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Il nuovo maschio è metrosessuale

Vive in una grande città, cucina, va dall'estetista, si veste all'ultima moda ed è etero

La rivista Salon li ha prontamente ribattezzati "metrosexual", metrosessuali. Sono gli uomini di oggi, quelli che hanno tra i 30 e i 40 anni, i nuovi narcisi. Mettono la crema antirughe la sera prima di coricarsi, non trascurano una sana manciata di balsamo per rinvigorire il capello prima dell'ultimo risciacquo, vanno dall'estetista per pulizia del viso, manicure e pedicure, si vestono sempre all'ultima moda, sono in grado di cucinare un cosciotto d'agnello al forno e persino un soufflé. E non sono gay. Accompagnano la moglie o la fidanzata a fare shopping, la consigliano sul taglio di capelli giusto, quello in grado di valorizzare il suo viso, e non la trascurano in camera da letto. Il motivo per cui abitano solo nelle grandi metropoli è che vogliono stare al passo con i tempi, cogliere al volo le ultime tendenze, frequentare i locali più in e le palestre più vip. Unico difetto, intuibile: sono narcisi.

Il metrosessuale potrebbe essere l'uomo che ogni donna ha sempre sognato: conosce la differenza tra un vestito e un tailleur, se la cava tra i fornelli, disserta di creme idratanti e delle ultime passerelle milanesi come l'amica del cuore. Eppure a molte donne non piace. Alcune impazziscono, sia chiaro, ma molte storcono il naso. Litigarsi il tonico astringente e dover sopportare le occhiatacce di rimprovero se non si calza la scarpa giusta non è eccitante - sostengono - quanto una ruvida barba di due giorni e uno sguardo di approvazione qualsiasi straccetto si abbia indosso. Ma non è solo questo: le donne, anche se in carriera, anche se evolute, percepiscono tutti questi atteggiamenti, di fatto effeminati, come un'invasione di campo. Soprattutto quando si tratta della cucina. I veri detrattori del metrosessuale, poi, sostengono che questi uomini siano solo il prodotto di una società iper-consumistica, vere vittime dello shopping e dell'ultimo trend. Vanitosi, ma di fatto insicuri.

E intanto il metrosexual spende, spende montagne di soldi, non resiste di fronte a una vetrina luccicante e non si priva di nulla, o quasi. Gli esperti di comunicazione e quelli di marketing si sfregano le mani e si lanciano all'inseguimento, le nuove riviste maschili si adeguano e spunta già la prima icona: David Beckham. Indiscutibilmente alla moda, cambia taglio di capelli una volta la settimana, non ha paura di dichiarare che in nome del trend ha indossato le mutandine della moglie Victoria (ex "Spice girl"), è ammirato dalla comunità omosex e dichiara compiaciuto: «Sono felice di essere idolatrato, da etero o gay poco importa».

19  ottobre  2003

  Giorgia Camandona
  dalla rete
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Questione di zigomi
Secondo uno studio condotto dalla Northumbria University, gli uomini dalla mascella volitiva e dagli zigomi pronunciati, come Arnold Schwarzenegger e Sylvester Stallone, i cui volti sono marcatamente scolpiti da forti livelli di testosterone, sono considerati più maschi, ma non per questo piacciono di più. Anzi, stando ai risultati della ricerca, le donne preferiscono lineamenti più femminili e delicati, bellezze efebiche alla Leonardo di Caprio, contraddistinte da livelli minori di ormoni maschili. Largo ai metrosessuali, dunque.
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