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Milano pro-logo

La Camera di commercio di Milano stanzia 500.000 euro alle imprese per la promozione e la registrazione dei marchi

Cultura del marchio. Che non significa tanto incanalare la domanda verso una standardizzazione generale in nome della griffe, quanto piuttosto promuovere all'interno delle imprese la diffusione della strategia della valorizzazione del proprio patrimonio di idee, essenziale per essere competitivi a livello nazionale e internazionale. Il marchio infatti deve essere immediatamente riconoscibile e deve farsi simbolo della qualità produttiva dell'impresa, soprattutto all'estero.

Ecco perché la Camera di commercio di Milano ha deciso di stanziare 500mila euro alle imprese per la promozione e registrazione dei marchi. Ossia per tutti i costi sostenuti per depositi, bolli, registrazioni, consulenze e ricerche.

Giuseppe Castelli, vicepresidente di Assolombarda, che si è attivata per realizzare una vera propria strategia di marchio - "Focus marchi" - grazie a strumenti finanziari e convenzioni con strutture consulenziali specialistiche, parla di successo riconosciuto nel mondo dei prodotti made in Italy. Successo dovuto alla riconosciuta capacità creativa degli italiani, che però non è improvvisata ma sapientemente organizzata e soprattutto alimentata dalla ricerca, da strategie commerciali innovative e da una politica del marchio, appunto.

I 500.000 euro stanziati dalla Camera di commercio sono destinati all'erogazione di "contributi in conto capitale a fronte di investimenti e spese per la registrazione di uno o più marchi". In pratica un contributo pari al 50% delle spese riconosciute ammissibili e che potrà variare da 700 euro per i marchi italiani fino a 4500 per quelli comunitari o internazionali. Ad esempio a chi spende € 2500 per registrare il marchio, dopo l'iter previsto dal bando, verranno accreditati € 1.250 sul conto corrente. Beneficiarie ne potranno essere le imprese, nonchè cooperative e consorzi, purchè rientrino nella definizione di piccola e media impresa data dalla normativa comunitaria e abbiano sede e/o unità operativa nella provincia di Milano. Massimo Sordi, vicepresidente della Camera di commercio di Milano, precisa che «Il finanziamento che la Camera di commercio mette a disposizione riguarda quelle imprese che hanno già sostenuto dal 1° marzo 2004 spese per la registrazione del marchio (costi sostenuti per depositi, bolli, registrazioni, consulenze e ricerche). O quelle imprese che possono provare che sosterranno queste spese, fino ad esaurimento dello stanziamento».

Al dr Sordi abbiamo rivolto alcune domande per comprendere meglio la natura e lo "stato di salute" dell'imprenditoria lombarda.

Quanti di questi marchi registrati sono "in rosa", ovvero quanto le imprenditrici pesano in questo trend?
Un'iniziativa come quella del marchio nasce a volte dal lavoro di diverse persone e coinvolge, a partire dall'imprenditore, tutti coloro che hanno partecipato al processo di un nuovo marchio. Quindi la sua paternità, in molti casi, si può attribuire al successo di un lavoro di gruppo all'interno dell'impresa. Nell'attività imprenditoriale la presenza femminile è in continua crescita anche se lentamente. E oggi le imprese femminili sono arrivate a rappresentare circa un'impresa su cinque nella realtà milanese.

Tra i vari settori ai primi posti nella registrazione dei marchi ce n'è qualcuno in particolare che ha avuto un incremento di crescita maggiore negli ultimi anni?
L'abbigliamento e l'agroalimentare, negli ultimi tre anni, sono quelli che hanno riportato un incremento maggiore. E proprio all'interno del settore moda e di quello alimentare si trovano i marchi più conosciuti della produzione milanese e italiana a livello internazionale.

Quali sono le altre forme di agevolazione, a parte la registrazione del marchio, da voi promosse per le piccole e medie imprese?
La Camera di commercio mette a disposizione ogni anno circa una decina di bandi di contributi a favore delle piccole e medie imprese della provincia di Milano. Alcuni sono finalizzati a promuovere interventi organizzativi gestionali nell'azienda, come l'ottenimento della certificazione di qualità o l'acquisizione di tecnologie informatiche e/o la realizzazione di siti web. Altri sono volti ad abbassare i costi del finanziamento che l'impresa richiede in banca per avviare investimenti produttivi o realizzare operazioni di patrimonializzazione, solo per fare alcuni esempi. La Camera di commercio ha anche realizzato, in collaborazione con altre istituzioni, bandi specifici per la nascita di nuove imprese nei settori innovativi, creativi, per il passaggio generazionale, rivolti in particolare ai giovani e agli aspiranti imprenditori.

A conclusione, un'osservazione: questo aiuto si rivolge, paradossalmente, alla realtà cittadina che fra tutte ne avrebbe meno bisogno. Quella ambrosiana si è rivelata infatti nel 2003 la provincia italiana con il maggior numero di marchi depositati. Con i suoi 12.927 marchi, ossia il 29% di quelli depositati a livello nazionale e l'88% del totale lombardo, guida la graduatoria delle province battendo l'intero Centro, che rappresenta il 25% del totale, il nord-est, con il 19% e il sud con le isole, che rappresenta un misero 11%. Come dire: piove sempre sul bagnato...

20  ottobre  2004

  Sara Gambèro
  dalla rete
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Lo Stato aiuta le imprese
Negli ultimi anni è stata promulgata una serie di leggi per agevolare l'imprenditoria a vari livelli. La legge 488 per esempio è lo strumento attraverso cui il Ministero dell'Industria distribuisce alle aziende italiane la gran parte (circa il 50%, equivalente a 3 miliardi di euro per anno) di quelli che comunemente vengono definiti "contributi a fondo perduto". Per fondo perduto si intende una somma di denaro che il Ministero mette a disposizione dell'imprenditore a titolo definitivo, ossia senza obbligo di restituzione.
La Legge 215 è invece rivolta alle donne che si accingono a realizzare nuove realtà imprenditoriali, al fine di agevolarne la nascita e lo sviluppo. Permette infatti alle imprese femminili di richiedere un finanziamento a fondo perduto per parte dei loro investimenti.
Infine la Legge 95/95, meglio conosciuta come "Legge 44", è lo strumento di agevolazioni alle imprese costituite da giovani che vogliono lanciarsi nel mondo dell'imprenditoria. Si rivolge a soggetti di età compresa tra i 18 e i 36 anni residenti nei territori di applicazione della legge. L'agevolazione può arrivare a circa il 50% a fondo perduto, a cui si aggiunge un mutuo (a tasso molto agevolato), pari al 40% degli investimenti, da restituire in 10 anni. Alle agevolazioni per gli investimenti si aggiungono, per i primi 2 anni di attività, agevolazioni per l'acquisto di materie prime e spese di gestione che possono arrivare al 50% del totale delle spese sostenute.
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