversi sforzi per rendere più attrattivo il Ticino con rilevanti sgravi fiscali. Frasco ha innumerevoli qualità e vantaggi. Dispone di zone edificabili libere e interessanti".
Ne abbiamo parlato meglio con il sindaco di Frasco, Fabio Badasci.

Perché parlate di "paradiso fiscale"? Come pensate di poterlo diventare?
L'espressione "paradiso fiscale" è stata usata volutamente per fare colpo. In realtà noi offriamo la possibilità di far pagare meno imposte, ma in modo assolutamente legale.

Qual è il progetto del comune di Frasco più nel dettaglio?
L'iniziativa si ispira ad altre presenti in Ticino in Comuni che, grazie a facoltosi contribuenti, riescono a tenere molto basso il tasso. Il nostro Comune ha una particolarità in più e riguarda le sue ridotte dimensioni: 113 abitanti e una spesa totale annua di soli 450mila franchi svizzeri, da riscuotere con le normali tasse di cancelleria o servizi e con le tasse comunali. Questa particolare situazione ci fa pensare che sia possibile con pochi buoni contribuenti abbassare la nostra percentuale comunale di imposizione fiscale al minimo.

Che politica di tasse pensa di adottare?
In Svizzera ogni Cantone è responsabile di riscuotere le tasse per ogni persona o azienda e a seconda del fabbisogno comunale lo stesso applica una percentuale sulla tassa Cantonale. In pratica, al Cantone si paga il 100% mentre al Comune la percentuale può variare. Il Cantone Ticino ha appena approvato diversi sgravi fiscali alle famiglie e alle aziende; questa politica punta sulla concorrenzialità e ha lo scopo di attirare nuovi contribuenti in Ticino, specialmente dall'Italia e da altri Cantoni Svizzeri.

Perché avete scelto questo insolito metodo di fare un annuncio su internet, in cerca di un ricco contribuente?
Abbiamo pensato che le nuove tecnologie offrissero buone opportunità e principalmente con internet si possono raggiungere persone in tutto il mondo. Ci siamo però resi conto che senza il supporto dei media tradizionali (stampa e TV), internet è un contenitore di troppe informazioni e anche con i motori di ricerca non permette di essere raggiunti dalla massa di utenti.

Avete già avuto qualche risultato da questa singolare iniziativa?
Alcuni contatti con potenziali contribuenti milionari sono già stati stabiliti. Si era fatta sentire anche una ditta che intendeva stabilirsi in Ticino, ma le trattative si sono poi bloccate. Restiamo in attesa di novità...

7  marzo  2004

  Antonella Laudonia
  dalla rete
Frasco Comune del Canton Ticino, Svizzera
Isole del canale Rinomato paradiso fiscale d'Europa
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Paradiso fiscale
Ma che cos'è esattamente un paradiso fiscale? È un Paese dove la pressione fiscale è poco elevata e quindi l'ammontare delle tasse è ridotto. Sono ritenuti "tax heaven" i luoghi dove l'imposizione è inferiore al 30% rispetto al livello medio applicato in Italia. Secondo i dati dell'onlus Ares 2000, il giro d'affari è di circa 1.800 milioni di dollari all'anno. Il 40% proviene da traffici di criminalità organizzata, il 45% da capitali di "pianificazione fiscale" e il 15% da capitali provenienti da corruzione o saccheggi. L'evasione fiscale annua nel mondo è pari a circa 292 milioni di dollari mentre il riciclaggio di denaro sporco arriva a 600 miliardi di dollari. In Italia, secondo i rilevamenti della sezione antiriciclaggio dall'Ufficio italiano cambi relativi al periodo 1997-1999, ogni mese circa 5 milioni di euro sono usciti dal mercato nazionale per entrare nel circuito off-shore. Anche se nell'immaginario collettivo il paradiso fiscale viene associato a isole tropicali, la maggior parte dei capitali italiani è nascosta fra le montagne della Svizzera. In Italia dalla Svizzera hanno fatto rientro in un primo temp, con le politiche del ministro dell'Economia Tremonti, circa 31 miliardi di euro. Con lo scudo bis sono invece emersi, sempre dalla Svizzera, quasi 11 miliardi di euro.
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