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Finanza locale "creativa" È quella adottata da piccoli e grandi Comuni del Belpaese per fronteggiare la cronica mancanza di fondi e il taglio dei trasferimenti previsto dalla Finanziaria 2004
Certificati sponsorizzati, tombe all'asta, nomi di strade in vendita al miglior offerente. Dopo la sponsorizzazione di giardini e aiuole, inventata anni fa insieme ad altre iniziative, sono alcuni degli stratagemmi adottati da piccoli e grandi Comuni del Belpaese per fronteggiare le difficoltà economiche dovute al taglio dei finanziamenti previsto dalla legge Finanziaria 2004. Una riduzione delle entrate che l'Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) stima intorno ai 410 milioni e rischia di rappresentare per alcuni municipi un vero colpo di grazia e una spinta al dissesto di una finanza locale che già da decenni naviga in cattive acque. Tagli che hanno costretto un buon numero di sindaci del Nord e del Sud ad adottare una finanza "creativa" per contenere i costi e chiudere i bilanci.
I cittadini di Ispica, in Sicilia, non dovranno dunque stupirsi se d'ora in poi su carta intestata, buste e certificati di nascita, residenza, cittadinanza, stato di famiglia e persino morte troveranno il logo della tipografia che, qualche giorno fa, si è aggiudicata la gara d'appalto per fornire al Comune, insieme ad altri sette sponsor, 15mila stampati per i servizi demografici, mille risme A4 e cento risme A3. Il tutto in cambio della sola pubblicità.
A controllare che logo e dati (indirizzo, città e numero telefonico) degli sponsor non occupino più dello spazio previsto dal capitolato d'appalto (1 cm per 7), sarà Salvatore Tonaca, segretario generale dell'ente nonché promotore della singolare iniziativa. «Grazie a questi sponsor - racconta Tonaca - risparmieremo 6mila euro che serviranno all'amministrazione per finanziare altri settori che altrimenti dovrebbero essere soppressi». Ma non è tutto. «L' idea ha funzionato - prosegue - ed è piaciuta a moltissimi altri municipi tanto che dopo che si è sparsa la notizia sono stato contattato per dare suggerimenti sull'iter che abbiamo seguito per bandire questa singolare gara».
Un'idea sicuramente originale, ma non comunque isolata. A far concorrenza al comune siciliano in fatto di stratagemmi atti a evitare la bancarotta, Poggio Moiano, Rieti, dove il primo cittadino Fabio Melilli, ha previsto la vendita del legname proveniente dal taglio dei boschi. Per non parlare di San Giorgio del Sannio, Benevento, dove gli abitanti potranno vantarsi di avere una strada a loro intitolata. E i clienti? Non si sono fatti assolutamente attendere tanto che tra breve due traverse di Corso Spinelli diventeranno via Mario Lanzotti, preside, e via Giuseppe Capozzi, medico.
Con l'acqua alla gola anche comuni del calibro di Venezia, che ha provveduto a registrare un logo con ritratto il leone alato, e Bologna, che invece ha optato per la vendita di alcuni sepolcri storici del cimitero monumentale la Certosa. Il primo a essere messo all'asta, dopo aver completato i lavori di restauro, sarà la tomba della famiglia Uttini realizzata nel 1817 da Giovanni Putti, uno dei più importanti scultori neoclassici italiani, per Gaetano Gaspare Uttini, illustre docente di Anatomia all'università della città. Scopo: salvaguardare la Certosa senza pesare sulle tasche dei contribuenti.
1
maggio
2004
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