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Tv digitale: quanto ci costa

La pay-tv sforna nuove offerte, ma prima di regalarvi un decoder per Natale informatevi. Sta arrivando il digitale terrestre: è gratuito ma richiede un decoder diverso

Quanto ci costa la tv digitale? Partiamo subito dal cuore dell'argomento: l'investimento familiare per la pay-tv. Facendo un breve calcolo chi dispone già di parabola e impianto, per accedere a Sky Tv pagherà un minimo annuo di circa 390 euro (fra attivazione, abbonamento "Primo Sky", il meno costoso, e decoder a noleggio). Per partire da zero, invece, la spesa minima per il primo anno è di circa 490 euro (pacchetto Pronto Sky con parabola, decoder, installazione, più Primo Sky); gli anni successivi costano meno perché non c'è più il decoder. Ma per avere il massimo partendo da zero (abbonamenti Sky al top, un decoder con hard disk, parabola motorizzata ecc.) si possono comodamente superare i 2.500 euro (sempre il primo anno, poi si tolgono i costi delle apparecchiature).

Cifre d'ingresso contenute, ma anche molto variabili, per un'innovazione tecnologica destinata a entrare sempre più nelle nostre case. Gli studi calcolano che oggi circa il 18% degli italiani usino il satellite. Ma il dato è minato dalla variabile della pirateria. Quando è nata, in estate, Sky Italia (praticamente l'unico gestore italiano di pay tv) aveva infatti circa 2 milioni di abbonati (circa 2,3 mln a fine ottobre), mentre le stime parlavano di circa 3 milioni di decoder pirata presenti nelle case. Sempre Sky, ritiene di poter crescere a 3,2 milioni di abbonati entro la fine del 2004. Se è difficile prevedere ora il totale del mercato italiano negli anni a venire, gli attuali piani di business di Sky ipotizzano 3,5-4 milioni di adesioni.

Fin qui si è parlato di televisione digitale satellitare a pagamento. In realtà acquistando parabola e decoder satellitare, ma senza abbonamento, si possono vedere una serie di canali in chiaro: le versioni digitali dei network Rai e Mediaset, di alcune emittenti private, le grandi televisioni internazionali e qualche tv satellitare come Rai News 24, Rai Sport satellite o Hit Channel.

La seconda via alla tv fatta di bit è il cavo. Un'offerta numericamente molto più limitata (al contrario di quanto accade in Usa) a causa della scarsa disponibilità, per gli utenti finali, delle linee cablate ad altissima velocità. Il principale fornitore è Fastweb. La società specializzata in internet e telefonia veicolate attraverso la fibra ottica, offre anche un pacchetto televisivo acquistabile in combinazione con la connessione a internet. La spesa minima calcolata per il pacchetto base parte da 455 euro (primo anno), ma bisogna avere un computer in casa. Al momento il servizio raggiunge 9 città.

Ma la vera novità sarà (anzi è) la televisione digitale terrestre (Dtt). Semplificando è una "via di mezzo" fra la tv nomale e il satellite: un'alternativa, soprattutto, gratuita. Per riceverla non serve la parabola. Occorre, in aggiunta alle comuni antenna e tv, un decoder dedicato in grado di captare le "vecchie" frequenze televisive che, diventate digitali, riescono a trasportare fino a 10 canali ciascuna.

La Dtt, che fra qualche anno avremo tutti perché la televisione "normale" sparirà, consente anche l'interattività, cioè la possibilità non solo di ricevere, ma anche di trasmettere informazioni da casa all'emittente. Questo significa, per esempio, televoto, invio di messaggi di testo e, con un collegamento a internet, anche giochi e servizi personalizzati. Seppure in ritardo rispetto alle previsioni di sviluppo, la Dtt dovrebbe iniziare le trasmissioni entro fine 2003. Rai ha già pronti 2 nuovi canali, mentre Mediaset ha annunciato l'avvio delle trasmissioni l'1 dicembre 2003 coprendo almeno il 50% della popolazione. Il terrestre promette di offrire un'ampia varietà di canali tematici (dai cartoni alla cultura, dalla scienza agli sport estremi) circa la metà dei quali sarà acquistata da terzi (Mediaset, per esempio, ha stretto accordi con la Bbc inglese).

Prezzi? Solo quello del decoder (set-top-box). Al recente Sat Expo è stato annunciato il costo di quelli venduti in Inghilterra che sarà simile ai nostri: 100-190 euro per i modelli base; 150-300 per quelli interattivi; 320-480 euro per quelli che possono collegarsi a internet e registrare i programmi su disco fisso. In questi giorno i primi esemplari stanno arrivando anche nei negozi italiani a prezzi di 150-250 euro.

Dunque a chi sta pensando di passare, per Natale, alla tv digitale, il consiglio è informarsi bene dai rivenditori. Se si acquista un pacchetto satellitare (con decoder) e successivamente si vuole anche il terrestre, bisogna mettere in preventivo l'acquisto di un secondo set-top-box. In alternativa alcuni produttori stanno mettendo a catalogo apparecchi in grado di coprire ambedue i sistemi, ma sono modelli di fascia (e costo) alti.

26  novembre  2003

  Fabio Dotti
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Italia-Europa
Tutto uguale
Sky-Tv piattaforma satellitare unica per l'Italia. Una specie di monopolista "forzato" dal fatto che le due pay tv preesistenti (Telepiù e Stream) non erano decollate anche a causa della pirateria dilagante. Ma il caso italiano non è così eclatante: anzi. Se negli Usa ci sono più piattaforme satellitari che fanno concorrenza ai grandi e potenti gestori di televisione via cavo, in Europa il fenomeno della concentrazione è quasi la norma. In Francia le piattaforme sono due, quella composta da Canal Plus e Tps e quella di Canal Satellite. In Gran Bretagna, la fase iniziale di competizione a due ha visto trionfare B-SkyB che, con 5 milioni di abbonati, è l'unico operatore. Anche in Germania il digitale satellitare è ormai un affare che interessa quasi esclusivamente il gruppo Bertelsmann, mentre in Spagna Telefonica e Canal Plus si sono fuse dando vita a una piattaforma unica. Come in Italia il digitale terrestre sarà protagonista anche all'estero: un attore determinante per alimentare la competizione di mercato a tutto vantaggio del consumatore.
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