|
Tipi da telefilm S'incontreranno a Milano per il primo festival delle serie tv: tra omaggi ai cult del passato e anteprime
I telefilm parenti poveri dei film? Dillo nel forum
Nessuno osi dire «sono solo telefilm»: più pop di un'opera di Andy Warhol, più appassionanti di una soap, indelebili come un ricordo d'infanzia, le serie tv hanno finalmente un rassegna tutta per loro. Il 20, 21, 22 giugno a Milano, nelle sale del cinema Arcobaleno, va in onda il Telefilm Festival, il primo al mondo: un'abboffata di episodi, anteprime e retrospettive per un totale di 87 puntate, 106 ore di proiezioni e 49 serie di cui 16 inedite. Agli appassionati del genere - tanti, sempre più numerosi - saranno servite abbondanti porzioni di spettacoli non stop, contorno di ospiti illustri del passato e del presente (tra cui Gary Dourdan, l'interprete del personaggio di Warrick Brown in "C.S.I."), dibattiti-digestivo e, per gli stomaci forti, maratone notturne.
Il mercato, come si suol dire, non manca: basti dire che il "Dizionario dei Telefilm", edito da Garzanti, ha venduto più di 10mila copie. Ma perché stupirsi? Serate a tema, impegni calibrati in base al palinsesto: per chi è nato dopo gli Anni 70 (ma il primo telefilm, "Agente speciale" risale al 1961) non sono fenomeni paranormali, è la prassi. E, c'è da giurarlo, gli insospettabili non fanno eccezione: al bando le remore intellettuali, avere un vizietto tv non è peccato.
Del resto, «questo è un genere - spiegano Leo Damerini e Fabrizio Margaria, ideatori dell'evento - che conserva in sé quella matrice di cultura-pop che sarebbe piaciuta ad Andy Warhol». «Il passaggio dal piccolo al grande schermo - aggiungono entusiasti - segna una sorta di riscatto per un genere spesso sottovalutato ma che invece, ne siamo convinti, ha inciso nel nostro costumee, diciamolo sottovoce, nella nostra cultura».
Appuntamento fisso, passione, culto: il rito del telefilm ha la sua liturgia e una sola parola sacra: puntata. La cerimonia, a seconda dei gusti, si celebra da soli o in compagnia, in poltrona o sul divano, distrattamente o con il telefono staccato. Da passatempo pomeridiano a compagnia di rigore nelle mattinante febbricitanti, dalla promozione in prima serata (chi non ricorda Twin Peaks?), alla caccia al reperto di modernariato nelle repliche notturne o estive.
Fratello maggiore della fiction e cugino delle soap opera, il telefilm può vantare qualche parentela anche col cinema. Succede che un film passato inosservato diventi una serie di successo: Fame-Saranno Famosi, Buffy l'ammazzavampiri.Succede che una serie di successo diventi un film: Star Trek, X-Files, la famiglia Addams, Charlie's Angels, presto anche Starsky & Hutch (qualcuno dice, con Brad Pitt nel cast)... Succede che Six Feet Under - la serie più attesa del prossimo anno su una famiglia di becchini di Los Angeles, in anteprima al Festival - sia scritta, diretta e prodotta da Alan Ball, Premio Oscar per "American Beauty". E che nessuno osi dire «è solo un telefilm».
Telefilm: meglio del cinema? Dì la tua nel forum
19
giugno
2003
|
|