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Farmaci gratis e new look

Novità dalla Finanziaria: in arrivo confezioni antispreco e antidolorifici gratuiti per tutti. Per Cgil non ci sono i soldi, mentre Aduc e Farmindustria avvertono: così si rischia di far aumentare i prezzi

Nuove confezioni di farmaci con mini o monodosi e antidolorifici gratuiti per tutti entro un mese. Due importanti novità previste dalla Finanziaria 2005 che hanno sollevato, oltre ai consensi, perplessità di non poco peso.

L'annuncio che con la revisione del prontuario i farmaci specifici per il dolore passeranno in fascia A, e saranno quindi a completo carico del Servizio sanitario nazionale, è stato dato dal ministro della Salute Girolamo Sirchia a Milano, lo scorso 8 novembre. «Oggi con la Finanziaria che prevede un consistente aumento di fondi per la sanità, questo sforzo è assorbibile abbastanza facilmente», aveva detto il ministro. Non ci sono i soldi, ha però fatto notare la Cgil: «Il ministro dovrebbe sapere - ha spiegato Roberto Pillo - che i 7 miliardi promessi non arriveranno neanche a coprire le spese effettive per il 2004 e che l'aumento del solo 2% sul 2005 avrà effetti ancora più drammatici. Basta considerare che la spesa sanitaria è infatti superiore al 6% annuo e che pertanto il governo, mettendo a disposizione solo un 2%, di fatto si appresta a un taglio del 4%».

In Italia, le famiglie in difficoltà per spese sanitarie non previste sono oltre 850mila, in crescita. Tra queste, 342mila sono finite temporaneamente sotto la soglia di povertà dell'Istat. Per altre 511mila le spese hanno consumato il 40% del reddito, costringendole talvolta a intaccare i risparmi. Questi dati sono emersi dal Rapporto Ceis Sanità 2004, presentato il 10 novembre a Roma, che ha posizionato l'Italia la sedicesimo posto in Europa nella classifica dell'equità per la spesa sanitaria delle famiglie.

Approvate con un emendamento alla Finanziaria anche le confezioni mini o monodose contro lo spreco dei farmaci. Ogni anno infatti si getta un miliardo di pillole, il cui costo è pari a 650 milioni di euro. All'Aifa (Agenzia del Farmaco) spetterà individuare le modalità di realizzazione del progetto, stilando un elenco dei farmaci autorizzati a essere venduti nel nuovo formato. «È un discorso vecchio, e se questo sistema contribuisce a ridurre gli sprechi siamo favorevoli» ha detto il presidente di Farmindustria Federico Nazzari, «Certamente c'è un problema di aggravio dei costi per le industrie. Non ci convince la disposizione che prevede la vendita di pillole alla spicciolata. È un sistema che esiste solo in Gran Bretagna per i farmaci generici e non dà buoni risultati, perché la spesa per i medicinali è superiore a quella italiana sia pro-capite sia in percentuale al Pil».

Nessun problema invece per le cosiddette confezioni ottimali per le malattie croniche: scatole con poche pillole per l'avvio e grandi confezioni di mantenimento. Contenitori dai quali il farmacista può prelevare le pasticche, da consegnare poi in bustina in base alla prescrizione del medico, è invece la proposta dell'Aduc, secondo cui le confezioni mini non farebbero che aumentare i prezzi. La soluzione migliore, secondo il segretario di Federfarma, Franco Caprino, è invece quella adottata da Canada e Usa: blister da tagliare a seconda delle necessità.

Novità in arrivo anche per le confezioni che rimarranno fuori dal provvedimento: il foglietto illustrativo, noto anche come bugiardino, entro pochi mesi cambierà radicalmente. Un apposito gruppo di lavoro Ue e l'Aifa sono già al lavoro. Uno studio pubblicato sull'ultimo numero del bollettino d'informazione sui farmaci ha dimostrato che gli italiani non lo capiscono. Malgrado le modifiche apportate recentemente, il linguaggio è ancora troppo tecnico e i caratteri eccessivamente piccoli e vicini. In quello nuovo i caratteri saranno più grandi e molte parole saranno affiancate da immagini più intuitive.

15  novembre  2004

  Manuela Magistris
  dalla rete
Aifa Agenzia italiana del farmaco
Sicp Società italiana cure palliative
Sanità Il ministero della Salute

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Cure palliative
Il settore delle cure palliative in Italia è stato finora penalizzato, ha dichiarato Sirchia. «Ora invece abbiamo fatto un passo in avanti. Anche se sul piano scientifico non è del tutto corretto, perché questi farmaci non servono ai malati di cancro, abbiamo aggregato il tema della terapia anti-dolore al piano oncologico nazionale per porre fine alle differenze di collocazione che ci impedivano di agire concretamente». «Finalmente aiuteremo più pazienti, ma ci sono voluti anni di lotte» ha commentato Furio Zucco, presidente della Società italiana di cure palliative (Sicp). «Il rischio è però che la terapia anti-dolore si sviluppi con grandi differenze tra Nord e Centro da un lato e Sud e Isole dall'altro, o addirittura tra un'Asl e l'altra. Nei prossimi 3 o 4 anni il sistema nazionale delle cure palliative è destinato a espandersi enormemente: aumenteranno le strutture e gli addetti (5mila volontari di 170 organizzazioni non profit e 5mila operatori sanitari tra cui 700 medici, 200 psicologi, 2.500 infermieri, 150 fisioterapisti e 1.500 operatori di supporto) si moltiplicheranno fino a quadruplicare. Questo esercito avrà bisogno di formazione adeguata».
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