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Internet non passa alla Maturità Al bando cellulari, computer e palmari: chi bara sarà espulso dalla prova. Otto su 10 si sentono impreparati, mentre per il 46% degli studenti l’esame di Stato non è importante: ciò che conta è l'andamento degli anni precedenti
In certe occasioni la scaramanzia non è mai abbastanza. Sarà per questo che otto studenti su 10 dichiara di non sentirsi preparato alla di Maturità. Passano gli anni e le riforme scolastiche, ma l'esame di Stato non perde la sua fama di rito di iniziazione. E fa ancora paura. Il sondaggio realizzato via e-mail su un campione di oltre 6.300 studenti da "Cream magazine", in collaborazione con il sito Matura.it, ha inoltre segnalato che il web rappresenta il migliore aiuto nella preparazione agli esami.
Quasi sei studenti su dieci dichiarano che non cercheranno di usare il telefono cellulare durante le prove scritte, ma più per i rischi che si corrono (è la risposta del 46% del campione) che per una questione di etica (11%). Un 43% di pronti-a-tutto, invece, non disdegnerebbe un aiutino elettronico durante l'esame. Ma fare i furbi sarà dura. Al bando telefonini, computer e palmari, chiuse a chiave le aule informatiche delle scuole che da domani ospiteranno le prove. Vietato comunicare con l'esterno tramite collegamenti wireless, comunemente diffusi nelle scuole, o alla normale rete telefonica con protocolli umts, gprs o gsm.
Per i trasgressori non basterà una tiratina d'orecchie, visto che «nei confronti di coloro che fossero sorpresi a utilizzarle è prevista, secondo le norme vigenti in materia di pubblici esami, la esclusione da tutte le prove», recita severa la circolare inviata dal ministero dell'Istruzione a Capi di istituto e i Presidenti delle commissioni. Niente trucchi niente inganni, dunque, e vada come vada. Tanto per il 46% degli studenti l'esame non è indispensabile. Al sondaggio online, condotto questa volta da Studenti.it su mille intervistati, 2 maturandi su 5 hanno risposto che la prova non è importante: per molti di loro conta di più l'andamento degli anni precendenti (41%), o "simpatie" (36%). Solo il 22% dà peso all'esame in sé.
Eppure, secondo Tonino Cantelmi, presidente dell'Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici, la "crisi da Maturità" incombe su uno studente italiano su due. «Tanti, infatti, sono i ragazzi vulnerabili, perché incapaci di affrontare l'insuccesso o anche solo la paura di fallire», spiega l'esperto. Risultato: «quella che sarebbe una normale prova scolastica, rischia di trasformarsi in un ostacolo impossibile». Intanto, tra un ripasso dell'ultimo minuto e uno scongiuro, due studenti su tre (63%) hanno già deciso che si iscriveranno all'università; il 21% cercherà un lavoro e il 16% si prenderà un po' di tempo per decidere sul futuro. Come minimo tutta l'estate.
15
giugno
2004
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