Libero Community Blog Video News Mail Search ADSL & Internet
  Cerca le notizie    nel web 
  Mattutino | Newsletter   Meteo 
 
   le nuove news
   come eravamo
   editoriali
   webmagazine
   speciali
   noi2000
   gossip
   internet life
   newsletter

 
Il bon ton del manager

Meglio dire il proprio nome e cognome. Ecco le nuove regole della scuola di "business etiquette"

Dimenticatevi espressioni come "Piacere", quando capita di presentarsi a qualcuno per lavoro: il manager ben educato oggi tenderà la mano allo sconosciuto, dicendo semplicemente il proprio nome e cognome, e stando ben attento a quello dell'altro. Non dirà mai "Buon appetito" a una colazione d'affari: semplicemente si comincia a mangiare quando tutti gli ospiti sono serviti o quando il padrone di casa fa il primo passo. «Sono regole di bon ton che peraltro dovrebbero valere per tutti», spiega Nicola Santini, maestro di etichetta con in tasca un lungo curriculum internazionale: dopo una laurea in Comunicazione a Nottingham Santini è poi volato negli Usa per una specializzazione di 2 anni in "Business etiquette" e "Public relations" allla New York University. Da lì nasce l'idea di importare in Italia corsi di galateo del lavoro per giovani manager in cerca di stile. Come nel caso dei seminari tenuti nel 2003 all'interno del master in Corporate finance dell'Università Bocconi di Milano (dove la prossima primavera terrà un nuovo corso, questa volta in inglese), o come il corso di buone maniere della Liason Comunicazione di Bologna, a cui hanno partecipato i manager di molte grandi aziende.

Ma che genere di persone frequentano questi corsi? Manager con lacune nell'educazione? Lo abbiamo chiesto allo stesso Santini, che ha smentito qualche luogo comune. «Non bisogna pensare che chi viene ai nostri corsi sia maleducato o rozzo. Si iscrivono manager, dipendenti di aziende, dirigenti anche con un ottimo background familiare, educatissimi, ma che desiderano migliorare la loro capacità di relazionarsi bene con gli altri, soprattutto se si tratta di controparti straniere, con usi magari un po' diversi dai nostri. Lì entra in gioco il galateo comparativo, che insegna cosa fare e come muoversi in ogni circostanza di lavoro delicata». «Vorrei eliminare il malcostume diffuso - continua Santini - di dire "piacere" nel tendere la mano a una persona che non si conosce ancora, perché è un arcaismo ipocrita. Nessuno può sapere se sarà davvero un piacere conoscere quella persona. Si può, al limite usare la parolina, se si viene presentati a un personaggio noto o stimato, o che si desiderava conoscere per motivi di lavoro, aggiungendo semmai "sono lieto di conoscerla, aspettavo da tempo questo momento". E al momento della stretta di mano, chi la porge deve essere sempre la persona più importante, per esempio la donna, mai l'uomo».

Altra regola delle presentazioni politically correct è, secondo Santini, ascoltare bene il nome dell'altro. «Non c'è nulla di più maleducato - aggiunge - di non ricordare il nome di una persona appena presentata». Altre regole di etichetta nel mondo del lavoro? «Presentarsi a un appuntamento sempre puliti e ordinati, con barba e capelli curati. Le donne, in particolare, non devono mai esagerare con il trucco o con l'abbigliamento troppo sexy o eccessivamente alla moda e stravaganti, a meno che il settore lavorativo non sia quello della creatività (agenzie di pubblicità, spettacolo)».

Ma chi decide se darsi del tu o del lei, tra due persone? «Innanzitutto non ci si dà del tu automaticamente. Dovrebbe essere la persona più importante a proporlo. Può essere quella più anziana, la donna o il cliente di riguardo a dirlo». Si passa poi al tema e-mail. «Anche i messaggi di lavoro via internet - precisa Santini - devono rispettare certe regole: non è affatto educato inviare testi con colori diversi e aggiunte di disegni che costringono il ricevente a usare altri programmi e a perdere tempo. È buona regola mandare invece testi puri, dove si deve far sentire la nostra partecipazione all' argomento, senza troppe abbreviazioni che possono essere fraintese. Inoltre è vietato usare indirizzi e-mail strani, con soprannomi e nomignoli da chat. Si deve preferire invece nome, cognome e portale con cui si lavora».

Al manager può capitare di dover organizzare un pranzo di lavoro. «In questo caso - spiega il maestro di bon ton - insegno a stare attenti alla predisposizione dei posti. I clienti devono avere il miglior posto con vista sala, e come vicini persone con cui possono avere punti di contatto. E se è vero che non bisognerebbe mai dire buon appetito, è anche vero che è più maleducato sottolineare l'errore a chi lo ha detto. Naturalmente si comincia a mangiare quando tutti gli ospiti sono serviti o quando il padrone di casa fa il primo passo». Cosa proprio non è tollerabile, invece? Qualche esempio? «Nelle situazioni lavorative - ricorda infine Santini - non reggevo proprio la maleducazione di chi, mentre si stava illustrando un progetto, lasciava squillare il cellulare. Oppure di chi ti portava in un bel ristorante alla moda, ma in una sala molto caotica e poco adatta a parlare di affari».

21  febbraio  2004

  Antonella Laudonia
  dalla rete
Università Bocconi Anche corsi di Business etiquette
Lavoro Il canale di Libero
Liaison Comunicazione Anche qui i corsi di business etiquette

vai all'archivio di economia

L'ideatore dei corsi
Nicola Santini è nato a Viareggio (Lu) il 9 Agosto 1976. Bachelor of arts in communication and media studies alla Nottingham Trent University, specializzazione in Business etiquette e public relations alla New York University di New York e in Internet marketing and advertising al Manhattan Institute of Management (NY). Esperto di etichetta, collabora come giornalista con diverse testate nazionali e internazionali. Dal 2002 collabora come editorialista con Etiquette, la rivista dell'arte del ricevere e del buon vivere. In collaborazione con la Liaison Comunicazione e con la Sogest tiene corsi di galateo del lavoro per aziende ed enti pubblici e privati. Nel 2003 ha tenuto un corso di comparative business etiquette all'interno del master in Corporate finance dell'Università Bocconi di Milano. Attualmente sta scrivendo il libro "Business Etiquette" (Felici editore) che sarà in libreria a Maggio. Vive e lavora tra Camaiore, Milano, New York e Malindi.
© ITALIAONLINE 2017 - P. IVA 03970540963 -  Pubblicità  - Aiuto  - Info  - Condizioni d'uso  - Privacy  - Libero Easy