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Cara auto, ma quanto mi costi

Per contrastare traffico, aumento del prezzo della benzina e caro auto il ministro Lunardi dice la sua: targhe alterne tutto l'anno

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Vita grama quella dell'automobilista italiano. Soprattutto dopo un rientro dalle vacanze all'insegna dei rincari. Con il recente aumento del greggio e l'allineamento (troppo) immediato del prezzo della benzina è difficile dormire sonni tranquilli. E poi la cara auto - in tutti i sensi - si rivela un pozzo senza fondo: mantenerla costa 2.700 euro l'anno. A tormentare ulteriormente il riposo degli italiani a quattro ruote ci pensa il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Pietro Lunardi, con una proposta che più creativa non si può: per ridurre il consumo di benzina e combattere così il carovita basterebbe introdurre tutti i giorni le targhe alterne. "Ok" insorgono le associazioni dei consumatori, "ma che bollo e Rc auto siano dimezzati". E intanto gli italiani continuano a pagare, mugugnando.

L'automobile sembra ormai in testa a ogni classifica dei rincari. A fare i conti in tasca all'automobilista italiano sono i dati del "Conto nazionale delle infrastrutture e dei trasporti". La fotografia che ne viene fuori è impietosa. Pur riferendosi a dati del 2002 risulta che gli italiani spendono quasi 2.700 euro per fare camminare la propria auto. Come se non bastasse a raggelare il sangue nelle vene, bisogna aggiungere i costi dell'acquisto e della manutenzione. A questo punto il caro auto sale a 4.000 euro all'anno. Roba da farsi venire un repentino raptus di passione per la sempre verde bicicletta.

In questo spulciare sadicamente tra fatture e scontrini risulta che carburanti e assicurazioni rappresentano le maggiori voci di uscita: quasi 900 euro l'anno bruciati in benzina e gasolio, circa il doppio di quanto si paga in media per assicurare la vettura (463 euro). Senza dimenticare poi le spese sostenute per l'autorimessa (162euro), le tasse automobilistiche (110 euro), cambio di olio e lubrificanti (30 euro) e i pedaggi autostradali (89 euro). Se a queste cifre si sommano la spesa di acquisto e la manutenzione straordinaria si raggiunge la ragguardevole cifra di 4.000 euro all'anno.

A rendere più cupo l'orizzonte dell'automobilista italiano è l'ultima proposta del ministro Lunardi. «La gente - ha spiegato il ministro in un'intervista al quotidiano "Il Messaggero" - si metterà d'accordo, viaggerà insieme, dimezzeremo i consumi energetici e combatteremo il carovita. A Roma - ha proseguito - ogni anno si spendono 26mila miliardi di vecchie lire in carburante. Ebbene, se fermassimo la metà delle auto, dimezzeremmo la domanda energetica. E faremmo un favore anche ai bilanci delle famiglie».

Immediata la fronda delle associazioni di consumatori e degli ambientalisti. «Quella delle targhe alterne non può che essere una soluzione tampone in attesa di provvedimenti più stabili ed efficaci - spiega Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - non si può infatti dire che il pari e dispari sia un intervento strutturale». Più provocatoria la risposta del segretario della Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre, Giuseppe Bertolussi: «Il ministro vuole ridurre consumi, traffico e carovita, benissimo. Ma allora si deve dimezzare anche il costo del bollo e della Rc auto. Cosa succede poi con quegli operatori economici che usano il mezzo per svolgere la propria attività lavorativa? Lavoreranno un giorno sì ed uno no? Oppure, li si costringerà ad acquistare un mezzo nuovo con l'ultimo numero di targa diverso da quello in possesso, con buona pace dei risparmi tanto inseguiti?».

6  settembre  2004

  Michel Paganini
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Coprifuoco per automobilisti minorenni
Gli australiani sotto i 20 anni residenti nello Stato del Nuovo Galles del Sud potrebbero non avere più il diritto di guidare l'auto tra le 22 e le 6 del mattino. Non solo: i giovani in questione non potrebbero più trasportare nel veicolo più di un minorenne, né comperare un'auto di grossa cilindrata prima di una certa età. La singolare misura è stata proposta da Carl Scully, segretario di stato per i trasporti, che vorrebbe introdurla prima di fine anno. La motivazione del politico è molto semplice: i guidatori di meno di 20 anni costituiscono solo il 7% della popolazione con patente, eppure sono coinvolti nel 17% degli incidenti stradali mortali, una proporzione inaccettabile per un paese civile. Una misura analoga era stata introdotta dalla vicina Nuova Zelanda nel 1987 e dal 1998 il numero di morti sulle strade è diminuito del 50%.
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