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Leggere attentamente le avvertenzeLe etichette anticausa: negli States tutti chiedono i danni a tutti, e i produttori si proteggono così
Attenzione: non leggete questo articolo se avete di meglio da fare. Un avvertimento inutile? Niente, in confronto a quello che ha vinto l'ultima edizione del concorso per l'etichetta più demenziale apparsa negli Stati Uniti. A spuntarla su tutte il «Non levatevi i pantaloni prima di sedervi e non inserite parti del corpo tra i rulli vibranti» apparso su una poltrona oscillante che promette benefici massaggi, mentre al secondo posto si è piazzata l'avvertenza: «Non usare questo spazzaneve sui tetti».
A organizzare il concorso, il Michigan Lawsuit Abuse Watch (M-Law): l'iniziativa ha uno spirito umoristico, ma è nata con l'intento - serissimo - di denunciare l'abuso tutto americano delle "personal injury lawsuit", le cause civili. Beth L. Thieme, fondatrice del movimento, accusa: «Ogni cittadino del Michigan, paga per quella che noi chiamiamo "tassa da causa", l'equivalente di 1.200 dollari ogni anno: i costi aggiuntivi affrontati dai produttori per tutelarsi ricadono sui prodotti e quindi sui consumatori». Scopo di M-law, che può contare su più di 2mila sostenitori, sensibilizzare l'opinione pubblica sul livello sempre più stravagante e creativo raggiunto dalle azioni legali negli Stati Uniti e sulle difese sempre più disperate delle aziende. Secondo l'associazione, anche i giudici, che hanno il potere di respingere le cause più frivole, potrebbero fare la loro parte.
Le sei edizioni del concorso, animato dalle segnalazioni del pubblico, hanno concepito autentiche chicche. Come l'ammonimento su un ferro a vapore: «Non stirate gli abiti mentre li indossate». O su un passeggino pieghevole: «Attenzione: rimuovere il bambino prima di chiudere». Su un sonnifero: «Attenzione, può causare sonnolenza». Su un costume di Batman: «Questo mantello non consente di volare». Su un assorbente interno: «Rimuovere il tampone usato prima di inserire quello nuovo».
E ancora su un cacciavite a motore: «Non usare come trapano dentale». Su alcuni ceppi di legno per il camino: «Attenzione, può bruciare». Su una stampante laser: «Non ingerire il toner». Su un parasole da parabrezza: «Non guidare prima di averlo rimosso». Su un asciugacapelli elettrico: «Non usare sotto la doccia». Su un deodorante per ascelle: «Non spruzzare negli occhi». Su una tenda antivento: «Non usare come protezione in caso di tifone».
Intervistato da una webzine economica, un avvocato che si occupa di consulenze per le aziende, ha commentato «Non c'è rimedio: i produttori preferiscono essere presi in giro che finire sul lastrico per colpa di una causa. Probabilmente è superfluo scrivere su un water di non bere l'acqua della tazza, ma finché ci sarà anche una sola possibilità che succeda, io consiglierò di farlo».
9
marzo
2003
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