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Vecchia lira, che nostalgia

Tra collezionisti e semplici smemorati ci sono ancora in circolazione 59 miliardi di banconote per un controvalore di 3.504 miliardi di vecchie lire. E in alcuni negozi si paga ancora con la vecchia moneta

A due anni e dieci mesi dalla sostituzione della lira con l'euro, il 70% degli italiani confessa di aver nostalgia della lira, tanto che tra collezionisti e semplici nostalgici ci sono ancora in circolazione 59 miliardi di banconote per un controvalore di 3.504 miliardi di vecchie lire (al 1* gennaio 2002 erano in circolazione 3,7 miliardi di banconote pari a un controvalore di 125.000 miliardi di vecchie lire). Lo ha reso noto il presidente dell'Abi, Maurizio Sella, nel suo intervento alla presentazione della prima collezione celebrativa dedicata a "La storia della lira nella Repubblica italiana" realizzata dall'Istituto poligrafico e zecca dello Stato.

Le spiegazioni per questa significativa massa di lire ancora in circolo sono molteplici, ma la più realistica fa pensare a dimenticanze (nelle tasche di vecchi cappotti, in qualche borsetta fuori moda, etc) e alla pigrizia o scarsa informazione di chi, pur consapevole di possederne un po', non va a farsele cambiare in euro. È bene ricordare infatti che le vecchie banconote possono essere cambiate, senza alcun costo, presso tutte le filiali provinciali della Banca d'Italia fino al 2012.

Del resto, chi lo ha detto che le lire non sono più di moda? La vecchia e mai troppo rimpianta moneta italiana continua infatti a vivere, per esempio, sull'isola d'Ischia grazie all'iniziativa della famiglia Scotti, che gestisce due profumerie in via Roma, in pieno centro di Ischia Porto, il comune più turistico dell'isola verde. Un piccolo manifesto, esposto sulla vetrina del negozio, avverte i clienti che profumi, saponi, deodoranti e creme per il corpo, si possono acquistare anche sborsando biglietti da centomila, cinquantamila e diecimila lire. Solo soldi di carta però, avverte l'annuncio, cambiare anche le monete sarebbe troppo. «È da qualche mese che abbiamo deciso di accettare anche le lire - spiegava qualche tempo fa la titolare della profumeria - oggi non saprei dire quante ne abbiamo incassate, ma certo non sono poche le persone che effettuano acquisti con le vecchie banconote».

Un'idea che alla famiglia Scotti è venuta leggendo un articolo su un famoso settimanale. «Mio padre lesse che a Milano c'era un negozio che praticava ancora prezzi in lire - dice la signora Scotti - fu allora che pensò di provare a fare la stessa cosa e devo dire che è stato un successo, che anche la gente ha mostrato di gradire». Un nostalgico tuffo nel passato dunque e l'illusione di non dove fare i conti con il tanto bistrattato euro, ma non solo, la profumeria ischitana funge anche da ''banca'' per i tanti possessori di lire che non hanno avuto il tempo o la voglia di cambiarle con la nuova valuta.

«Tante persone mi dicono di aver ritrovato le banconote in vecchi armadi o in abiti smessi - racconta la titolare del negozio - qui vengono con le lire non solo le persone anziane, ma anche tanti giovani». D'altra parte che tanti italiani facciano ancora fatica a distaccarsi del tutto dalla loro vecchia amica lira lo dimostra il fatto che anche alcuni negozi della capitale (e anche banchi di ambulanti) recano la scritta "si accettano pagamenti in lire".

Quanto all'erede della lira, l'euro, inizia già a manifestare segni del tempo: sono ormai troppe le banconote in euro false in circolazione e le continue segnalazioni hanno messo in allarme la BCE che, insieme ai governatori centrali, starebbe pensando a un restyling della moneta unica - con nuove, sofisticate caratteristiche tecniche a prova di falsari - approfittando anche della necessità di intervenire sulla stampa e sul conio dell'euromoneta in seguito all'allargamento dell'Unione a 25. Il lavoro prepararatorio per il restyling dell'euro (banconote e monete) in funzione anti-falsari e per l'allargamento a 25 sarebbe già "in fase avanzata", ma dall'eventuale decisione della BCE dovrebbero poi passare almeno tre anni per l'avvio della circolazione delle nuove banconote e un anno e mezzo o due per le nuove monete.

23  novembre  2004

  Antonella Laudonia
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Lira-story
Il volume, tirato in soli 1999 esemplari da Sipleda (Gruppo Poligrafico dello Stato), ripercorre la storia della nostra ex moneta dal 1946 fino all'arrivo dell'euro, anche se - come ha fatto notare il presidente dell'ABI Maurizio Sella - la lira è nata assai prima, cioè nel 1808 con Napoleone. Prima dell'unità d'Italia vi erano nella Penisola ben 253 zecche diverse e sei sistemi monetari diversi. Ma la lira, nel senso di moneta da una lira, ha avuto una vita repubblicana assai breve: «È stata pensionata nel 1959, insieme alla moneta da due lire - ha spiegato Mario Traina - perché ormai inutili. E nello stesso anno la nostra moneta ha ricevuto l'Oscar di moneta più stabile, salvo poi guadagnarsi nel 1973 il primato di moneta più svalutata d'Europa, fino alle quattro svalutazioni subite tra il 1981 e il 1983.
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