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Se potessi avere mille euro al mese...

Basterebbero appena ad arrivare alla fine del mese. Dall'Istat, l'evoluzione del valore della moneta dal 1861 ai giorni nostri

Un bel giochetto da fare in periodo di magra. Cosa avremmo potuto comprare con uno stipendio attuale 65 anni fa? «Se potessi avere mille lire al mese…», cantava Gilberto Mazzi, nel 1939. Il motivetto lo si potrebbe declinare oggi con un «Se potessi avere mille euro al mese»? Di certo con una tale busta paga nessuno sarebbe «certo di trovare tutta la felicità», ma al limite di dover stringere la cinghia per tirare a fine mese. Per giocare a questo gioco, laddove non arriva la fantasia può essere utile consultare le tavole raccolte dall'Istat sul nuovo volume "Il valore della moneta dal 1861 al 2003", che contiene i coefficienti di rivalutazione usati per effettuare i confronti monetari nel tempo (vedi tabella in fondo) per sapere, cioè, a quante lire o a quanti euro di oggi corrisponde una determinata quantità di lire o di euro del passato.

Si scopre così che dal primo anno catalogato dall'Istat, il 1861, il valore della moneta si è ridotto di ben 7.663 volte. In pratica se oggi con 40 euro si riempie a malapena un carrello della spesa, 40 euro del 1861 basterebbero oggi per acquistare un appartamento da 300mila euro. Negli ultimi 25 anni, poi, il valore della moneta è diminuito di oltre 5 volte. In altri termini quello che oggi si spende per l'acquisto di un caffè, nel 1978 bastava per comprarne più di cinque. Nel 1971 la nostra moneta valeva 13,75 volte di più che nel 2003, mentre nel 1901 addirittura 7.116 volte di più. «Con queste tavole si può seguire l'evoluzione storica del valore della moneta in Italia», spiegano i tecnici dell'istituto. «Per esempio riflettono il crollo del valore della moneta a seguito delle guerre mondiali. Se nel 1941 il coefficiente di rivalutazione era attestato a 1025, nel 1945 era già crollato ad appena 60 volte il valore del 2003». Per fare qualche esempio, una lira del 1861 ai valori attuali corrisponderebbe a poco meno di 7.664 lire, una lira del 1901 a circa 7.117 lire, una lira del 1921 a poco meno di 1.508 lire di oggi, una lira del 1955 a circa 27 lire del 2003.

Nel caso dell'anno 1939, il coefficiente da utilizzare corrisponde a 1.384,5142, il che significa che un lira di allora equivaleva a poco meno di 1.385 lire di oggi: cioè che le mille lire cantate da Gilberto Mazzi 65 anni fa erano pari a circa un milione e 385mila del 2003, ossia a circa 715 euro. Ma alle "mille lire al mese" del famoso motivetto va aggiunto, secondo alcuni economisti, il loro valore reale in termini di potere d'acquisto, che doveva essere molto superiore a quel milione 385mila lire indicato dal crudo dato statistico. C'è chi parla addirittura di uno stipendio nella fascia medio-alta dirigenziale, pari a una cifra oscillante fra un minimo di 2.600 e un massimo di 4.800 euro. Altro che mille euro al mese.

Qui di seguito la tabella che riporta, nei diversi decenni di riferimento compresi fra il 1861 e il 2003 i coefficienti da utilizzare per sapere quale sia il valore attualizzato ai nostri giorni di un'unità di moneta (per esempio, la lira)

18617.663,7927
18717.239,9885
18816.786,5119
19017.116,9989
19116.354,2063
19211.507,7519
19311.615,0887
19411.025,3402
1951

27,1742

1961

20,5292

1971

13,7514

1981

3,2730

1991

1,4529

2003

1,0000



6  ottobre  2004

  Elena Cipriani
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Stipendi pubblici erosi dai prezzi
Nel triennio 2001-2004, il mix costituito da l'aumento incontrollato dei prezzi e gli effetti del fiscal drag ha contribuito a una perdita complessiva del 18,4% del potere d'acquisto delle retribuzioni per circa 3 milioni e 400mila lavoratori del pubblico impiego. Per valutare il sacrificio sopportato in media da questa categoria si pensi che ai pubblici dipendenti sono stati sottratti, in soli tre anni, quasi duecento euro ogni mille percepiti. Una perdita secca corrispondente a quella quota di reddito che in tempi migliori veniva destinata al risparmio, al quale sempre meno famiglie in Italia riescono ad avvicinarsi.
Regole del gioco
Il volume dell'Istat contiene tutte le tavole, una per ogni anno, con i coefficienti per moltiplicare le entità monetarie degli anni dal 1861 in avanti, articolate in maniera tale che a ogni coppia di anni compresi nel periodo considerato corrisponda il coefficiente da utilizzare. Nel caso in cui la cifra di partenza, in lire, debba essere espressa in euro occorre effettuare prima la rivalutazione (moltiplicando per l'apposito coefficiente) e successivamente la conversione in euro (divisione per 1936,27).
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