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I divi fanno a gara di solidarietà e capricci. La lista dei buoni e dei cattivi

I divi sono generosi o capricciosi? Dipende dal divo. Folta la schiera delle star pronte a sostenere campagne di sensibilizzazione, prendere parte a manifestazioni a sfondo benefico, raccogliere fondi e a diventare madrine o testimonial di iniziative umanitarie con un unico intento: fare del bene.

Arnold Schwarznegger, Angelina Jolie, Mariah Carey, Ashanti e Justin Timberlake sono solo alcuni dei divi di Hollywood che si sono subito mobilitati, sottoscrivendo l'appello del "Global medical relief found", per aiutare Ali' Ismail Abbas, il piccolo iracheno che ha perso le braccia e tutti i familiari nei bombardamenti della seconda guerra del Golfo.

Come loro Bono, Eric Clapton, Lucio Dalla, Laura Pausini, Ricky Martin, Zucchero, Lionel Ritchie, Deep Purple e tanti altri cantanti sono saliti sul palco del "Pavarotti and Friends" allo scopo di sostenere i bambini dell'Iraq. Ma non tutte le star "sfruttano" la loro celebrità per aiutare il prossimo. Altrettanto lunga è infatti la lista dei divi capricciosi.

Ne sa qualcosa William Ingrey, il direttore del teatro Wyndham's Theatre di Londra che, dopo 27 anni di onorato lavoro, si è dimesso perché stufo delle continue richieste della signora Ciccone, impegnata in "Up for Grabs": mai chiamarla Madonna o Madge, ma solo M o signora Ritchie. Per non parlare poi del camerino e del palcoscenico, rifatti completamente per soddisfare i gusti della cantante.

Non da meno la giovanissima Britney Spears che ha stabilito di multare per 3mila sterline chiunque le passi una telefonata in camerino quando è impegnata in una tournée. Per non affaticarsi troppo, Jennifer Lopez ha pensato bene di assumere nel suo staff niente meno che un addetto a toglierle il cappotto.

Pretese da super star anche per Whitney Houston che non si accontenta solo di disporre della stanza più grande del teatro dove si esibisce, ma pretende anche che questa sia attrezzata con un impianto elettrico autonomo in grado di funzionare in caso di black out.

A fare i capricci non sono comunque solo le donne del jet set. Moby non è disposto, ad esempio, a esibirsi se non trova almeno mezza dozzina di boxer nel suo camerino mentre la band "N Sync", in occasione dell'ultimo tour, ha voluto una "stanza giochi" dove poter passare il tempo ai videogame.

Tra i vip con qualche grillo per la testa non poteva mancare un calciatore. Un castello con fantasmi annessi: è infatti l'ultimo capriccio della famiglia Beckham. Contenti loro.

5  luglio  2003

  Marcella Gaudina
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Elephant man
Tra le star capricciose non poteva mancare l'eccentrico Michael Jackson. Una quindicina di anni fa, la pop star tentò di acquistare niente meno che i resti di Joseph Merrick, l'uomo-elefante che ispirò il capolavoro di David Lynch, "Elephant man". Per aggiudicarsi il suo scheletro la star era dispsota a donare al Whitechapel Hospital la ragguardevole cifra di 1 miliardo e 300 milioni di lire. L'offerta di Jackson, che voleva aggiungere le reliquie dell'uomo alla collezione di curiosità ammucchiate nella sua faraonica villa californiana, non fu però presa in considerazione dall'ospedale. Da diversi anni i parenti di Merrick chiedono di poter avere il suo corpo per potergli dargli una degna sepoltura.
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