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"Volanti" in mostra

In rassegna a Roma i mezzi utilizzati dalla Polizia nel corso degli anni: dalla bici alla Ferrari

Non riusciva ad acciuffare i ladri che fuggivano per la città. Così, quasi per sfida, quando nel 1960 il capo della Polizia chiese ai suoi uomini: «Di cosa avete bisogno per combattere i criminali?» rispose senza pudore «Di una Ferrari!» e fu accontentato. In quel preciso istante nacque il mito del maresciallo Spatafora che in sella alla sua Ferrari 250 Gte d'ordinanza non dette tregua ai malviventi per le strade della Capitale. Memorabile la sua discesa della scalinata di Trinità dei Monti: distrusse la "rossa" ma acciuffò i ladri. La Ferrari, a pezzi, gli fu riconsegnata come nuova insieme a una nota di merito. Da allora Spatafora non è stato più dimenticato. La sua Ferrari è andata in pensione nel 1973: per trent'anni non l'ha più vista nessuno. Adesso, finalmente, tutti potranno ammirarla di nuovo: da qualche giorno è infatti esposta nel Museo storico delle auto della Polizia, inaugurato qualche giorno fa in via dell'Arcadia n.20 (a pochi metri dalla Fiera di Roma).

Il bolide di Spatafora è in buona compagnia: qualche metro più in là è esposta la De Tomaso del 1979, la prima auto blindata in dotazione al servizio scorte. Fu utilizzata per trasportare Margaret Thatcher in visita in Italia nei primi anni Ottanta: pesantissima, aveva vetri spessi tre centimetri per proteggerla. All'interno della mostra sono esposti anche numerosi motocicli e camionette. Imperdibile il "mulo meccanico", una moto Guzzi a tre ruote che monta due cingoli da neve e un pneumatico anteriore munito di catene (in dotazione al soccorso alpino nel 1962). C'è perfino, in perfetto stile "Bay Watch", la mountain bike biancoceleste del poliziotto di quartiere. Il museo, unico e spettacolare nel suo genere, conserva di tutto: dalle jeep abbandonate dagli americani al termine della Seconda Guerra Mondiale alle Alfette degli anni di piombo, simbolo della lotta al terrorismo, passando per la mitica Giulia del boom economico degli anni Sessanta.

La mostra sa d'antico ma riscuote un notevole successo soprattutto tra i giovani. «Ogni mattina riceviamo almeno cinquanta ragazzi delle scuole», ci conferma un'operatrice del museo che aggiunge «le visite scolastiche (gratuite per tutto il mese, ndr) sono prenotate fino a fine maggio». All'interno del museo però non ci sono solo auto e motori: due potenti computer permettono ai visitatori di sfidarsi in una gara virtuale di guida proiettati su due maxischermi al plasma che garantiscono una grafica mozzafiato.

Il segreto del successo della mostra sta sicuramente nel giusto mix tra passato e futuro che al Comando generale della Polizia sembrano aver capito benissimo: sul sito della Polizia di Stato infatti è possibile effettuare una visita virtuale al museo che rende molto bene l'idea di quello che realmente è esposto. Accessibile il costo dell'ingresso: 3 euro. Meno di un biglietto al cinema con la certezza però che questo è davvero un film mai visto.

3  maggio  2004

  Alessandro Gennari
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Corse virtuali
La mostra si articola attraverso diverse piattaforme ognuna delle quali è dedicata a un decennio. All'interno della piattaforma sono esposte le auto del relativo periodo, corredate da alcune citazioni e fotografie di momenti salienti dell'epoca. Il percorso viene effettuato in ordine di tempo, dalle auto più antiche a quelle di oggi. Parte dell'esposizione è dedicata alle divise e alle attrezzature storiche. Nell'ultima sala della mostra permanente è possibile provare un gioco (acquistabile e personalizzabile) che simula una gara tra auto delle polizie, europee e americane. Il giocatore potrà in seguito scaricare da internet, in modo gratuito, gli aggiornamenti necessari per trasformare le vetture protagoniste del gioco in auto della polizia italiana. Quattro le postazioni munite di volante a disposizione degli utenti che decidono di cimentarsi nella simulazione di guida.
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