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Sfaccendati organizzati

In questo momento dovrei lavorare, invece... Giochi online, shopping, navigazione nel web. Così gli slackers alla scrivania "beffano" i boss

Sono in ufficio, ma in realtà mi trovo altrove. Il mio corpo è incatenato alla scrivania, ma la mia mente vaga libera nel web. Succede. In inglese si chiamano slackers (to slack=battere la fiacca), in italiano potrebbero definirsi scansafatiche: sono gli impegati che, annoiati dal loro lavoro, fuggono lungo le autostrade della rete. Giocano, chattano, scaricano musica, controllano il loro conto corrente, aggiornano un blog, fanno shopping, organizzano viaggi, cercano immagini erotiche, cliccano a vista: alcuni occasionalmente, altri con spiazzante regolarità passano in media 20 ore alla settimana navigando invece di lavorare.

E se insieme alla voglia di lavorare, manca anche la fantasia, i fannulloni telematici trovano asilo su uno dei tanti siti pensati per loro. Uno su tutti, Isuoldbeworking.com, che propone pacchetti-svago che vanno dalla directory per fare acquisti, al giochino online per perder tempo in solitaria o sfidando colleghi slackers, a suggerimenti di navigazione. Fondamentale, il "panic button": da cliccare nel caso in cui il capo dovesse materializzarsi in pieno slackeraggio, fa apparire sullo schermo un discolpante "internal server error" o risultati di ricerche produttive. «Se dovresti fare altro e invece navighi, è una tua decisione - mette le mani avanti nel disclaimer il creatore dei sito -. Se qualche sfortunato slacker dovesse finire nei guai, noi non c'entriamo».

L'entità del fenomeno, secondo il Wall Street Journal, è in costante crescita e anche l'Europa fa la sua parte, Italia, Gran Bretagna e Germania in testa. E mentre qualche capo "beffato" si affida a programmi-filtro che limitano la navigazione in internet, alcune ricerche cominciano a dare valore alle distrazioni telematiche. Secondo questi studi, la "perdita" di tempo su forum, giornali online, weblog e comunità tematiche può in realtà produrre un grande arricchimento delle competetenze del dipendente: una sorta di aggiornamento professionale. Anche dal punto di vista psicologico, la "fuga" sul web favorirebbe una migliore organizzazione del tempo, una riduzione dello stress e un maggior equilibrio tra lavoro e vita privata.

Persino il vecchio solitario o una partita a "campo minato" sul pc dell'ufficio aumenterebbe la produttività e la soddisfazione del lavoratore: lo sostiene uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Utrecht, in Olanda, che ha indagato sugli effetti dei videogames, proibiti da molte grandi aziende, su 60 dipendenti di una società di assicurazioni olandesi. Scoperta: un break di un'ora al giorno con mouse e tastiera dedicati al gioco si traduce in un migliore rendimento sul lavoro, aumenta la soddisfazione degli impiegati, riduce l'assenteismo e - udite, udite - aiuta a riprendere le proprie mansioni «con più impegno ed entusiasmo».

27  febbraio  2004

  Elena Cipriani
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Il manuale
dell'assenteismo
Il titolo completo è "Manuale dell'assenteista, come evitare il lavoro senza rinunciare allo stipendio"
(Curcu&Genovese editore, Trento). L'autore è rigorosamente anonimo: impiegato pubblico, di origini meridionali, nel suo scritto spiega che la sua filosofia relativa al minimo sforzo e all'assenteismo è finalizzata a «conservare le forze per la pensione». Qualche suggerimento: «Lasciare il maglione sulla sedia per giustificare l'assenza dall'ufficio di chi ha cose più importanti da fare fuori». E ancora: «La figura dell'assenteista è stata spesso e ingiustamente denigrata da chi non ha capito la sua importante funzione sociale. Infatti se un dipendente lavorasse per due, tre o quattro persone, il datore di lavoro licenzierebbe i dipendenti in esubero, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero».
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