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Giochiamo ai boss

Un gioco di ruolo online da aspiranti camorristi desta scandalo. Ma è soltanto un'innocua parodia

«Ricorda sempre che la cosa più importante che un malvivente deve perseguire è il potere». Se la grafica non fosse vivace e l'indirizzo facilmente raggiungibile da tutti, incappando in questo sito si potrebbe pensare di aver scovato un corso di aggiornamento online per aspiranti boss. Anche se probabilmente i camorristi non si chiamano tra loro "malvivente"... Il gioco di ruolo - perché di questo si tratta - è online da un bel po', ma la recente ondata di sanguinose cronache dal Napoletano l'ha fatto conoscere ai più soltanto ora. E qualcuno ha gridato allo scandalo. Dato l'evidente movente burlesco del videogioco, i suoi ideatori - informatici di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta - saranno sicuramente rimasti sorpresi dallo scalpore destato.

Dopo il polverone, hanno comunque deciso di continuare a giocare, premunendosi però con una precisazione subito pubblicata sul sito: «Il gioco è stato ideato, progettato, realizzato e messo in rete prima che si verificassero i recenti fatti di cronaca di Napoli; quindi in nessun modo si può collegare il gioco ai fatti immediati che si vedono sui telegiornali. I traffici illeciti presenti nel gioco sono frutto di fantasia e non prendono spunto da fatti reali». Le regole della competizione sono in realtà decisamente realistiche: «A incrementare il potere influiscono vari fattori: rapporti con gli altri mafiosi, possesso di soldi, possesso di droga, prostituzione, possesso di bordelli».

Per vincere, bisogna riuscire a gestire i propri traffici e scalare i vertici della cupola camorristica senza essere incappare nelle Forze dell'ordine: diventa boss chi riesce a incrementare il suo potere, che viene calcolato sulla base dei guadagni realizzati con i vari business illeciti. Alla voce "Pizzo": «È un metodo velocissimo di fare parecchi soldi, ma attenzione, è anche il metodo più rischioso! Infatti, sguinzagliando i tuoi scagnozzi a chiedere il pizzo, gli sbirri possono velocemente risalire a te».

Il gioco comincia con una schermata che riproduce la mappa topografica della città le cui zone di spaccio sono contrassegnate da una "x": da qui è anche possibile tenere sott'occhio gli indicatori del potere del concorrente, il punto delle indagini su di lui, i soldi e la droga che ha a disposizione (marijuana, hashish, Lsd, cocaina ed eroina) e infine la situazione delle prostitute che controlla.

Il giocatore può scegliere tra diverse rotte del narcotraffico. Tra i supermarket della droga c'è anche Napoli, considerata una piazza a basso rischio di arresto, ma dove, rispetto a Colombia, Albania e Marocco le sostanze stupefacenti costano di più. Il prezzo della droga varia infatti a secondo della pressione che le forze di polizia esercitano sul territorio. Il gioco finisce se l'aspirante padrino non accumula punti sufficienti per evitare l'arresto. O se non muore ammazzato, ma questa è la realtà.

19  dicembre  2004

  Elena Cipriani
  dalla rete
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Il boss era
a Eurodisney
Proprio uno strano luogo per farsi beccare per un boss della malavita. È successo a Vincenzo Mazzarella, capoccia della camorra nonché pericoloso latitante, catturato giovedì scorso dalla polizia francese e da quella italiana. Era all'interno del parco EuroDisney, nelle vicinanze di Parigi, in un'auto in compagnia di tre cittadini extracomunitari, uno dei quali in possesso di un passaporto diplomatico del Senegal. Gli inquirenti hanno accertato che il boss alloggiava in un albergo vicino al parco di divertimenti. A Mazzarella, 48 anni, viene contestato di aver controllato, attraverso investimenti illeciti e l'uso di prestanome, alcune imprese impegnate nella raccolta di scommesse su eventi calcistici e sportivi via internet.
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