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Morte ai saldi!

Sconti invernali in partenza in tutta la Penisola e, con le solite polemiche, anche la proposta di eliminarli

Con l'arrivo del nuovo anno tornano, come di consueto, anche i tradizionali saldi di fine stagione. In alcune città sono già partiti mentre per altre sarà bisognerà aspettare qualche giorno ancora. Ma non è necessario attendere altro tempo per le polemiche sull'argomento, già vive da alcuni giorni.

È stata l'associazione Telefono Blu a gettare per prima il sasso nello stagno dichiarando che, così come sono impostati, i saldi non hanno più senso. Negli ultimi cinque anni ben il 25% dei ricavi è dovuto ai saldi invernali o estivi, anche se nelle ultime due annate sono stati registrati i segnali di un ridimensionamento del fenomeno. Le vendite speciali e le promozioni, che spesso anticipano i saldi, occupano ora circa un quarto del mercato, sfruttando un periodo come quello natalizio in cui la gente ha una migliore disponibilità finanziaria e una maggiore propensione all'acquisto. Si stima che i saldi quest'anno, nella migliore delle ipotesi, non porteranno nelle casse più di quattro miliardi di euro mentre le promozioni hanno fruttato per un miliardo e mezzo in più, una crescita del 25% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

E come si potrebbe cercare di arginare questa decadenza dei saldi? Telefono Blu non ha dubbi: servono prezzi liberalizzati e vera concorrenza per tutto l'anno. «I saldi oramai - suggerisce Pierre Orsoni, presidente di Telefono Blu - non servono più a nulla, infatti il mercato di vendita rimane stabile. Occorre invece una vera concorrenza nel prezzo, speriamo che le regioni e, in assenza, il Parlamento confezionino al più presto una nuova legge che favorisca la concorrenza e l'ingresso nel mercato di giovani imprese, liberalizzando anche gli orari di vendita».

È vero che in questo modo si favorirebbe una maggiore dinamicità del mercato e la libertà delle attività commerciali, ma probabilmente la situazione non è così semplicistica e andrebbero valutate tutte le conseguenze. Bisognerebbe in primo luogo chiedersi se una situazione di questo tipo non porterebbe a una condizione poco sostenibile per i piccoli esercenti, a favore della grande distribuzione.

In ogni caso, visto che i saldi stagionali ancora ci sono, Telefono Blu e Sos Consumatori hanno attivato un apposito numero (199.44.33.78) per segnalare eventuali casi di difformità. Le denunce più rilevanti sono per la merce che non riporta correttamente il prezzo, la mancata accettazione di carte di credito e bancomat, il mancato cambio di merce. Non mancano i consigli rivolti ai consumatori che vogliono evitare eventuali raggiri in agguato: diffidare, in particolar modo, di percentuali di sconto troppo elevate, verificare (prima della partenza del periodo di saldi) il prezzo dell'articolo che interessa, visitare più di un negozi con prodotti simili, controllare che siano sempre presenti le due etichette, quella con il prezzo pieno e quella con il prezzo scontato.

7  gennaio  2005

  Ivan Marchesini
  dalla rete
Telefono Blu Organismo di tutela del turista consumatore
Codacons Coordinamento delle associazioni per la difesa dei consumatori
Adiconsum  Associazione difesa consumatori e ambiente

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Il calendario dei saldi
ABRUZZO 10 gennaio-23 febbraio; BASILICATA 7 gennaio-7 marzo; CALABRIA 15 gennaio-28 febbraio; CAMPANIA 2 gennaio-20 marzo; EMILIA-ROMAGNA 7 gennaio-7 marzo; FRIULI VENEZIA GIULIA 7 gennaio-31 marzo; LAZIO 8 gennaio-18 febbraio; LIGURIA 7 gennaio-20 febbraio; LOMBARDIA 7 gennaio-7 marzo; MARCHE 8 gennaio-1 marzo; MOLISE 15 gennaio-28 febbraio; PIEMONTE 3 gennaio-31 marzo, TORINO 3 gennaio-27 febbraio; PUGLIA 7 gennaio-28 febbraio; SARDEGNA 8 gennaio-8 marzo; SICILIA 8 gennaio-28 febbraio; TOSCANA 7 gennaio-7 marzo; UMBRIA 7 gennaio-7 marzo; VALLE D'AOSTA 10 febbraio-31 marzo; VENETO 3 gennaio-28 febbraio; BOLZANO 15 gennaio-12 febbraio; TRENTO 7 gennaio-28 febbraio.
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