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Più velocità, più pericolo?

Il nuovo codice della strada
fa discutere

Qualche anno fa il ministero dei Trasporti spese diversi miliardi di lire in una campagna per la sicurezza stradale il cui slogan è rimasto impresso in molti di noi perché molto efficace: «Più velocità, più pericolo». Ora il Governo ha cambiato opinione e, reputando più sicure le autostrade a tre corsie, ha alzato il limite a 150 km/h. È vero, ci devono essere cielo sereno, perfetta visibilità, fondo asciutto e una serie di condizioni per autorizzare la maggiore velocità.

Ma è innegabile che ai più, questa sorta di deroga alla velocità massima finora consentita (130 km/h), apparirà come un via libera a «sforare» anche quando non si dovrebbe. Non solo, ma costituirà un ottimo alibi anche per coloro che abitualmente viaggiano oltre i limiti ritenendosi «sicuri».

L'associazione Altroconsumo ha preso posizione in questo senso nei confronti dell'articolo più controverso della riforma del Codice della Strada proposta dal Ministro Lunardi e approvata dal Consiglio dei ministri l'11 gennaio. Il provvedimento dovrà passare alla camere per un parere, dopo di che diventerà legge nel 2003. Ci sarà quindi tempo per discuterne, ma intanto quella che a molti era sembrata l'estate scorsa una boutade degna di un ministro appena designato, ora è nero su bianco.

Negli Stati Uniti, dove il fattore sicurezza è ritenuto fondamentale, le strade sono anche a 6 corsie, ma il limite più elevato è 55 miglia (più o meno 90 km/h) e viene scrupolosamente osservato. Una velocità che scoraggerebbe qualsiasi pilota nostrano dal mettersi al volante in auto, ma che oltreoceano ha contribuito drasticamente al calo degli incidenti e delle vittime della strada.

Un altro punto del nuovo codice avversato dai consumatori è quello relativo all'introduzione del libretto di circolazione per i ciclomotori definito dall'Adusbef «un nuovo balzello che costerà ai cittadini 150 milioni di euro l'anno». Anche l'introduzione del patentino per i ciclomotori viene visto sotto il profilo dell'aggravio dei costi per le famiglie. È tuttavia indubbio che se da un lato la riforma del codice presenta delle palesi incongruenze, dall'altro accentua il carattere repressivo e preventivo delle norme in vigore contribuendo alla sicurezza attiva e passiva.

L'introduzione della patente a punti, l'inasprimento delle sanzioni per chi usa il cellulare senza viva voce, l'obbligatorietà dei test alcolimetrici, l'obbligatorietà dell'uso delle luci per i motorini anche di giorno costituiscono invece un grosso passo in avanti. La velocità però, è e rimarrà, sempre un tabù. Se vi sembran pochi 7 mila morti e 300 mila feriti l'anno...

14 gennaio 2002

  Andrea Muti
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Ferri versus Lunardi
L'ex ministro e ora parlamentare europeo, Enrico Ferri contro Lunardi: «Ho sempre pensato che il ventilato limite dei 150 km/h fosse una provocazione per accendere il dibattito su un tema scottante. Apprendere , invece, che è stato varato, sia pure non come principio generale, mi sorprende amaramente perché sono convinto che metta veramente a rischio la vita e la salute di chi usa la strada».
Pollice verso anche dalla Polizia
Anche le forze dell'ordine hanno espresso il loro disappunto su alcuni punti della riforma del codice stradale. Il Libero Sindacato di Polizia (Li.Si.Po.) ha definito la decisione di elevare i limiti di velocità in autostrada «assurda» dal momento che «una delle principali cause degli incidenti è proprio la velocità».
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