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Tasse di Natale sui cd verginiL'aumento del compenso sui supporti registrabili è passato il 24 dicembre in Finanziaria
Tanto hanno detto e tanto hanno fatto che alla fine il prezzo dei cd vergini crescerà. Di circa il 50 per cento del valore attuale. E se prima con circa 50 centesimi di euro potevamo comprare un cd-r per fare un backup, per copiare legalmente un cd, per fare una copia personale di un originale, ora dovremo sborsare circa 75 centesimi di euro.
Ogni cd costerà infatti un quarto di euro in più, 500 delle vecchie lire. Con la Finanziaria approvata il 24 dicembre scorso è passato anche il decreto legislativo sul diritto d'autore che dispone l'aumento da 0,01 a 0,23 euro della quota sui cd vergini. I produttori dei supporti delle case discografiche la dovranno versare a compenso dei minori ricavi che sono provocati per le imprese dalle copie pirata.
La bagarre che dall'agosto scorso imperversa su internet e in Parlamento, ha trovato ora un epilogo funesto per coloro i quali masterizzano cd indipendentemente dalle copie pirata dei brani musicali di artisti Siae.
A settembre 2002 si erano mossi anche alcuni parlamentari fra cui Pietro Folena dei Ds (vedi box a lato) e Giovanni Crema del Gruppo misto (Sdi). I deputati avevano presentato interrogazioni parlamentari nelle quali chiedevano lumi al Governo in seguito alla petizione della rivista Af Digitale per un "diritto alla copia personale".
E ora che la frittata è fatta cosa si può fare? «Non è che abbiamo grandi possibilità - spiega il senatore Giovanni Crema. - Ora non ci si può porre mano se non con un nuovo disegno di legge. Nella prima situazione utile terrò in conto di valutare una appropriata battaglia parlamentare».
C'è stata risposta alla sua interrogazione parlamentare del settembre scorso? Mai: un comportamento abbastanza squallido. E non sono soltanto io l'interrogante ma ci sono anche altri deputati. Non sono state date informazioni ai parlamentari e poi il Governo approva un decreto simile alla vigilia di Natale. Una situazione che io definisco odiosa.
Senatore, cosa ne pensa di un provvedimento che penalizza chi usa cd masterizzabili per lavoro, per registrare dati personali o fare copie legali che nulla hanno a che vedere con la Siae? La vicenda ha destato scalpore, interesse e proteste. Debbo dire che anche questa volta il governo ha lasciato la risposta alla voce confindustriale del settore. Bisogna dire che il nostro è un paese illiberale o poco liberale. La lungimiranza appartiene molto poco alla classe dirigente italiana. In questa coda alla vaccinara della seconda repubblica questo è un comportamento che non ha nulla di liberale.
Si è detto che il provvedimento è stato fatto in conformità alle normative europee, ma è vero? Io mi sono informato sulla legislazione europea: non c'è un'applicazione così decerebrata in merito né in Francia né in Germania. Solo l'Italia ha applicato questo decreto con tanto zelo nei confronti della lobby del settore. Non hanno tenuto conto delle esigenze dei singoli che utilizzano i nuovi strumenti per salvaguardare i propri dati digitali.
Ma non basta. Sembra che la tassa non riguardi soltanto i cd-r ma anche altri supporti di memorizzazione come le memory stick delle fotocamere e gli stessi masterizzatori.
7
gennaio
2003
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E l'opposizione protesta |
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«Il governo ha fatto un regalo di Natale agli italiani - dice Pietro Folena, della direzione nazionale dei Ds -: l’aumento del contributo per i diritti d’autore sui supporti registrabili, come i cd-r. Nell’interroga-zione che avevamo presentato chiedevamo al governo di non aumentare il contributo sui cd. Quanto stabilito dal governo è certo meno delle pretese iniziali, ma comunque si tratta quasi di un raddoppio del costo di ogni singolo cd. Avevamo proposto misure alternative, a partire da una più energica lotta alla pirateria, destinando agli autori i beni sequestrati, le multe. Tuttavia riteniamo che la protesta nata sulla rete e portata da noi in Parlamento sia stata almeno in parte efficace, dimezzando l’entità del contributo. Va rilevato comunque il dato più evidente: il governo aveva promesso di non aumentare i carichi per il cittadino, invece ha fatto il contrario. Ogni volta che compreremo un cd ci ricorderemo delle promesse fatte e non mantenute». |
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