|
La guerra della pasta Ancora una controversia commerciale Italia-Usa. E le imprese del mondo chiedono ai propri ministri la tutela dei prodotti doc
Metà della quota di mercato della pasta negli Usa - un giro di 1.275 milioni di dollari - consiste in prodotti taroccati, cioè che scimmiottano quelli italiani. A rivelarlo, un'indagine Nomisma dedicata all'imitazione dei prodotti italiani nella grande distribuzione a stelle e strisce: come si può immaginare, spaghetti e affini non sono le uniche patacche. Vino (vedi box a lato), formaggi e olio scopiazzati dal made in Italy si ritagliano nel mercato nordamericano, rispettivamente, il 10% (totale mercato 5.445 milioni di euro, 541 milioni di imitazione), il 20% (9.833 e 1.958) e il 23% (1.426 e 333). In questo scenario, non stupisce lo scoppiare dell'ennesima controversia commerciale tra Usa ed Europa.
Questa volta è Bruxelles a farsi viva e proprio con una questione che tocca le esportazioni italiane di pasta. La Commissione Europea ha infatti deciso avviare una procedura in ambito Wto per contestare agli Usa la pratica dell'"azzeramento": in sostanza Bruxelles li accusa di adottare pratiche che aumentano la probabilità di considerare in dumping (vedi box a lato) alcune esportazioni originarie dei Paesi terzi creando così barriere artificiali agli esportatori italiani.
Se ne riparlerà, probabilmente, a settembre in quel di Cancun nell'ambito dei dei negoziati internazionali Wto. Sul piatto non c'è solo la pasta: dagli orologi svizzeri al prosciutto di Parma, dai tappeti tunisini alla paprika ungherese, dal caffè del Kenia alla birra Budweiser della Repubblica Ceca, dall'acquavite cachaca del Brasile al Parmigiano Reggiano, le brutte copie dei falsari internazionali non conoscono confini. All'appuntamento messicano le imprese di tutti i continenti vogliono chiedere, attraverso i rispettivi governi, la costituzione di un registro multilaterale delle indicazioni geografiche per proteggere i prodotti originali dalle imitazioni.
Si tratta della prima iniziativa di Origin, il network internazionale per la difesa della qualità, che in Italia conta sull’appoggio di Coldiretti e i Consorzi del Parmigiano Reggiano e del Prosciutto di Parma. A far parte del network, tra gli altri, anche il Pakistan pronto a difendere il suo riso basmati dalle imitazioni californiane, l'India per proteggere il tè di darjeeling copiato in Australia, la Guinea per salvaguardare l'ananas locale, le Mauritius impegnate per il miele dell'isola di Rodrigue, la Turchia con il suo pepe, il Canada per il caviale di storione del lago di Temiscamingue, il Marocco per tutelare l'olio d'argan, la Francia per i formaggi e la Svizzera per le sue denominazioni di origine.
23
luglio
2003
|
|