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Toc, toc

La posta di E-mma Bonino

I Radicali, si sa, ormai amano la rete tanto quanto i banchetti per la raccolta firme all’angolo della strada e forse quasi quanto i referendum. E la stanno usando al meglio. Dai servizi audio e video di Radio Radicale, ai forum liberi, alle chat dei politici con gli elettori, Pannella, Bonino & company stanno spremendo internet e la rivoltano come un pedalino.

E nasce una nuova tendenza, il radical-web, ovvero la rete al servizio della politica, anzi, come dicono gli addetti ai lavori, della e-politica e della democrazia elettronica. La gente preferisce andare al mare piuttosto che andare a votare? Preferisce navigare piuttosto che leggere i giornali? Bene, se la montagna non va a Maometto è la Bonino a spostarsi, e precisamente a schiodarsi dai palazzi del potere.

Gli elettori vanno seguiti e curati come dei piccoli bonsai, mai perderli d’occhio o si spengono e rianimarli è dura. E così parte l’avventura di E-mma: via con i corsi di informatica, i primi tecnici, i siti, le dirette, i banner e infine, perché no, un po’ di sano spamming. Una lunga mailing list, recuperata in anni di attività, anzi di e-attività, e via con migliaia di e-mail.

Un titoletto timoroso e  impacciato: «Toc, toc. Sono Emma Bonino» e un invito a votare per il consiglio direttivo del Partito Radicale. Propaganda? Campagna elettorale? Non esattamente. Un tentativo di coinvolgere i cittadini, radicali e non, nella scelta dei vertici del partito attraverso la rete. Un modulo di registrazione da compilare online, una password segreta che ti arriva a casa in pochi giorni e la prima settimana di dicembre si vota, sul web naturalmente.

Qualcuno ha parlato di violazione della privacy, di intromissione indebita, qualcun altro pensa a denunce e querele, ma tutti o quasi si lamentano. Francamente lo spamming è un’altra cosa, quella dei radicali è un’iniziativa all’avanguardia che permette al nostro paese di emergere un po’ dalla palude delle nazioni industrializzate che meno utilizzano internet per avvicinare cittadini e politica, perché non approffitarne?

25 ottobre 2000

  Giorgia Camandona
  dalla rete
E-Radicali Il partito in rete
E-basta Qualcuno si lamenta
Radio Radio Radicale versione audio e video

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  Calendario
Già da qualche mese è possibile registrarsi sul sito dei Radicali per poter partecipare, in dicembre, alle elezioni dei 25 membri del comitato di coordinamento. E se votare non vi basta, vi potete anche candidare: una quota di 200.000 lire e via per una nuova avventura all’insegna dell’impegno politico. Le liste vanno presentate tra il 5 e il 20 novembre (quindi siete abbondantemente in tempo), mentre la campagna elettorale (pronti con gli striscioni e i megafoni) si scatenerà tra il 21 e il 30. Finalmente, dopo tanta attesa, dal 1 al 6 dicembre si vota. Attendiamo i risultati.
  E-basta
Un sito contro il logorio della new economy? Idea geniale, ma ci ha già pensato qualcuno. Si chiama E-basta e il suo slogan è «Il sito che vi farà guardare con sospetto anche la e-lioterapia». Inutile dire che redattori e curatori del sito non hanno gradito l’iniziativa del toc, toc radicale definendola più devastante di «I love you», il virus che qualche mese fa terrorizzò i navigatori di mezzo mondo. Valutazione finale: un tentativo di fare proseliti attraverso il web che si è trasformato in un boomerang di proteste colossali. Ma non è meglio far parlare di sé piuttosto che vivere all’ombra di partiti più grandi ma molto meno informatizzati?
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