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O armati o multati

A Geuda Springs nel Kansas un'ordinanza obbliga i cittadini a possedere armi e munizioni. Ed è subito polemica

Un'arma o una multa? È bastato un anonimo foglietto di carta per fare tornare il mito della frontiera a Geuda Springs, un piccolo borgo rurale del Kansas ai confini con l'Oklahoma. Con una semplice ordinanza di trenta righe si vorrebbe imporre a ogni cittadino di munirsi di pistola e munizioni. Per i residenti che non adempieranno all'ordine l'ordinanza prevede una multa di 10 dollari.

Geuda Springs non dispone di una forza locale di polizia e la decisione, che è stata votata da tre consiglieri su cinque, si propone di fornire ai 210 abitanti della piccola comunità un modo per difendersi dai "bad guys". Non che la località sia terreno di conquista per delinquenti e malviventi, anzi. L'attività criminale è minima e l'anno scorso la polizia della contea di Sumner da cui dipende Geuda Springs è intervenuta solo due volte: una lite familiare e piccoli atti di vandalismo contro una abitazione. Insomma tutte faccende di poco conto che non impensieriscono di certo la cittadinanza.

Non era certo come cento anni fa quando nella regione scorrazzavono allegramente gangster e fuorilegge. Oltre ai quasi 3mila abitanti acccreditati da un censimento dell'epoca circolava gente poco raccomandabile, dai membri della Dalton Gang a quelli, negli anni Trenta, della banda di Bonnie&Clyde. Tutta gente rude, che non andava per il sottile ma che amava rifugiarsi nella regione, tra un assalto alla banca e un attacco al treno.

John Brewer, uno dei consiglieri comunali difende l'ordinanza: «Quando tutti sono armati, i malfattori preferiscono tenersi alla larga delle nostre case». L'approvazione del provvedimento ha suscitato polemiche anche se il 90% delle famiglie possiede armi da fuoco. Probabilmente Geuda Spring vuole seguire l'esempio di Kennesaw, una cittadina della Georgia che nel 1982 ha applicato un'ordinanza analoga riuscendo a mantenere bassa la criminalità.

Interrogato sul provvedimento, lo sceriffo Gerald Gilkey della contea di Sumner si è mostrato preoccupato per la sicurezza dei suoi agenti. Non perché sia un pacifista (adora le armi) ma perché teme che prima o poi qualcuno possa farsi male sul serio. E allora si presenterebbe un coniuge o un parente della vittima pronto a fare causa. Ma opporsi alla presenza di armi vuole dire opporsi al Secondo Emendamento della costituzione americana che garantisce ai cittadini americani il diritto comperare una pistola. Insomma un'ingiunzione molto più forte dell'ordinanza di cento Geuda Springs.

18  febbraio  2004

  MIchel Paganini
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Bowling a Columbine
Così si chiama il film-inchiesta del regista Michael Moore. Partendo da un fatto di cronaca, il massacro al liceo Columbine nel 1999 a opera di due studenti armati, la pellicola denuncia la diffusione senza controllo delle armi negli Stati Uniti, supportata dalla potente lobby delle armi e con la benedizione della destra repubblicana. Il regista unisce spezzoni di reportage televisivi a inchieste e interviste, memorabile quella con Charlton Heston in qualità di presidente dell'associazione americana a favore delle armi. Il regista getta uno sguardo critico su un Paese dove il numero di armi è superiore a quello dei televisori e portare un arma è un diritto sancito dalla costituzione.
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