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In vacanza con il mitra Un pacchetto turistico israeliano propone pattugliamenti notturni ed esercitazioni militari
Visitate un Israele diverso. Lasciate perdere l'hotel sulla spiaggia e i campi da golf. Piuttosto, indossate un giubbotto antiproiettile! Questo potrebbe essere lo slogan escogitato da spregiudicati "tour operator" per contrarrestare il crollo del turismo in una regione in preda alla violenza. Per rinvigorire un settore in crisi due coloni residenti in Cisgiordania hanno preparato una vacanza all'insegna della paura. Il pacchetto prevede pattugliamenti notturni in zone a rischio, sessioni di tiro con fucili d'assalto e altre amenità, tutte rigorosamente esplosive.
Se i più considerano la proposta poco appetibile per una vacanza, altri invece sono disposti sborsare 5.5000 euro pur di sfruttare un'esperienza che insegnerà loro, almeno secondo le intenzioni degli ideatori, a "combattere il terrorismo". «Mi trovavo a New York l'11 settembre 2001 e mi sono reso conto che la gente non sa come reagire di fronte a un attacco terroristico» racconta uno dei padri dell'iniziativa Jay Greenblad, originario degli Stati Uniti ma oggi residente in un insediamento israeliano della Cisgiordania.
Il pacchetto turistico è denso di attività: training di combattimento corpo a corpo, tiro al bersaglio con vari tipi di arma, dal M16 al Kalashnicov passando per la mitragliatrice Uzi. Durante il soggiorno i partecipanti si alimenteranno in puro stile militare, sperimenteranno le scomodità della vita in un bunker, parteciperanno in simulazioni di operazioni di commando e sorvoleranno il deserto di Negev a bordo di un elicottero dell'esercito israeliano. I turisti potranno inoltre sentire la scarica di adrenalina che si prova portando una cintura di esplosivi.
Il programma non si esaurisce in prestazioni aerobiche armi alla mano. A integrare il corso ci saranno anche istruzioni di pronto soccorso, conferenze tenute da ufficiali israeliani e incontri con vittime di attentati. Il primo soggiorno è previsto per il 4 maggio e ci sono già 22 americani e canadesi che hanno sottoscritto il pacchetto. Che il soggiorno possa mantenere le promesse non è dato sapere ma una cosa è certa: il brivido è garantito.
31
marzo
2003
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