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Cantieri sicuri coi fumetti

Il progetto di Confartigianato per i lavoratori extracomunitari, disegno e audiolezioni per chi è in difficoltà tra lingua e nuove regole

Un sito e un manuale in 4 lingue a fumetti per insegnare la sicurezza sul lavoro: è il progetto "Extrateam" realizzato da Confartigianato per i lavoratori immigrati impiegati nell'edilizia. Si tratta di strumenti di reale integrazione sociale, sia per titolare d'impresa sia per il dipendente straniero, alle prese con i problemi legati alla scarsa conoscenza della lingua e della normativa.

Per questo si è pensato a utilizzare materiale didattico di facile comprensione: da un lato audiolezioni in inglese, spagnolo, albanese e arabo, dall'altro fumetti visionabili o stampabili direttamente dal sito (sempre in lingua) che presentano situazioni, pericoli da evitare e tutte le precauzioni da mettere in atto. Non solo normativa quindi ma anche espressioni e termini che possono facilitare l'apprendimento dell'italiano. È stato predisposto anche un glossario visivo multilingue, una sorta di vocabolario sulla sicurezza, per sciogliere i dubbi sui nomi delle attrezzature e degli oggetti impiegati in cantiere. Sul sito il materiale è per il momento limitato ma in tutte le sedi di Confartigianato è possibile trovare il contenuto completo del progetto realizzato grazie al finanziamento dell'Inail.

I lavoratori extracomunitari impiegati nelle costruzioni sono 140mila, il 12% della forza lavoro nel settore, e analogamente i titolari di impresa sono 32mila, pari al 6,7% del totale degli imprenditori del settore. Secondo i dati Inail è proprio nelle costruzioni che si concentra il maggior numero di infortuni di lavoratori extracomunitari: 15.439 casi nel 2003, pari al 14,6% del totale per un costo di 5 milioni di euro, ossia l'8% del Pil. A farne le spese sono stati soprattutto gli assunti in medie e piccole imprese ma nel conto sono esclusi i lavoratori in nero.

Le costruzioni nel frattempo continuano ad assorbire manodopera: le stime delle Casse edili parlano di un lavoratore su quattro e i dati sono in rapido aumento e tuttavia, tra tutti i settori è quello con il rapporto più alto tra morti e occupati: 3,3 contro una media europea di 2,7. L'anno scorso i morti in cantiere sono stati 215 (dati Fillea Cgil), in media 18 al mese: 32 erano extracomunitari (il 15% del totale), per lo più tra i 26 e i 35 anni.

«Il numero dei morti nel 2003 rappresenta ancora un altissimo tributo pagato allo sviluppo e alla crescita» ha detto all'inizio dell'anno Franco Martini, segretario Fillea Cgil, «Serve a poco alimentare la polemica sulla statistica, che parla di una diminuzione degli infortuni. La statista fotografa il lavoro ufficiale mentre sfugge al controllo la vasta area del lavoro sommerso e illegale, fonti di gravi inadempienze ed evasione delle leggi e dalle norme infortunistiche».

22  luglio  2004

  Manuela Magistris
  dalla rete
Inail Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni
Segnaletica in cantiere Multilingue per tutti
Cantieri-sicurezza Una panoramica dei principali contenuti normativi

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Vita di cantiere
La causa più frequente di infortunio è la caduta dall'alto (38,5%) seguita da: travolto da gru, carrello, elevatore o ruspa (15,4%), crollo di una struttura (15%), colpito da materiali di lavoro (9,2%), ribaltamento del mezzo (9%) e folgorazione (7,5%). Il restante 5,4% è rimasto vittima per altri motivi. La maglia nera spetta alla Lombardia (41), seguita da Toscana (23), Veneto (22) e Lazio (16), mentre tutte le altre regioni hanno avuto almeno una vittima. Nel 2003 i mesi in cui si è registrato il tasso più alto di mortalità sono stati maggio e settembre mentre tra i giorni, il lunedì e il venerdì sono quelli in cui si sono verificati più infortuni mortali. Secondo i dati raccolti da Fillea Cgil il 45,9% di questi avviene in tarda mattinata, prima di pranzo.
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