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Sergio Muniz come baby sitter? Magari...

Si è attenuato il monopolio rosa sulla millenaria funzione di assistenza ai bambini. Gli uomini sono preferiti perché più giocherelloni e surrogati della figura paterna per le mamme single. Tra i vip ideali: Cucuzza e Sergio Muniz

È ufficiale: è finita un'altra epoca. Quella delle baby-sitter donne: nonne, zie, amiche e soprattutto giovani ragazze, adolescenti o studentesse, in cerca di qualche piccola entrata economica. Ruolo convenzionalmente al femminile, che ha ispirato racconti, canzoni e soprattutto film. Chi non ricorda una giovanissima Jamie Lee Curtis versione baby-sitter in "Halloween: la notte delle streghe"? Film horror che, a ben guardare, celava un "profondo" messaggio educativo. Tra uno sgozzamento e l'altro, infatti, evidenziava l'abnegazione, al limite del sacrificio umano, della ragazza verso i propri accuditi.

Acquq passata. Se è vero che le donne stanno diventando sempre più competitive nei confronti degli uomini nel mondo del lavoro tradizionale, questi ultimi le tallonano in quello più sommerso. A rivelarlo, uno studio condotto dall'Associazione "Donne e qualità della vita" su un campione di 1000 famiglie italiane.

Attualmente, il 10% dei baby-sitter è costituito da uomini: ovvero, su un totale di 2 milioni di lavoratori, 200mila sono maschi. Il motivo principale? La crisi economica attuale spingerebbe molti giovani istruiti, soprattutto universitari, a cercare forme di reddito alternative, sia primarie che secondarie.

Non a caso, secondo le statistiche riportate dall'indagine, solo il 15% del totale è rappresentato da lavoratori impiegati a tempo pieno in strutture organizzate. Per il 26% infatti si tratterebbe di universitari che vogliono pagarsi gli studi. Imitati dai loro colleghi stranieri (12%) coinvolti in progetti Erasmus o scambi alla pari. Seguono, con il 17%, parenti, amici, vicini di casa.

Ma non è solo la maggiore disponibilità del "sesso forte" verso questo tipo di lavoro a determinare il significativo aumento di impiegati. C'è anche, dall'altra parte - quella di chi seleziona e sceglie -, una crescente predilezione per il baby-sitter maschio. Che risulta essere, secondo il 22% delle intervistate, più giocherellone (in fondo le donne non accusano spesso gli uomini di essere degli eterni Peter Pan?), per il 16% meno curioso e pettegolo. Più affidabile, secondo l'11%, più economico per un 10% e capace anche di stabilire una migliore empatia con il bambino (3%). Soprattutto, il dato più significativo che emerge è che per una donna su cinque (21%) l’uomo rappresenta anche un possibile surrogato della figura paterna, spesso assente essendo in crescente aumento i casi di mamme single, separate o divorziate.

Alla domanda "Quale vip potrebbe incarnare un perfetto baby-sitter?", una donna su tre ha indicato come personaggio pubblico ideale Michele Cucuzza. Il celebre conduttore de "La vita in diretta" si distinguerebbe dagli altri per la sua grande abilità nel raccontare le storie. Al secondo posto si piazza Sergio Muniz. Con il 18% delle preferenze, il bel modello vincitore dell'"Isola dei Famosi 2" piace a tutte le fasce d'età, soprattutto perché ha saputo dimostrare grande adattamento e spirito di sopportazione sull'isola. Come dire: se ha retto fame, mosquitos e uragani, figuriamoci se non riesce a sopportare anche il più pestifero dei bambini. A voler essere onesti, la preferenza delle mamme per il bel Sergio probabilmente non dipende solo dal suo spirito di sacrificio: quale donna non desidererebbe avere un baby-sitter come Muniz per casa?

Al terzo posto si posizione Claudio Amendola, indicato come l'icona del papà moderno per eccellenza, complice e amico dei figli. Quarto Paolo Bonolis, premiato per la sua simpatia. Quinto Claudio Brachino, per la sua capacità di trasmettere sicurezza. A seguire Lapo Elkann, perché potrebbe trasferire il proprio bagaglio culturale al bambino, e, ultimo tra i preferiti, Pasquale Di Molfetta, in Arte Linus di Radio Deejay. Più che un padre, un fratellone maggiore.

6  dicembre  2004

  Sara Gambèro
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Talvolta trovare una persona che possa guardare i propri figli, soprattutto in circostanze urgenti, risulta difficile quanto scovare un idraulico a Ferragosto. Il sito bambinopoli.it fornisce indirizzi e numeri di telefono di agenzie specializzate nella ricerca di personale per la cura dei bambini. Chiara Bolognini, che si occupa della ricerca e della selezione dell'agenzia C/Work Agency di Roma spiega come valutare bene la potenziale baby-sitter: «Innanzitutto osserva il suo aspetto, poi fatti delle domande precise: come si presenta? Comunica facilmente? Riesce a trasmettere emozioni positivie? In secondo luogo spiegale quali saranno i suoi compiti. Con la massima chiarezza, parla dell'orario di lavoro, dei giorni liberi e del compenso. È molto importante essere chiari per non lasciare spazio a equivoci. Terzo, una volta identificata la persona giusta cerca di stabilire con lei un rapporto di collaborazione e amicizia. Ma soprattutto: non entrare in competizione. E non ingelosirti se i tuoi figli le dimostreranno attaccamento. Il tuo posto, comunque, è sempre il più importante nel loro cuore».
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