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L'isola non c'è?
La costruiamo

A Malè, capitale dell'arcipelago delle Maldive, manca spazio. Strade congestionate dal traffico, sovraffollamento, caos. Per questo il governo ha deciso di costruire una nuova isola. Artificiale

Hulhumale, così si chiama l'isola artificiale che nel giro di poco tempo è stata costruita nell'arcipelago delle arcinote Maldive. Lo stato nell'Oceano Indiano è meta di turisti da tutto il mondo per il suo clima, il mare cristallino e le barriere coralline, ma Malè, la capitale, è sovrappopolata. Per porre rimedio alla carenza di spazi, il governo ha pensato di costruire un'isola artificiale dove "trasferire" la popolazione.

Hulhumale, il cui progetto è iniziato nel 1997, è sorta dalle acque limpide dell'oceano e finora conta 1.500 abitanti. Quando saranno terminati i lavori attulmente in atto, ossia entro il 2005, il regime isolano si aspetta che nel giro di 15 anni almeno 50mila persone, su circa 300mila abitanti del Paese, vi si trasferiscano. La superficie dell'isola nuova è di 188 ettari, all'incirca quanto Malè, vicino alla quale sorge. Ma con la seconda tranche dei lavori, che partirà nel 2010, l'estensione dovrebbe raddoppiare. Quando sarà completata, potrà ospitare oltre la metà degli abitanti dell'intero arcipelago.

«Il progetto è dovuto a un solo motivo: la mancanza di spazio a Malè», afferma Mohamed Shahid del Dipartimento per lo sviluppo di Hulhumale. La creazione è costata finora 63 milioni di dollari, utilizzati per bonificare e costruire l'isola, realizzata due metri sopra il livello del mare per fronteggiare l'innalzamento delle acque provocato dal riscaldamento globale del Pianeta.

L'effetto ottico per chi arriva nell'arcipelago è un pugno in un occhio: la "creatura" altro non è che una vasta pianura rettangolare in mezzo ad altre 1.200 piccolissime isole ricoperte da palme e vegetazione lussureggiante. Di queste, solo 200 sono abitate, in media da poche centinaia di persone e per lo più da turisti ospitati in lussuosi villaggi e resort. Fa eccezione l'affollatissima capitale, come già detto, che conta 75mila persone che vivono su una superficie di 800 metri di larghezza per due chilometri di lunghezza, già negli anni passati raddoppiata per mezzo di tecniche di bonifica. Ma la natura ha posto un limite all'ampliamento, ossia la barriera corallina, oltre la quale il fondale oceanico si inabissa.

Per invogliare i maldiviani a traslocare il presidente Maumoon Abdul Gayoom offre incentivi e sconti fino al 40% sui terreni, rispetto ai prezzi della capitale. Per accogliere i turisti Hulhumale è stata collegata all'isola sulla quale sorge l'aeroporto internazionale delle Maldive, sono già stati aperti alcuni negozi e per abbellirla sono stata trapiantate delle palme. Reduci dal caos che regnava a Malè, dove traffico e sovraffollamento erano all'ordine del giorno, i neo abitanti sembrano apprezzarne la tranquillità e i vasti spazi a disposizione. Chissà quanto impiegherà ad attirare imprenditori vogliosi di costruire e frotte di turisti. E chissà se, col passare degli tempo, gli abitanti locali resteranno dello stesso parere.

21  dicembre  2004

  Alessandra Del Re
  dalla rete
Presidency Maldives Repubblica delle Maldive, sito ufficiale
Amnesty Rapporto annuale 2004 sulla Repubblica delle Maldive
Dhivehi Observer Informazioni sulla violazione dei diritti umani alle Maldive
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Maldive
L'arcipelago delle Maldive si trova nell'Oceano Indiano, a 500 miglia dall'India. Vanta uno dei fondali migliori al mondo per fare immersioni ed è tra le mete favorite per i viaggi di nozze. Le principali fonti di sostentamento sono il turismo e la pesca. La lingua ufficiale è il dihevi, nato dalla fusione della lingua araba e di quella indiana. L'inglese è molto diffuso, poiché le isole fino al 1965 sono state sotto il protettorato della Corona britannica. Si tratta di una repubblica presidenziale, ma di fatto è un regime, governato dal 1978 da Maumoon Abdul Gayoom, resistito a due colpi di stato. Un giro di oltre 300mila turisti all'anno attirati dalla bellezza del mare cristallino, partiti politici fuorilegge (come il Maldivian Democracy Party), arresti arbitrari e restrizioni nel campo dell'informazione sono due facce dello stesso Paese.
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