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Il diario di Lolita

Sesso, orge e trasgressione: il libro della 17enne siciliana Melissa P. in cerca del vero amore

In una settimana dall'uscita in libreria ha venduto 10mila copie. Si pensa già alla prima ristampa, alla traduzione in altre linque e dal mondo del cinema si sono mossi per farne un film. "Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire" è presto diventato il caso editoriale di questa calda estate italiana. Le 150 pagine scritte da Melissa P. (uno pseudonimo), anni 17, studentessa liceale in terra siciliana, ci hanno messo veramente poco ad attirare l'attenzione dei media, far discutere gli ambienti letterari e il popolo delle vacanze sotto l'ombrellone.

Non sono il "bello stilo" e nemmeno la trama gli ingredienti principali del successo di questo libro, ma il genere letterario e l'identità dell'autore. Un diario autobiografico scritto da una ragazzina ancora minorenne che racconta la sua discesa senza cuore negli oscuri vortici del sesso. La storia, le storie prive di tabù di quando, a quindici anni, ha scoperto il suo corpo e lo ha dato in pasto a coetanei, sconosciuti e perfino a un professore. Un'escalation di trasgressione per questa lolita siciliana dove non mancano la violenza, la rabbia, la disperazione e l'oblio.

Alla Fazi dicono che questa operazione nasce dal caso. Anzi, da una mail che proprio Melissa ha inviato alla casa editrice (ma anche a molti editori porno) con allegata la bozza del suo racconto-diario. Dopo aver letto, strabuzzato gli occhi e creduto in uno scherzo, l'editor, Simone Caltabellota, si è messo in contatto con l'aspirante scrittrice e in pochi mesi è nato il libro. Un parto, dicono alla Fazi, non certo facile: «La madre ci chiamò - ha spiegato Caltabellota - dicendo di non azzardaci a pubblicare niente. Le abbiamo garantito la massima serietà e l'assoluto anonimato della figlia e le abbiamo spiegato che il libro era molto bello, dimostrazione di una grande capacità di scrittura e di una profondità impressionante per un'adolescente».

Il libro di Melissa suscita scalpore e reazioni contrastanti per la forza dei contenuti e delle immagini dove il sesso è un'esperienza fredda come il ghiaccio, un mare gelido dove affogare il dolore di un'esistenza fatta di incomunicabilità e disperazione. Melissa si concede agli uomini che la prendono senza scrupoli, vive rapporti estremi anche omosessuali e sadomasochistici. Ma cerca il grande amore, la forza per liberarsi e uscire dall'incubo, dalla volgarità che ogni notte le resta appiccicata al corpo e a quei capelli che continua a spazzolare: "Sono sporca - scrive Melissa - solo l'Amore, se esiste, potrà ripulirmi".

Questa lolita ci sbatte in faccia un mondo del sesso tra i più giovani stravolto e crudele. Non c'è l'emozione dei "Porci con le ali" di Lidia Ravera e non ci sono nemmeno il desiderio di emancipazione e l'autorepressione di Lara Cardella nel suo "Volevo i pantaloni". Piuttosto, Melissa esaspera la provocazione che, in Francia, hanno trasmesso Virginie Despentes con il suo "Baise moi" e Catherine Millet con il bestseller "Catherine M.".

Chi ha letto il diario della giovane di Catania si sarà certamente chiesto quanto di vero ci sia in quelle pagine. Non c'è prova alcuna che possa essere diversamente per quanto l'editoria in generale stia sempre più disperatamente cercando il colpo di scena invece che l'opera d'arte.

Non ci aspettiamo certamente che Melissa vinca il Nobel per la letteratura. Eppure ha già conquistato la sua fetta di pubblico. Sul sito della Fazi sono molti i giovani che le hanno scritto e che hanno cercato di entrare in contatto con lei. Attestati di stima verso una ragazza che ha scelto la strada della parola per cercare il riscatto: "Ho scritto questa cosa - ha spiegato all'editor della Fazi - perché altrimenti sarei in cura da uno psichiatra. Mi serviva per allontanarmi dal dolore vissuto". Forse, per questo, il suo libro si chiude con un finale di speranza. Forse, dopo l'incubo, è tempo per Melissa di vivere la favola.

25  agosto  2003

  Mauro Milesi
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Dal libro
"Ho passato la punta delle dita sulle sue labbra, massaggiandole piano piano; poi le mie dita sono entrate nella sua bocca dolcemente. Ho portato un dito alla mia rosa bagnata e l´ho inumidito con la mia rugiada, poi l´ho riportato alla cima del suo pene, rossa ed eccitata, che al tocco ha vibrato leggermente nell´aria come la bandiera del comandante vincitore della battaglia".
Messaggio
Vicky scrive a Melissa sul sito della Fazi Editore
"Melissa, beh...io non so nemmeno da dove incominciare. Mi sento stupida. Potresti anche non esistere nemmeno. Potresti essere una nuova operazione di marketing. Però se sono arrivata qui, cioè se sono arrivata a scriverti queste righe, è perché voglio disperatamente credere che tu esista [... ] Avrei bisogno di un'amica come te. Un'amica che mi possa capire. Perché non è facile dire certe cose a delle amiche, se non sei più che certa che anche loro condividono le tue scelte, i tuoi percorsi, i tuoi sbagli. Io condivido molto con te, posso dirti solo che so come ci si sente, lo so perché l'ho vissuto anche io, [...] mi sono sempre sentita come di un altro pianeta, totalmente estranea ai miei simili sulla terra e per la prima volta mi sembra di aver finalmente trovato in te un abitante del mio stesso pianeta. Parliamo la stessa lingua Melissa, credimi".
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