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Nel nome di Tolkien

Il fenomeno de "Il signore degli anelli" tra fantasia, numeri e montagne di soldi

Vedendo sullo schermo nani, maghi, alberi che parlano, hobbit, orchi e mostriciattoli vari, qualcuno ha pensato a uno scherzo sul set. E invece no, c'è poco da scherzare. I numeri sono numeri e quelli del "Il Signore degli anelli" fanno impallidire tutti, sia gli amanti del cinema che quelli della letteratura. Forse non tutti sanno che il primo episodio della trilogia basata sul racconto dello scrittore inglese Tolkien, girata interamente dal regista neozelandese Peter Jackson, ha incassato qualcosa come 860 milioni di dollari al botteghino, più 500 milioni di dollari per la vendita di circa 50 milioni tra dvd e videocassette. Per un totale di 1 miliardo e 360 milioni di dollari. Circa 2 mila e cinquecento miliardi di vecchie lirette, e scusatemi se è poco.

Non è un caso: dal 1955 ad oggi il libro "Il signore degli anelli" ha venduto circa 100 milioni di copie. Segno che è la storia a funzionare. Sarà per questo che la New Line, piccola (si fa per dire) azienda di produzione cinematografica americana ha accettato la sfida e prodotto anche il secondo episodio della saga, intitolato "Le due torri", sborsando circa 310 milioni di dollari. Il film, che uscirà il 16 gennaio in Italia, ha già realizzato incassi da capogiro in America: 261 milioni di dollari, contro i 205 del primo episodio nello stesso arco di tempo. L'incasso nel mondo è stato per ora di 560 milioni di dollari: i produttori hanno già vinto la loro scommessa e sognano questa volta di sfondare il miliardo di dollari.

C'è poco da fare, l'impegno è stato immenso, il guadagno, proporzionale, anche. Sono sette anni che Peter Jackson lavora a questa storia, impegnando circa 2400 persone e 26000 comparse. Le riprese de "Le due torri" sono durate 15 mesi e, chi ha visto il film assicura che ne è valsa la pena. Se ancora non vi gira la testa, eccovi accontentati. Le riprese con effetti speciali questa volta sono 800, contro le 560 de "La Compagnia dell'anello"; 300 invece sono i differenti muscoli facciali che gli animatori digitali hanno dovuto creare nel tentativo di rendere credibile il personaggio di Gollum.

La trepidazione dei fan di Tolkien in Italia è alle stelle: sono circa 35mila quelli iscritti all'associazione tolkeniana italiana. Amano il genere fantasy e forse non sospettano neppure che intorno alla fantasia giri questo fiume immenso di quattrini. Sarà anche per questo che il film assomiglia tanto poco ad una fiaba e molto di più alla vita reale, con le sue metafore sul bene e sul male. Postilla per gli appassionati: Jackson ha giurato che finita la trilogia abbandonerà Tolkien. Forse passerà il tempo a contare i soldi che ha guadagnato. Si aggirano, giurano i ben informati, intorno ai 10 milioni di dollari più il 10% degli incassi. Se non vi gira la testa adesso andate tranquilli sulle montagne russe: non vi succederà niente.

15  gennaio  2003

 
  dalla rete
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"Le due torri" e "Spider man" hanno vinto ex aequo i People's Choice Awards 2002, riservati esclusivamente al pubblico nella categoria miglior film. "Le due torri" si è aggiudicato inoltre il premio come miglior film drammatico, mentre miglior commedia è risultata "Il mio grosso grasso matrimonio greco".
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