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Samba-terapia: il carnevale dell'anima Claudia Belchior, brasiliana trapiantata in Italia, insegna a ballare per combattere lo stress
Un ritmo che ti entra nelle vene e non lascia più. I suoni dell'Africa di un tempo in cui il tamburo era una forma di espressione usata per i riti religiosi di possessione. Il samba è la musica che identifica in Brasile la colonna sonora del Carnevale, quello carioca, in particolare. È musica e danza, sollievo e allegria. Una cosa che in Brasile ti insegnano fin dalla nascita, anzi qualcuno dice che ogni bambino nasce al ritmo del samba. Claudia Belchior, brasiliana trapiantata in Italia, ha creato una terapia fondata proprio sui ritmi di questa musica. Si chiama samba-terapia anche se lei lo definisce il carnevale dell’anima. «Quando sono arrivata in Italia mi sono portata dietro tutto il mio bagaglio culturale ed emotivo, la mia musica. La gente qua vive stressata corre a perdifiato alla ricerca di una mezza felicità. Così mi sono detta: se il samba è una musica che fa bene all'anima, perché non usarla a scopo terapeutico contro lo stress, il nervosismo, la tristezza?».
Come è nata l’idea della samba-terapia? Ho cominciato a insegnare samba e danza afro poi ho integrato il bagaglio culturale della mia terra con le arti e le filosofie orientali: il Tai ci, massaggio cinese, agopuntura. Così ho iniziato a cambiare la mia visione verso l'umano. Ho sempre dato importanza alla salute fisica e soprattutto a quella spirituale.
Cosa insegna durante una seduta di samba-terapia? Si parte con una fase di rilassamento (training autogeno), segue il movimento (la danza afro brasiliana) ed ecco svilupparsi il ritmo (samba). Trattandosi di una danza che crea comunicazione e totale espressione corporea, risulta estremamente creativa dal punto di vista della liberazione delle emozioni; esibisce bellezza, aumenta l'autostima, è divertente e crea grande gioia sia a livello individuale che di gruppo. È come raccontare la propria storia attraverso il movimento, creando un percorso di ascolto e dialogo interiore ed esteriore, valorizzando le emozioni e migliorando la qualità di vita, spirituale e fisica.
Quasi come il teatro terapia inventato da Augusto Boao? Esattamente. Il teatrologo esiliato Augusto Boao, aveva sviluppato questo senso di benessere interiore attraverso l’espressione artistica del teatro. Ed è proprio questo che mi ha dato l’idea di mischiare tutte le mie conoscenze.
Un legame forte unisce il Brasile e l'Italia Da Natale a febbraio non trovi più un posto su nessun aereo di nessuna compagna che faccia la tratta Italia-Brasile. E questo vorrà pure dire qualcosa, no? Il Brasile è un Paese amato, ma il popolo del mondo che gli si accosta lo fa in termini di assistenzialismo. E l'assistenzialismo ha tolto l'identità al nostro popolo: bisogna stare attenti che non continui il colonialismo, ogni cittadino deve sentirsi responsabile di se stesso.
Cosa ne pensa di Lula ma soprattutto cos’è che un brasiliano si aspetta dalla sua politica? Il Brasile ha fame. Ma non è solo una fame di cibo, è una fame di cominciare a respirare, anche perché la dittatura è finita edesso, i governi precedenti sono solo stati dittature mascherate ma cambiava pochissimo rispetto al periodo del militarismo. Il mio popolo ha fame di poter tornare a unirsi per strada, di avere la speranza che tanti problemi si risolvano. E questo lavoro spetta anche noi che siamo fuori dal Brasile; dobbiamo cominciare a responsabilizzarci, perché è un'utopia pensare che Lula possa risolvere tutto.
29
dicembre
2003
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