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Risse di barboni in video

Le riprese di combattimenti in strada sono vendute con successo in rete

Per strada un clochard va a sbattere con la testa contro un muro. Poco più in là altri due se la danno di santa ragione. Volano pugni e saltano denti mentre un cameraman riprende tranquillamente la scena. Reporter d'assalto? Macché sono solo affari. La soglia del trash è abattuta e il politicamente corretto è soltanto un ricordo caro agli ingenui. E intanto il filmato che ha scosso i media americani è stato messo in vendita e va a ruba diventando un best seller.

Da qualche mese è disponibile su internet, si intitola "Bum Fights" (combattimenti di barboni). Per una ventina di dollari si può acquistare una copia di questo divertissement per sadici e voyeurs. Il successo commerciale è stato strepitoso: al momento sono state vendute più di 200.000 videocassette di questi spettacoli di strada.

Ideatori di questa trasgressiva produzione sono due giovani di Las Vegas, Ray Leticia e Ty Bison, diplomati dell'Usc (University of Southern California). I due ragazzi di 24 anni hanno avuto la brillante idea di filmare scene di violenza per strada e, in mancanza di meglio, di provocarle. In cambio delle loro violente prodezze i barboni si vedono offrire cibo, vestiti e denaro. Tutto dipende dalla prestazione e dalla spettacolarità, naturalmente.

Per evitare le ripetizioni di colpi che potrebbero annoiare lo spettatore e di conseguenza fare flettere il buon andamento delle vendite i due buontemponi hanno sapientemente variato le scene. In una il vagabondo di turno si appicca il fuoco ai capelli per poi spegnerlo sbattendo la testa contro un muro, in un'altra si può vedere un uomo che si toglie un dente con una tenaglia o Rufus la cui specialità consiste nel lanciarsi a testa bassa contro qualsiasi parete. Può succedere che durante uno di questi combattimenti gli "attori" si feriscano seriamente. No problem, a prendersi carico delle spese mediche ci pensa la giovane produzione.

All'accusa di sfruttare le disgrazie altrui gli aspiranti imprenditori rispondono candidamente che "questi combattimenti fanno parte della cultura della strada. È un modo come un altro per sfogare la propria collera. "I barboni ci adorano e sono contenti di vederci" si difendono i due ragazzi, stupiti de vedere questa alzata di scudi generale. A sentire loro sono dei benefattori. Ma intanto si accingono a mettere in cantiere una seconda videocassetta. Non c'è tempo da perdere, bisogna battere il ferro finché è caldo. Business is business.

18  marzo  2003

  Michel Paganini
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Un cavernicolo a Manhattan
Per un mese Omar Torres, un emigrante ecuadoriano ha abitato in una grotta naturale di Inwood Hill Park, un parco pubblico nell'isola di Manhattan. Durante la giornata il giovane trentenne raccoglieva lattine usate per ricavarne cinque centesimi a pezzo mentre di notte occupava un tunnel di roccia incassata in una valle naturale del parco. A scoprire il moderno cavernicolo è stata una comitiva di ragazzi in visita al parco. "I pellerossa usavano abitare qui: per loro la grotta era come una specie di motel" aveva spiegato la guida ai ragazzini mentre Torres guardava divertito. Come spesso, succede la fiction aveva anticipato la realtà e la storia di un cavernicolo era approdata l'anno scorso a Hollywood con un film intitolato "The caveman's Valentine", interpretato da Samuel Jackson.
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