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Influenza all'attacco Non sarà pesante, ma contagerà circa 2,5 milioni di persone nelle prossime 6 settimane. I più colpiti saranno i bambini
È stata un'Epifania impietosa per molti bambini. Non tanto per un'improbabile Befana avara di dolci e regali, quanto per le ultime battute delle festività trascorse a letto con la febbre. «Siamo nella fase di salita dell'epidemia di influenza» sostiene il responsabile del laboratorio influenza dell'Istituto di Virologia dell'Università Statale di Milano, Fabrizio Pregliasco. «Per ora - prosegue Pregliasco - i casi in Italia sono circa 100mila e altri 400mila con sindromi simili all'influenza. L'epidemia non sarà particolarmente pesante e i casi dovrebbero essere di circa 2,5 milioni nelle prossime 6 settimane. Ma sarà la riapertura delle scuole il momento determinate: ci sarà un incremento sensibile anche perché il 40% dei casi - conclude Pregliasco - riguarda bambini tra gli 0 e i 4 anni». La conferma, sulla base però di dati ancora preliminari, arriva dal coordinatore del comitato scientifico della task force sull'influenza del Centro per il controllo per le malattie del ministero della Salute, Pietro Crovari. Secondo queste informazioni, «L'andamento dell'influenza ha seguito una parabola ascendente: 0,71 casi per 1000 abitanti tre settimane fa, per passare nelle settimane successive a 1,9 e 1,45 casi per 1000 abitanti. Gli ultimi dati disponibili (ancora parziali e relativi alla scorsa settimana, ndr.) indicano invece che il numero di casi influenzali, sul totale della popolazione, è salito a 2,36 per 1000 abitanti. Si tratta - conclude Crovari - di quella che consideriamo la soglia dell'inizio del picco epidemico». Comincia, dunque, la fase più delicata dell'epidemia e i più colpiti saranno i bambini: l'incidenza dei casi tra 0 e 4 anni è infatti pari a 7 per 1000 ed è la più alta; 5,37 casi per 1000 è invece l'incidenza tra i bambini di età 5-14 anni; 2,2 tra 15 e 64 anni e 0,67 negli ultrasessantacinquenni (che rappresentano la fascia di popolazione maggiormente vaccinata). «L'influenza - ha sottolinea il presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp) Pier Luigi Tucci - è arrivata dopo le prime avvisaglie intorno a Natale. Ancora un paio di settimane, e poi avremo il picco». L'influenza, ha quindi ricordato il presidente Fimp, porterà nei bambini febbre alta (che può arrivare a 39-40 gradi), secchezza di gola e tosse generalmente secca. I più grandi, oltre a tali sintomi, presenteranno anche dolori muscolari. Che fare di fronte all'epidemia che avanza? «A questo punto - sostiene Crovari - potrebbe già essere troppo tardi per ricorrere alla vaccinazione. Per chi vuole vaccinarsi, siamo davvero alle ultimissime battute». Quanto alle raccomandazioni sui bambini già influenzati, Tucci consiglia «di tenere i bambini a riposo, e soprattutto di tenerli a casa qualche giorno dopo la fine della malattia, anche se ci sono impegni scolastici. Se la febbre è alta e supera i 38 gradi e mezzo dando fastidio e dolore, è opportuno assumere antipiretici. L'alimentazione, poi, deve essere leggera e nutriente». Insomma, se la Befana ha trovato diversi bambini a letto, gli insegnanti, secondo le previsioni degli esperti, troveranno molti banchi vuoti intorno alla metà di gennaio. Mal comune, mezzo gaudio.
8
gennaio
2005
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