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Buona sanità a tutti

Italiani più longevi e in buona salute, ma l'assistenza non è uguale in ogni Regione

Italiani più longevi e in buona salute, ma ancora troppe differenze di assistenza tra regione e regione. È la fotografia della Sanità del Belpaese scattata dal Rapporto "Osservasalute 2004". Innanzitutto le buone notizie: la vita media non solo si allunga ed è fra le maggiori al mondo, ma aumenta anche la speranza di trascorrere gli over75 in buone condizioni e senza disabilità gravi. Tra il 1951 e il 2002 sono 12,9 gli anni di vita guadagnati per gli uomini e 15,4 per le donne. A contribuire al roseo quadro sembra esserci la promozione di corretti stili di vita, la responsabilizzazione dei cittadini e la crescente qualità dei servizi sanitari. Notevoli passi avanti sono stati compiuti contro le principali malattie killer degli italiani. Dal '91 al 2002 la mortalità per patologie del sistema circolatorio è scesa da 42,96 a 29,57 e per il cancro da 26,84 a 23,86. Azzerata la mortalità per malattie infettive. Per i tumori l'incidenza è aumentata dell'1,1% negli uomini e del 1,5% nelle donne, ma di pari passo i decessi sono diminuiti rispettivamente del 2,4% e del 1,2%.

La cattiva notizia è che si riconfermano le differenze di assistenza tra Nord E Sud. «Anche nelle regioni più svantaggiate -
precisa Walter Ricciardi, cordinatore dell'Osservatorio
Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane e Direttore dell'Istituto di Igiene dell'Università Cattolica di Roma-, il nostro Paese vanta un'aspettativa di vita maggiore a quella di molti Paesi sviluppati, inclusi gli Stati Uniti. E gli italiani forse non ne sono del tutto consapevoli». Ma a preoccupare gli esperti è la possibilità che le Regioni si muovano verso «politiche di programmazione non coerenti e profondamente scollegate tra loro». Ecco i punti di forza e di debolezza, regione per regione, identificati dal Rapporto: una sorta di atlante sanitario d'Italia:

Abruzzo
Dal '91 al 2001 ha ridotto più di tutte le altre regioni il tasso di mortalità da ictus

Calabria
La regione con la più bassa mortalità per tumori: 25,1 uomini e 13,7 donne.

Campania
Ha la più ampia copertura vaccinale anti-influenza fra gli anziani. L'unica ad aver raggiunto la soglia indicata dal piano sanitario nazionale.

Lombardia
Non esporta nessun paziente, con una modalità ospedaliera ordinaria di circa 660mila pazienti e 205mila in modalità day hospital

Molise
In questa Regione si registra il più basso tasso di ricovero per asma bronchiale nei bambini: 1,07 contro la media nazionale di 1,60

Piemonte
Vanta la più bassa mortalità per infarto. Si distingue per i programmi di screening per tumori femminili mammella e cervice.

Puglia
La Puglia ha il record di longevità. La durata media della vita in Italia è di 76,7 anni.

Sicilia
È leader con un investimento in edilizia sanitaria, in attesa di essere assegnato, pari a 46.792.065 euro e un finanziamento dai fondi stanziati dalla Finanziaria 1988 di 1.162.817.685,55 euro. La spesa per investimenti rappresenta un indicatore importante per valutare la capacità di un sistema sanitario di ammodernare costantemente le proprie dotazioni strutturali, impiantistiche e tecnologiche..

Umbria
Su tutti i ricoveri ha la percentuale più alta d'Italia di day surgery

Valle D'Aosta
Risulta all'avanguardia per l'uso di tecnologie innovative: 94% di interventi di colecistectomia laparoscopica

Veneto
Più di tutte ha ridotto il tasso di mortalità per tumori: 8,5% per i maschi e 2,0% per le femmine

29  dicembre  2004

  Gianbattista Pinna
  dalla rete
Ministero della Salute Il sito
Malasanità Il sito
Chirurgia di giorno Il sito

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Prevenzione
a macchia
di leopardo
La "Questione meridionale" nella Sanità tocca anche gli screening anti-cancro. Nel 2001 al Sud e nelle isole solo il 6% delle donne fra i 50 e i 69 anni è stato arruolato in programmi di screening per il tumore del seno, contro il 60% del Centro e il 76,6% del Nord. «Una differenza che non si è ridotta in questi anni, al di là delle iniziative promosse da singole Asl», commenta Walter Ricciardi. Anche le Regioni settentrionali dovrebbero fare di piuù. «Mancano programmi di screening sistematici su tutto il territorio nazionale - sottolinea Ricciardi -. La Svezia li ha introdotti negli anni '50: i casi di tumore del seno sono il doppio rispetto all'Italia, ma la mortalità è del 30-35% in meno. Lo stesso ha fatto la Gran Bretagna negli anni '80».
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