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Vacanzieri in cerca della polizza fantasma

Con l'estate fioccano le richieste più strane per le coperture assicurative: contro la pioggia, il mancato divertimento o il litigio di coppia

Il vacanziere parte con tanti dubbi. Pensa ai ladri, agli scioperi, agli attentati e a quel villaggio (ma vale anche per l'albergo) che nel depliant sembrava tanto bello, ma poi chissà. È per questo che si assicura. Contro il brutto tempo, il terrorismo, il vicino di ombrellone e pure la consorte. O almeno ci prova, perché non sempre la polizza che cerca esiste davvero. Il 78% dei clienti (famiglie e single per lo più) che si rivolge a una compagnia chiede di essere difeso da tutto, anche dalle cose più strane.

Lo dice un'inchiesta riportata dal "Giornale delle Assicurazioni" e realizzata da Eta Meta Research su 354 broker e agenti assicurativi. Ci sono quelli che vorrebbero essere risarciti per i giorni di pioggia (63%) sulla falsariga della polizza per gli agricoltori; quelli che hanno paura degli scioperi (56%), che non vogliono avere discussioni col vicino di ombrellone (37%), che temono di prendere una fregatura all'estero o di non divertirsi (49%). Fra questi ultimi c'è soprattutto chi ha optato per il villaggio perché garantiva una vacanza all'insegna della spensieratezza, fitta di giochi, feste e animatori che poi si sono rivelati inadeguati o invadenti.

A trasformare il meritato riposo in un vero e proprio inferno potrebbe essere anche il gentile o la gentile consorte: così la pensa il 32% dei potenziali clienti che ha contemplato la possibilità di vedersi rovinata la vacanza per un litigio di coppia. Tanti (il 44%) temono di rimanere coinvolti in qualche attentato: a risvegliare la paura del terrorismo internazionale (sotto sotto mai venuta meno dall'11 settembre) nella tranquilla Europa è stata la recente strage di Madrid.

Così, rinunciando ad andare all'estero, la destinazione scelta 8 volte su 10 è una località italiana, marittima. In agguato però c'è un altro tipo di pericolo: il caro-spiaggia. Per l'Intesa dei Consumatori, che ha svolto rilevazioni su tutto il territorio nazionale, gli aumenti negli stabilimenti balneari sono arrivati al 12% rispetto all'anno scorso, il doppio del 2001, anche se il sindacato di categoria (Sib) ha garantito che non ci sono rincari per i clienti abituali e le famiglie. «Abbiamo studiato una serie di pacchetti, per abbonamenti settimanali, mensili e stagionali, che arrivano ad avere uno sconto, rispetto alla tariffa base, fino al 50%» ha spiegato il suo presidente Riccardo Scarselli.

In 3 anni i prezzi di sdraio, lettini e ombrelloni sono quasi raddoppiati, dice la Federconsumatori. La spesa media per una giornata al mare è passata da 16.000-18.000 lire del 2001 ai 14,5-16 euro di quest'anno. La palma della convenienza se l'è aggiudicata l'Emilia Romagna, secondo una ricerca condotta da Trademark su 20 stabilimenti per ogni rinomata località costiera italiana. Prima fra tutte è arrivata Cattolica: in alta stagione, i prezzi medi indicativi per 1 ombrellone e 2 lettini (escluse le prime due file) sono di 13 euro per una giornata e 76 per una settimana (rispettivamente 11 e 65 in bassa stagione). Ultima invece la Sardegna mentre da Capri fuggono le famigliole: «Il mercato medio-basso è in crisi, quasi fermo» dice Massimo Marsico, agente immobiliare sull'isola da 12 anni. «Fino a qualche anno fa era quello maggiormente sviluppato». Resiste invece il turismo di lusso: vip, imprenditori e persone di spettacolo sono sempre disposti a pagare 25-30 mila euro per affittare un appartamento per un mese.

16  giugno  2004

  Manuela Magistris
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Italiani insoddisfatti
Non sono soddisfatti della loro assicurazione 7 italiani su 10; e 1 cliente su 2 scopre a sue spese di non essere coperto per un rischio che invece pensava assicurato. I dati emergono da un sondaggio di Eta Meta Research pubblicato dal mensile "Assicurazioni". Il 48% degli intervistati dichiara che aveva meno problemi quando i prezzi delle polizze erano amministrati enon c'era competizione sul mercato.
Assicurazioni Vita e Danni
Nel 2003 in Italia le compagnie hanno incassato 96,9 miliardi di euro, con un incremento del 10,6% rispetto al 2002 per i rami Danni e Vita. L'ha reso noto l'Ania, aggiungendo che il risultato è stato determinato soprattutto dal ramo Vita il cui peso sul totale è salito dal 63% del 2002 al 64,73%. Anche l'incidenza sul Pil è passata al 7,5% nel 2003 dal 7% del 2002. Gli incassi del ramo Danni sono saliti del 5,5% (in frenata rispetto al +8,3% dell'anno precedente), mentre il ramo Vita ha registrato un +13,5%, grazie ai prodotti con limitata componente finanziaria e garanzie di rendimento minimo.
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