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Fumate da un'altra parte, grazie In Italia risarcita per la prima volta una donna per i danni del fumo passivo
Il primo risarcimento a una persona in vita per danni da fumo passivo in Italia è stato riconosciuto la settimana scorsa a un'impiegata romana: 15mila euro, pari a 30 milioni di vecchie lire. Annamaria Lupo, 50 anni, dipendente della Banca di Roma, ha iniziato ad avere problemi di salute nel 1994, nel '96 le hanno diagnosticato un adenoma benigno: «Ho cominciato a fare piccoli interventi fino a che nel '99 ho subito un'operazione importante» ha raccontato a "Radio24-Il Sole 24ore".
Dopo aver cercato di avere un ufficio in una zona libera dal fumo il 30 agosto 2000 ha deciso di fare causa all'azienda. Il tribunale del lavoro di Roma ha quantificato il danno subito in 12.394 euro, cifra che con gli interessi è salita a 15mila euro. Gli avvocati della Lupo, che avevano chiesto 200 milioni di vecchie lire per il danno fisico e 100 per i danni morali, hanno annunciato che ricorreranno in appello per un risarcimento più alto. Briciole in confronto ai risarcimenti miliardari che negli States le multinazionali del tabacco hanno dovuto sborsare negli ultimi anni, con cifre che hanno toccato i 150 milioni di dollari.
In Italia nel 2000 i fumatori erano 14 milioni, uno su quattro (dati Istat). Secondo i dati diffusi a gennaio dal ministero della Salute, in occasione della presentazione delle campagne anti-fumo, nel 2000 i morti per colpa delle sigarette sono stati 80mila. Il fumo è la causa del 30% dei decessi per tumore. Quello passivo causa ogni anno 2.800 morti, 87 morti improvvise di lattanti, 80mila infezioni respiratorie acute in bimbi da 0 a 2 anni, 27mila casi di asma bronchiale e 48 mila sintomi respiratori cronici in bambini da 6 a 14 anni, a cui si devono aggiungere 64.130 casi di otite. Tra gli adulti si sono contati 221 morti per tumore polmonare e 2mila casi di malattie ischemiche.
Tra coloro che hanno il coniuge con il vizio, 221 sono morti per tumore polmonare e 1.896 per malattie ischemiche al cuore causate dal fumo. Più di 2mila bambini nati da madri che sono state esposte al fumo passivo sul lavoro, nascono con un peso inferiore ai 2,5 kg, e sempre per esposizione sul lavoro si sono registrati 324 morti per tumore polmonare e 235 per problemi ischemici al cuore.
«La mia storia apre la strada a tantissime altre cause, che spero vengano decise a breve» ha dichiarato Annamaria Lupo. Nell'ottobre dell'anno scorso una centralinista dell’ufficio di Bari della Telecom ha chiesto 50mila euro per danni fisici e la liquidazione di quelli morali, ancora da quantificare. La donna, 46 anni, lamenta che nell'unica stanza di lavoro, un open space, si trovano un centinaio di dipendenti, fumatori e non, e che i secondi, malgrado le proteste, sono costretti a subire il fumo passivo. La prima udienza si è svolta il 26 febbraio scorso, la prossima, forse quella decisiva, è fissata per l’11 marzo.
Oltre 1milione e 350mila euro è invece la cifra chiesta dal marito di un'impiegata della banca d'affari Paribas, morta a 35 anni nel 1999, anche a causa del fumo passivo respirato in ufficio. La donna era invalida asmatica, anche lei aveva chiesto ai colleghi di non fumare e più volte aveva fatto domanda per essere trasferita.
20
febbraio
2003
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