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Incontri ravvicinati
con gli squali

Come ogni estate, tornano gli avvistamenti del predatore più temuto dei mari. Parola all'esperto

L'allarme era scattato un paio di settimane fa: «Vietata la balneazione in seguito all'avvistamento di alcuni squali». Lo aveva lanciato la Capitaneria di porto di Mazara del Vallo (Tp). Alcuni diportisti a bordo di un gommone avevano segnalato la presenza di uno squalo, che si sarebbe avvicinato fino a sfiorare l'imbarcazione. Un altro avvistamento il giorno prima, da parte di un pescatore, a 500 metri dalla costa. Risultato: bandiere rosse in tutti gli stabilimenti del litorale, fino a quando - un paio di giorni dopo - la situazione è tornata alla normalità, dopo che si è scoperto che probabilmente il protagonista dell'avvistamento era un innocuo pesce luna, la cui pinna può essere facilmente scambiata per quella di uno squalo.

Quanto accaduto in Sicilia è soltanto l'ultimo di una serie di episodi che sistematicamente, ogni estate, si verificano nelle tranquille acque del Mediterraneo. E che gettano nel panico i bagnanti, ancora terrorizzati dalle impressionanti sequenze del film "Lo squalo" di Spielberg. Ma c'è davvero da preoccuparsi se si incontra uno squalo facendo il bagno? E quali sono davvero pericolosi nel nostro mare? A parlarci del più temuto predatore marino è Alberto Luca Recchi, fotografo di mare di fama mondiale.

Quali e quante specie di squali abitano il Mediterraneo?
Tra squali e razze circa un'ottantina nel Mediterraneo. Si considerano anche le razze perché sono le "cugine" degli squali, ovvero degli squali che si sono appiattiti durante l'evoluzione.

E tra questi, quali sono potenzialmente pericolosi per l'uomo?
Il grande squalo bianco, il Mako e lo Smeriglio.

Come riconoscere uno squalo bianco se lo si incontra?
Quello bianco si riconosce per le grandi dimensioni: oltre i 4 metri. Se è lungo più di 4 metri e non è uno squalo elefante (che ha quasi una proboscide e spesso nuota con la bocca spalancata perché filtra il plancton), allora è uno squalo bianco, ed è pericoloso.

E cosa fare, quindi, se nuotando si crede di aver avvistato uno squalo?
A un bagnante direi di uscire piano piano dall'acqua senza agitarsi, senza fare movimenti di scatto. A un sub dico di godersi lo spettacolo, ma di non perderlo mai di vista, perché se lo squalo decide di attaccare lo fa quando non lo guardi.

Le verdesche, invece, hanno fama di essere innocue. È vero?
Sì. Sono blu, dette anche per questo "blue shark", nuotano in alto mare, possono raggiungere massimo i 4 metri e sono molto affusolate. Quelli pericolosi, invece, sono tozzi, col pancione, come quello del celebre film di Speilberg "Lo squalo". La verdesca non è pericolosa, a meno che non lo si stuzzichi, facendosi vedere con pesci-esca in mano. C'è da ricordare che comunque gli uomini non rientrano nel menù abituale degli squali.

Perché lei ha detto che si avvistano squali bisognerebbe accendere fuochi d'artificio, anziché vietare la balneazione?
Perché vuol dire che siamo davanti a un mare in buona salute. Se c'è il predatore, ci sono anche le prede.

È vero che l'Italia è il maggior consumatore europeo di carne di squalo? Sotto forma di?
Sì, siamo tra i maggiori consumatori: dopo gli inglesi, i secondi. Gli inglesi mangiano carne di squalo ogni volta che mettono in bocca il tradizionale "fish and chips". E in Italia quando al mercato vendono la vitella di mare, è solo un modo per il venditore per non dire squalo. Anche per il palombo, vale lo stesso discorso. Anche per il pesce spada: se si comprano i tranci e non si vede la spada, può facilmente essere squalo.

24  luglio  2004

  Antonella Laudonia
  dalla rete
Mostra squali Alberto Luca Recchi
Icram Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare
Squali Tutto sui cartilaginei

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Chi è
Alberto Luca Recchi è nato a Roma nel 1955. è un giornalista e documentarista del mare di fama mondiale, collabora con molte riviste italiane e straniere. Ha realizzato servizi televisivi per la Rai. Ha partecipato a spedizioni e ricerche in tutto il mondo ed è promotore di "Obiettivo Squali", la prima spedizione italiana ad aver filmato gli squali nel Mediterraneo. Di recente ha fatto una celebre mostra a Milano con immagini bellissime (vedi fotogallery).
Finning
Si tratta di un tipo di pesca molto diffuso (soprattutto in Oriente e Sud America)
che caccia gli squali solo per privarli delle pinne da cui viene ricavata una zuppa molto appetitosa. Ogni anno, secondo il parco e diverse associazioni ambientaliste, muoiono in questa maniera circa 100 milioni di squali, e parlare di rischio di estinzione per la specie non è un azzardo.
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