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Arte sulla pelle: culto, non modaAl via "Milano Tattoo Convention", l'evento per veri appassionati di piercing e tatuaggi
Tanto per cominciare, non chiamateli semplici tatuaggi. Dimenticatevi le rose, i cuori infranti o i nomi dell'amata. Lasciate da parte le mode e i personaggi famosi che li sfoggiano: quelli che si vedono al "Milano Tattoo Convention", al via in questi giorni, puntano a essere fregiati di un'altra etichetta. Artisti, chi li realizza. Forma d'arte contemporanea, le loro fatiche. Giunta alla sua ottava edizione, la più prestigiosa manifestazione italiana dedicata al mondo del tattoo e del piercing, richiama ogni anno migliaia di visitatori, che quest'anno si danno appuntamento per ammirare 70 tra i più noti professionisti del settore, provenienti da ogni parte del pianeta. Da guardare mentre sono all'opera, ma anche da "testare": chi ha occasione di partecipare all'evento, può farsi tatuare da una di queste mani esperte e sperimentare i loro disegni nei diversi stili e con differenti tecniche.
Da tempo alla ribalta, ormai i tatuaggi sono una vera e propria moda che non accenna a tramontare. Una mania che ha mietuto vittime soprattutto tra i personaggi dello spettacolo e dello star system. Elenoire Casalegno, Michelle Michelle Hunziker, Nicholas Cage, Maradona, Asia Argento, sono solo alcuni tra i volti noti che possono sfoggiare un disegno sulla pelle, affrettandosi a darne una romantica e appassionata spiegazione. Ma i veri amanti di piercing e tattoo prendono le distanze dal dilagare indiscriminato della "loro" autentica passione. E se c'è un posto in cui si respira la vera differenza tra moda e culto, questo è proprio l'evento milanese. Qui già il pubblico costituisce uno spettacolo. La stragrande maggioranza dei visitatori vanta tatuaggi da far impallidire le caviglie o i polsi ornati dei celebri beniamini. E quando poi si assiste in diretta alla realizzazione di alcuni tattoo da parte di qualche ispirato artista, si capisce perché alcuni lavori sono addirittura finiti in mostra all'interno di gallerie d'arte, hanno occupato pagine di giornali e guadagnato l'attenzione della televisione, ispirato performance o rassegne.
La platea del grande pubblico ormai è conquistata. Veri cultori e semplici curiosi. Ormai il tatuaggio non irrita e non spaventa più, neppure i più tradizionali conformisti, quelli che non lo farebbero mai, ma che difficilmente arrivano a giudicarlo, almeno ad alta voce. E se un giorno ci si pente e si decide di eliminarli? «Grazie alle moderne tecniche al laser, il problema non si pone più», spiegano rassicurati i giovani con la pelle "tappezzata". Ma il tatuaggio, non doveva essere per sempre?
6
febbraio
2003
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Piercing o tattoo? |
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Tra i più giovani il piercing sta conquistando favori rispetto al tatuaggio. ll 20% dei ragazzi italiani tra i 12 e i 18 anni ne ha almeno uno, mentre il 6,6% si è fatto fare un tatuaggio. Il dato emerge da una recente indagine condotta dall'Eurispes. Il piercing è preferito dalle femmine (25,6%, contro il 14,4 % dei maschi), mentre i tatuaggi vanno un po' di più tra i ragazzi (7,2 % contro il 5,7% delle femmine). |
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Tecniche |
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Tre sono i metodi utilizzati oggi per tatuarsi: samoano, giapponese e americano. La prima tecnica, per ora non diffusa in Italia, introduce l'inchiostro sotto la pelle attraverso un bastoncino cavo e appuntito, che provoca un dolore intenso. Il metodo giapponese prevede che gli aghi siano fatti entrare nella pelle obliquamente, con minor violenza, ma comunque in modo abbastanza doloroso. Infine, la tecnica americana ricorre a una macchinetta elettrica ad aghi, che determina sensazioni poco piacevoli, vibranti ma non particolarmente dolorose. È quest'ultima quella più utilizzata dagli occidentali. |
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