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I soldi dei vip? Sotto al mattone

Come investono i nomi noti del Belpaese: principalmente negli immobili, ma anche in Borsa. Con molta, molta prudenza...

Cicale sotto i riflettori, formichine nella vita. Non amano rischiare con investimenti azzardati e si rifugiano nel "bene" per eccellenza: il mattone. Sono i vip di casa nostra illustrati in un sondaggio del quotidiano "Milano Finanza". La Borsa? Poca e con prudenza. Cantanti, attori, soubrette, sportivi, politici, imprenditori di successo: quaranta nomi noti hanno raccontato come impiegano i proventi delle vendite di dischi e libri, nonché di ingaggi e parcelle d'oro. Sorpresa: li spendono come tanti, anonimi, italiani in immobili e investimenti a basso rischio. La prudenza non è mai troppa, anche se il capitale a disposizione consentirebbe un po' più di audacia. L'andamento dei mercati «Un gioco d'azzardo», secondo Pippo Baudo, che preferisce piuttosto giocare a Monopoli con le sue case e si definisce «un vero e proprio malato del mattone». «Il mio primo stipendio in Rai - ha raccontato il conduttore - fu di sole 6mila lire e io, da uomo del Sud, li investii nella casa a cui credo più che in altro». Da allora non si è più fermato: «in città, al mare, in montagna… Ma al momento non ho intenzione di fare nuovi acquisti».

Gli fa concorrenza Alessandro Birindelli, un ruolo da difensore della Juventus e una vera e propria passione per gli immobili: appartamenti in centri storici principalmente, o comunque, situati in posizioni «che diano valore per la loro ubicazione», «ma anche terreni in collina - precisa - e casali da ristrutturare», che acquista avvalendosi di «collaboratori che cercano per mio conto occasioni, che poi valuto in base alla posizione, al terreno e ai prezzi». Oltre che in immobili, lo scorso anno il calciatore ha impegnato denaro in polizze di assicurazione e in obbligazioni, strategia che intende seguire anche con l'anno nuovo, stando «attento e aperto al mercato e alle occasioni». Punta invece tutto sul mattone Claudio Martelli, uno dei protagonisti della politica degli Anni 80. L'ex Guardasigilli, da poco sbarcato in tv con un programma tutto suo su Mediaset, non ama gli investimenti di stampo prettamente finanziario. «Non ne faccio, non seguo i mercati. Ho scommesso sulla casa». Martelli ha comprato nella capitale, quartiere Parioli.

Anche Ezio Greggio si schiera dalla parte dei prudenti, nonostante vecchie reminiscenze borsistiche, «quando i rischi erano minori». Ora «le mie preferenze sono nell'ordine - dice - il mattone, i titoli a reddito fisso supergarantito europei e infine, in misura modestissima, la Borsa». Non tutti i vip concordano. Per Gabriella Carlucci, per esempio, non è il momento giusto per la casa, ma nemmeno delle speculazioni: «Non mi fido più dei titoli azionari», dice, e per questo si affida a un consulente di fiducia che gestisce il suo portafoglio nel quale spiccano bond a basso profilo di rischio. Credono nella finanza, ma con prudenza, Pier Luigi Bersani e Bruno Vespa. Bersani, esponente di primo piano della coalizione dell'Ulivo, non ama investire e dichiara di farlo più per «una linea ideologica»: ha scelto un unico fondo, nel quale sono presenti «titoli azionari e obbligazionari solo del mercato italiano. Ritengo che nel mio mestiere e più in generale nel mondo politico, i mercati finanziari bisogna guardarli ma non mettersi a operare». Bruno Vespa, invece, investe da solo o con l'aiuto di professionisti del settore, utilizzando uniformemente ogni tipo di asset. Nel corso del 2004 dice di essersi mosso «con prudente ottimismo» tra obbligazioni, titoli di Stato, fondi e immobili.

Anche Carlo Rossella, neo direttore del Tg5, segue la Borsa e investe come un, dice lui, "medio borghese": ha sempre comprato e continuerà a investire solo nel mercato azionario. Quanto al mercato immobiliare, Rossella si pente di non aver comprato al momento giusto negli States, comprando «negli Anni 80 una casa a New York e nel '99 una a Washington, quando costavano ancora pochissimo». Il giornalista non disdegna nemmeno le occasioni che lo distraggono dal mercato azionario. Quattro anni fa ha acquistato una Rolls Royce degli Anni 70 che ha rimesso a nuovo e che attualmente vale più del doppio del prezzo iniziale. Si discostano nettamente Gigi D'Alessio e Vittorio Sgarbi. Il cantante neomelodico napoletano investe in pianoforti (ne possiede tre), di cui uno è appartenuto a Renato Carosone. Vittorio Sgarbi preferisce i quadri d'autore, di epoche che vanno dal 300 fino all'800. Ma dice di aver sempre comprato poco, «per passione e non per motivi speculativi, in quei pochi casi in cui l'ho fatto ci ho guadagnato fino al 500%».

2  gennaio  2005

  Elena Cipriani
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Tuffi da vip
Tuffi proibiti
Quasi nessuna spedizione scientifica. Ma molti, tra vip, ministri, politici e alti funzionari dello Stato, sono stati autorizzati a tuffarsi nelle acque cristalline e proibitissime delle riserve marine del Parco dell'Arcipelago Toscano con permessi che nulla avrebbero a che fare con la ricerca e la scienza. È la denuncia di Legambiente, la quale sostiene, in una nota, che nel 2003 e nel 2004 a Montecristo, Pianosa, Giannutri, Gorgona e Capraia, nelle aree marine protette dove, per legge, possono essere consentiti solo accessi per attività scientifiche, il commissario straordinario ha autorizzato invece molti ''personaggi famosi'' tra cui Ferruccio De Bortoli, Stefania Craxi, Massimo D'Alema e l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini. L'associazione ambientalista per questo ha ribattezzato ironicamente le riserve marine ''Isole dei famosi''. Spiega Umberto Mazzantini, responsabile nazionale isole minori di Legambiente: «Siamo certi che solo due delle 150 autorizzazioni all' accesso date dal parco hanno carattere scientifico. Le altre sono state garantite a vip, politici, funzionari e ministri che hanno potuto fare un tuffo nelle aree protette laddove i comuni e mortali diportisti sono stati letteralmente cacciati via e anche multati».
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