Libero Community Blog Video News Mail Search ADSL & Internet
  Cerca le notizie    nel web 
  Mattutino | Newsletter   Meteo 
 
   le nuove news
   come eravamo
   editoriali
   webmagazine
   speciali
   noi2000
   gossip
   internet life
   newsletter

 
La cultura è gratis. O no?

I libri in prestito in biblioteca si pagheranno: lo chiede l'Ue. I bibliotecari insorgono, gli editori difendono la direttiva, i politici cercano una soluzione che salvi capra e cavoli

Prendere in prestito un libro in biblioteca potrebbe presto non essere più gratuito. Lo chiede la Commissione europea che ha giudicato l'Italia inadempiente rispetto a una direttiva del 1992 sul diritto di noleggio e prestito. Il Belpaese è in buona compagnia, visto che l'apertura di una procedura di infrazione riguarda anche Francia, Spagna, Portogallo, Lussemburgo e Irlanda. La norma vorrebbe compensare gli autori per la riduzione delle vendite imputata alla cessione temporanea dei libri: le biblioteche dovrebbero quindi corrispondere a loro e agli editori una "royalty" che rischia di ricadere sugli utenti. La direttiva, recepita dall'Italia nel 1996, prevedeva delle eccezioni alla "tassa", poi giudicate troppo estese perché al momento comprendono la quasi totalità delle biblioteche.

«Da qui la procedura d'infrazione inviata dalla Commissione ai Paesi inadempienti e la richiesta di giustificazione sulle scelte fatte», spiega l'Associazione italiana biblioteche in un appello a favore della gratuità del prestito. «Se finiremo per pagare per ogni libro che richiederemo a una biblioteca - sottolinea l'Aib - saranno pesantemente intaccati i compiti istituzionali di promozione del libro e della lettura, più volte affermati e propagandati nei programmi di governo, di ogni governo. In Italia, in particolare, saranno colpiti la rete capillare delle biblioteche comunali e gli utenti più deboli, quali i ragazzi, gli studenti, gli anziani».

Dà un colpo al cerchio e uno alla botte il sottosegretario ai Beni e le Attività Culturali, Nicola Bono: «Credo che si debba trovare una soluzione di compromesso che interpreti da una parte lo spirito della direttiva, cioè la necessità di difendere il valore delle opere dell'ingegno, dall'altra rispettare l'esigenza di non creare balzelli in un settore che, almeno in Italia, già fatica a crescere». A salvare capra e cavoli, arriva la proposta di Giovanna Grignaffini, capogruppo Ds in commissione Cultura a Montecitorio: «Ci aspettiamo un atto del ministero che specifichi che spetta allo Stato, insieme ai Comuni, farsi carico dei ticket». Una possibile soluzione potrebbe allora essere quella di «invocare l'eccezione culturale per chiedere di non applicare la direttiva». Oppure di «stabilire, nel riconoscimento della legge sul diritto d'autore ma al contempo anche del diritto alla gratuità dei consumi culturali, che Stato ed enti locali si facciano carico della spesa».

In difesa dell'applicazione della direttiva comunitaria, interviene il presidente dell'Associazione italiana editori (Aie), Federico Motta: «Certo, la cultura è gratis, ma il processo di elaborazione e di necessaria selezione di ciò che vale la pena diffondere non è mai gratuito per nessuno, e per nessuna manifestazione culturale, ivi compreso il libro». «La politica di promozione della lettura, e quindi della cultura - chiarisce - è, o dovrebbe essere, una priorità per un Paese civile. E ciò equivale in concreto ad avere a cuore il destino dell'editoria e dei suoi autori da un lato e dei luoghi di diffusione del libro dall'altro. Ridurre la cultura a uno scontro, fra chi la vuole gratis e chi si rende conto che ha anch'essa un valore nella gamma dei beni disponibili, non le rende un buon servizio».

Di tutt'altro avviso l'Intesa Consumatori che definisce «allucinante ma vero» l'enunciato della direttiva comunitaria: «Non è questa l'Europa che avevamo sognato: da una parte si sprecano fiumi di parole sull'educazione, sull'accesso alla cultura per tutti, dall'altro si sbarra la strada a chi non ha i mezzi per comprare libri equiparando una biblioteca pubblica a un negozio che affitta videocassette o Dvd». Infine, una provocazione: «I diritti d'autore non possono essere moltiplicati per il numero delle persone che leggono un libro: questo significherebbe che il privato cittadino che lo acquista deve poi dichiarare i diritti per quante persone della sua famiglia o dei suoi amici lo leggeranno».

14  marzo  2004

  Elena Cipriani
  dalla rete
Libri Il canale di Libero
Biblioteche Quello che c'è in rete
L'anagrafe Tutte le 15mila biblioteche italiane

vai all'archivio di attualità

Dalla parte
dei lettori
La cordata anti direttiva ha molte anime, ma un unico obiettivo: mantenere gratuito il prestito dei libri nelle biblioteche. Dice no al ticket l'attivissima Biblioteca Civica di Cologno Monzese (Mi), che sul suo sito pubblica tra gli altri materiali "contro", anche una petizione da firmare online. Il tam tam dei lettori attraversa forum, newsgroup, mailing list e blog. Come quello del Gruppo Bibl'aria, che nell'ambito della campagna europea "Non pago di leggere" ha presentato un appello a Romano Prodi, nonché un Manifesto per il prestito gratuito.
Biblioteche
multietniche
Le biblioteche della provincia di Genova hanno deciso di acquistare testi in lingua straniera, con particolare attenzione alle lingue araba, spagnola e albanese. A segnalare i testi di maggiore interesse saranno gli stessi immigrati che, tramite una scheda disponibile nelle 36 biblioteche della Provincia, potranno richiedere l'acquisto di uno o più volumi, in modo da arrivare a formare un vero e proprio catalogo multietnico.
Copyright © 1999-2012 ItaliaOnLine S.r.l. Tutti i diritti riservati -  Pubblicità  - Aiuto  - Info  - Condizioni d'uso  - Privacy  - Libero Easy