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Hollywood made in Italy

Non è una sensazione né una bella speranza. Ci sono voluti anni e fatica ma forse ce l'abbiamo fatta: l'Italia non è più solo pizza e mandolino. Se ne sono accorti anche in America

Pizza e mandolino, mafia e padrini, sciuscià e spaghetti. Triti e ritriti sinonimi di italianità in terra americana. Solo fino a qualche tempo fa, però. Stando ai risultati di una recente indagine, infatti, la percezione a stelle e strisce del nostro Paese viaggia su tutt'altri binari, decisamente più gratificanti. Stile, eleganza e qualità: sono queste le nuove parole d'ordine accostate all'Italia in voga tra registi ed opinion maker statunitensi. Lungi dall'essere un banale cambio di tendenza, il fenomeno in questione sta assumendo contorni di una vera e propria revisione culturale.

Sono i fatti a parlare: Hollywood veste, mangia, beve e compra italiano. La classe di un abito griffato Armani, l'inconfondibile impronta di una scarpa Tod's, un bel bicchiere di acqua San Pellegrino ad accompagnare un piatto di pasta al pomodoro, una Ferrari su cui sfrecciare tra i negozi della Quinta Strada. Tutto questo è italian style e piace tanto all'american people.

È quanto emerge dal monitoraggio realizzato da Eta Meta Research su oltre 400 film made in Usa e su 80 tra le più autorevoli testate internazionali di cinema e life style. Ebbene: l'immagine dell'Italia è accostata sempre e quasi esclusivamente a cose belle, buone e modaiole. «Non siamo più il Paese di Ladri di biciclette o Sciuscià - spiega Saro Trovato, presidente di Eta Media - ma quello dello stile, dell'eleganza e del ben vivere. I grandi marchi di casa nostra con la loro storia di qualità hanno sostituito quelli francesi, diventando immancabili nei film americani».

Nel dettaglio: 73 pellicole hollywoodiane su 100 contengono un pezzo d'Italia. Oltre alla frequenza di citazioni del Bel Paese colpisce, sottolineano i ricercatori, il contesto in cui vengono inserite: quasi sempre positivo, spesso celebrativo. Resiste un 17% di film in cui il brand nostrano continua a essere associato ai vecchi stereotipi. Pizza, mafia e mandolino appunto. Fa da contraltare un articolo comparso sul prestigiosissimo Premiere, un autentico panegirico su carta patinata. «I vestiti italiani - si legge - sono in grado di trasformare qualsiasi ragazzone del Kentuky in un autentico James Bond». E scusate se è poco.

30  agosto  2004

  Barbara Del Pio
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A muso duro
La Order sons of Italy (Osia), la più importante organizzazione di italo-americani, si è ripetutamente schierata contro i produttori del serial tv "The Sopranos". In discussione è l'immagine italiana all'estero, troppo spesso distorta dai media. Ma stavolta non è solo questione di pizza, mandolino e mafia: Tony Soprano (il boss) "non ha valori, rappresenta una famiglia dissoluta e viene dipinto come un illustre imbecille".
King Giorgio
Jodie Foster, Harrison Ford, Pierce Brosnam, Richard Gere, Michelle Pfeiffer, Julia Roberts, Ashley Judd, Russel Crowe, Robert De Niro, Benicio Del Toro, Leonardo Di Caprio. Sono solo alcune delle star di Hollywood che vestono rigorosamente Armani.
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