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Vestirsi come Barbie Mattel lancia una linea per teenager: prezzi da pret-a-porter per essere uguali alla bambola
Minigonne da 400 dollari, vestitini di cotone senza maniche da 280, golfini da 250, e poi ancora magliette, top e accessori vari. Uguali, per filo e per segno, a quelli che indossa la bambola Barbie ma realizzati per le teen ager. La linea si chiamerà "Barbie Couture" e sarà frutto di una joint venture tra la Mattel e la casa di moda giapponese Sanel International. Va da sé che il marchio punta soprattutto a giovani danarose vittime della moda, ma non disdegna tutte quelle bambine tra gli 8 e i 13 anni che negli ultimi tempi si sono disamorate della Barbie.
«La linea di vestiti aggiunge rilevanza al marchio Barbie perché lo ammanta di un'aura di prestigio» ha detto Richard Dickson, vice-presidente del marketing Mattel «I vestiti di Barbie dovranno essere il nuovo oggetto di desiderio delle teen ager americane. Come Chanel». Paragone quanto mai poco azzecato, se non per il richiamo all'eleganza. L'immagine della donna Chanel, seriosa, vagamente androgina, è quanto di più lontano ci possa essere dallo smagliante sorriso dell'americanona Barbie. Il vestito, quindi, funzionerà come specchietto per le allodole perché «le ragazzine torneranno a comprare le bambole quando vedranno che la minigonna non rientra esattamente nel loro budget» ha spiegato Dickson.
Per ora "Barbie Couture" può essere acquistata solo in 10 boutique giapponesi. Entro l'autunno del 2004 una linea analoga sarà lanciata in Europa, quindi negli Usa, dove già nei supermercati del giocattolo "Toy'R'Us" si vendono abitini e pigiami in duetto per bambola e bambina. I prezzi variano tra i 5 e i 60 dollari ma il giro d'affari occupa un fetta importante nei 3,6 miliardi di dollari che il colosso californiano ricava attraverso accordi di licenza e vendita di bambole in tutto il mondo.
Già l'anno scorso Mattel aveva provato con le "Flavas" a rinnovare il look con la versione rapper: via il sorriso e quella chioma biondo-improbabile, erano arrivati i capelli bi-color, i medaglioni, le scarpe con la zeppa, i pantaloni a vita bassa e l'ombelico in vista. Niente in confronto alla Barbie sirenetta, rockettara e nera. Avrebbe dovuto contrastare l'egemonia delle "Bratz", le bambole ispirate alla vita da strada Usa, pantaloni a vita bassa, catene, jeans larghi e cappellini, ma i risultati di vendita non sono stati quelli sperati. E ora Mattel sembra essere intenzionata a seguire le orme di Hello Kitty, il marchio della Sanrio Co che dai gadget alla cancelleria, dai borsellini ai cartoni animati è arrivato alla «Pink Head», una linea di accessori firmata Tarina Tarantino, amata da Cameron Diaz, Jennifer Aniston, Halle Berry, Salma Hayek, Liv Tyler e Paris Hilton.
Una scommessa rischiosa, hanno commentato gli esperti del "Wall Street Journal": il Giappone è l'unico Paese in cui le maggiori acquirenti della bambola sono proprio le ventenni. Non è detto che altrove si verifichi lo stesso trend (in Italia l'alta moda è in crisi da 2 anni), tanto più che l'anno scorso ad andare a ruba tra le teen ager a stelle e strisce erano pantaloncini, t-shirts, occhiali da sole e orecchini di Playboy. Ogni volta che Britney Spears o Jennifer Lopez indossavano qualcosa della "Bunny Boutique" al quartier generale facevano salti di gioia...
6
febbraio
2004
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