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Settembre, tempo di vacanza

Beato chi parte per ultimo: i prezzi sono più bassi e le località meno affollate

È proprio a settembre che andare in vacanza conviene: costa meno (circa un quarto) e i luoghi di villeggiatura non sono affollati. Tra le mete preferite, spiegano le agenzie di viaggio, ci sono Grecia, Nord Africa e Spagna ma si può andare anche più lontano, mete che a luglio e agosto sono quasi improponibili per chi è costretto a fare i conti col carovita. E poi c'è chi sostiene che stare in città quando tutti sono via, non è affatto male: i grandi centri commerciali sono aperti, non c'è traffico e ci si stressa meno.

Che il problema sia soprattutto il carovita però lo dimostrano i primi risultati della stagione turistica: Confcommercio ha stimato che si sono persi 1,2 miliardi di euro per la contrazione dei consumi e 420 milioni per un calo di presenze nelle località turistiche. E la flessione si è vista anche negli agriturismi (-3,5% rispetto al 2003), che ormai da qualche anno registravano sempre più domanda.

«I turisti che partono in settembre – dice il presidente dell'Astoi Giuseppe Boscoscuro - sono in genere imprenditori, liberi professionisti, coppie senza figli o in viaggio di nozze. In ogni caso persone che non hanno un calendario scolastico o lavorativo da rispettare». Secondo i dati di Telefono Blu saranno 6-7 milioni, ben il 12% in più del 2003. Proprio nei primi due week end del mese si prevede che i pendolari saranno 5 milioni, quasi 2 milioni andranno all'estero, oltre 650mila sceglieranno un last-minute, e il 20% delle prenotazioni avverrà su internet.

A settembre, dicono gli operatori, i prezzi subiscono un calo dal 15% al 40% per la stessa proposta in pieno agosto e la qualità della vacanza è spesso migliore. Ecco la mappa del risparmio in Italia e all'estero, con raffronti medi su strutture a 4-5 stelle e in villaggi turistici a gestione italiana: Sardegna -40%, Sicilia e Maiorca -30%, Toscana e Mar Rosso -25%, Santo Domingo, Messico e Kenya -20%.

In Italia, in generale, i prezzi scendono, ma si mantengono comunque troppo alti. Per invogliare i turisti a scegliere il mare il Sib, Sindacato italiano balneari, ha deciso di offrire tariffe agevolate per ombrelloni, sedie a sdraio e lettini, con sconti che andranno dal 10 al 50%.

Il problema secondo Telefono Blu, è la qualità delle strutture che sono ormai in ritardo rispetto a tendenze e gusti. La proposta che l'associazione lancia agli operatori si chiama "Abbassa che ti passa": ridurre i prezzi di fine agosto (almeno del 20%) fino a comprendere anche le vacanze di Natale e Capodanno.

31  agosto  2004

  Manuela Magistris
  dalla rete
Telefono Blu L'associazione del turista consumatore
Confcommercio Confederazione generale italiana del commercio
Enit Ente nazionale per il turismo
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La spesa in città costa meno
Scegliere bene dove fare acquisti fa risparmiare quasi 1000 euro all'anno. Altroconsumo ha stilato una classifica passando in rassegna oltre 500 tra supermercati, ipermercati e hard discount in 40 capoluoghi italiani. «I prezzi variano da città a città a seconda del livello di concorrenza tra i punti vendita», spiega Altroconsumo. «In generale gli ipermercati sono i più convenienti per la classica spesa che includa prodotti di marca, mentre se si concentra su quelli col prezzo più basso gli hard discount non hanno rivali, con risparmi del 20-30%». La più conveniente è Bari: ogni anno la spesa minima con prodotti di marca costa 4.706 euro. A Firenze se ne spendono 4.806, ad Ancona 5.207, a Roma 5.239, a Bologna 4.917 e a Milano 5.230. Fanalini di coda Messina (5.666) e Bolzano (5.587). Con prodotti non di marca il risparmio è di 959 euro a Bari, 897 a Firenze, 509 ad Ancona, 706 a Roma, 981 Bologna e 477 a Milano.
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