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E.T. telefono Terra

Segnale misterioso captato dal più grande radiotelescopio terrestre: è la voce degli alieni?

All'inizio nessuno sembrava crederci più di tanto. Poi, dopo che il segnale si è ripetuto per ben tre volte, la questione è stata presa decisamente sul serio. Un contatto radio molto "particolare" proveniente dall'universo è stato captato dal più grosso radiotelescopio della terra che si trova ad Arecibo, in Portorico. Il segnale al centro dell'enigma ha una frequenza di circa 1420 Megahertz, arriva dal cosmo profondo da una presunta fonte distante mille anni luce dalla Terra, collocata tra le costellazioni dei Pesci e dell'Ariete. Gli astronomi hanno scelto questa frequenza d'ascolto pensando che eventuali esseri intelligenti se comunicano, potrebbero far ricorso ad essa perché legata all'elemento più comune dell'Universo. Sui 1420 Mhz, infatti, l'idrogeno assorbe ed emette energia.

«È improbabile che si tratti di un rumore di fondo o di una interferenza e non sembra neanche provenire da alcun astro conosciuto» afferma Eric Korpela, astronomo dell'università di Berkeley. E allora? Le ipotesi che si fanno sull'origine del segnale sono realisticamente due. La prima è che scaturisca da un fenomeno naturale del tutto ignoto. Un po' come nel 1967 quando l'astronomo Bell Burnell rilevò alcuni impulsi radio che permisero di scoprire le pulsar, un tipo di stelle finora sconosciuto. La seconda ipotesi è che si tratti di un segnale artificiale intercettato per varie coincidenze proveniente dallo stesso punto. Naturalmente quest'ultima ipotesi è la più affascinante, quella cha fa più sognare gli astronomi ma soprattutto gli ufologi di tutto il mondo. Ciò che sta veramente stupendo tutti è lo spostamento veloce del segnale: si calcola infatti che un pianeta dovrebbe ruotare quasi quaranta volte più veloce della Terra per produrre lo stesso "suono elettronico".

In ogni caso l'ascolto, che si è manifestato per tre volte, è durato complessivamente per un minuto. Troppo poco per capire bene di che cosa si trattasse. Con quest'ultimo ascolto si è riacceso di colpo l'interesse e l'entusiasmo nella ricerca di messaggi intelligenti avviato qualche anno fa in tutto il mondo: «È l'emissione più interessante che abbiamo mai raccolto» commenta Dan Werthimer, il radioastronomo a capo del "Progetto Phonenix" che scandaglia da nove anni 750 astri. «Prudentemente non facciamo salti di gioia ma continuiamo ad ascoltare». La ricerca e l'analisi dei segnali provenienti dal cosmo è resa possibile grazie a migliaia di calcolatori domestici collegati tra di loro in un progetto denominato Seti che aiuta a decifrare la montagna di bit che provengono dagli strumenti. In pratica chiunque, da casa, scaricando l'apposito software dal sito ufficiale del progetto, può contribuire nel suo piccolo all'analisi di un "pezzo di cielo".

5  settembre  2004

  Alessandro Gennari
  dalla rete
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Extraterrestri al cinema
Tra i film più importanti degli ultimi trent'anni che raccontano l'ansia di un incontro con gli ufo ne ricordiamo tre. Il primo è "Incontri ravvicinati del terzo tipo" diretto da Steven Spielberg nel 1977, in cui una serie di strani fenomeni annunciano l'arrivo degli alieni sulla Terra. Alcuni di loro incontreranno alla fine gli uomini. Il secondo è "2001 odissea nello spazio" per la regia di Stanley Kubrik (1968): sulla Luna viene scoperto un misterioso monolite nero che riceve impulsi da Giove. Un'astronave parte verso il pianeta. Infine in "Contact" di Robert Zemeckis viene captato un segnale proveniente dalla lontana stella Vega.
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