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Un pc in viaggio verso il Sud

Un'ong britannica raccoglie i computer dismessi dalle aziende e li offre a prezzi simbolici a Paesi in via di sviluppo

Niente si crea, niente si distrugge, tutto si trasforma. Una legge, quella della conservazione dell'energia, che la Computer aid international, un'organizzazione non governativa britannica, ha fatto sua. Con un obiettivo: ridurre la frattura numerica che divide i Paesi a economia in transizione da quelli industrializzati. Una missione ambiziosa, ma nella quale crede fermamente. Nonostante la complessità del problema, il suo approccio è di una semplicità disarmante: offrire ai Paesi in via di sviluppo i computer che le aziende considerano obsoleti. L'uovo di Colombo in veste informatica.

«Ogni anno in Gran Bretagna - spiega Caroline Fuseau, responsabile del programma Africa nell'associazione - un milione di computer ancora funzionanti è messo da parte, mentre il 90% dei bambini in Africa lascia la scuola senza aver avuto l'opportunità di usare un pc». Una premessa che la dice lunga sulla filosofia e le intenzioni dell'ong inglese specializzata nella promozione delle nuove tecnologie nel Sud del mondo. Per compiere la sua missione, la Computer aid fornisce ad altre ong e comunità locali dei computer di seconda mano, ricondizionati e perfettamente funzionanti. Tutti gli apparecchi non devono però avere processori più vecchi del Pentium II.

I computer provengono dalle aziende che rinnovano il loro parco pc. Recentemente Computer aid ha ricevuto una partita di 500 elaboratori elettronici dalla compagnia aerea British Airways. Una volta sottoposto a test e rimesso a nuovo dall'associazione, il materiale informatico è messo a disposizione di scuole, ospedali e università di Paesi in via di sviluppo. Per ricevere i pc, l'istituzione destinataria deve essere naturalmente un'associazione senza fini di lucro, presentare la richiesta, incaricarsi delle spese di spedizione e pagare una partecipazione di circa 60 euro (parte del ricondizionamento) per ogni apparecchio ricevuto.

In sei anni di esistenza della ong, più di 30mila pc sono stati ridistribuiti in 80 nazioni del Sud del mondo. Di questi il 55% è solo per il continente africano. Un'altra priorità di Computer aid è quella di assicurare un buon servizio post vendita. Per completare la sua attività di trasferimento delle tecnologie informatiche l'ong inglese ha iniziato progetti di supporto tecnico con la collaborazione di altre ong locali del Camerun, del Ruanda e dell'Etiopia. Senza contare la formazione diretta eseguita nella sede di Londra. Il compito è immane, ma la strada intrapresa è quella giusta.

24  giugno  2004

  Michel Paganini
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