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«Al-Qaeda viola Xp»

Virus nel cuore del sistema: fantasiosa, e smentita, rivelazione di un "terrorista"

Cavalli di Troia, bachi e trappole per le porte d'accesso. Questi i tipi di virus che Al-Qaeda sarebbe riuscita a infiltrare nel cuore di Windows Xp, il nuovissimo sistema operativo di Microsoft installato sulla quasi totalità dei computer dall'autunno scorso.

Questi, almeno secondo le indiscrezioni filtrate in India e riportate da Newsbytes, webmagazine specializzato in informatica del gruppo del Washington Post. Le dichiarazioni verrebbero direttamente da Mohammed Afroz, un 26enne arrestato l'ottobre scorso dalla polizia di Bombay.

Il suo racconto ha dato fuoco a una miccia che finora nessuno ha ufficialmente spento. Specie nel mondo dei computer e dell'informatica. Anche se, francamente, al fondo dell'innesco pare di intravedere una bufala, piuttosto che una bomba pronta a scoppiare.

Afroz avrebbe confessato, stando a quanto riportato dalla stampa indiana, di far parte di una cellula di Al-Qaeda e di aver preso lezioni di volo (le stesse dei kamikaze diventati tristemente famosi dopo l'11 settembre) per pilotare un aereo contro il parlamento di Londra.

L'azione sarebbe rientrata in un piano d'attacco più vasto, rivolto anche contro obiettivi in Australia e India. Mentre gli inquirenti indiani cercavano conferme (tuttora non trovate), Ravi Prasad, accreditato consulente informatico di Nuova Delhi, riportava nuovi particolari sull'interrogatorio. In carcere Afroz avrebbe sostenuto che membri dell'organizzazione terroristica infiltratisi nella Microsoft come dipendenti-programmatori, avrebbero tentato di impiantare pericolosi virus nel codice sorgente di Windows Xp.

In questo ragazzo, figlio di un sarto, che ha studiato in Australia ed è stato definito schivo, introverso quando non addirittura "strano", risiedono dunque verità tanto clamorose quanto sconcertanti? I primi a non crederci (ovviamente) sono stati i familiari, impegnati in una strenua difesa e nella richiesta di un esame psichiatrico.

E se i servizi segreti di Sua Maestà hanno negato l'esistenza del presunto piano d'attacco, anche Microsoft è scesa in campo definendo «eccentriche e infondate» le ipotesi di Afroz.

Secondo il portavoce Jim Desler, il colosso di Redmond non solo ha lavorato a lungo per garantire la sicurezza e l'integrità del codice sorgente, ma fino ad oggi non ha neppure rilevato alcuna manipolazione del codice.

4 gennaio 2002

  Fabio Dotti
  dalla rete
Al Jazeera La "Cnn araba" (per chi conosce la lingua)
Windows Xp Qui l'aggiornamento per chiudere il buco di sicurezza
Washington Post Il sito del gruppo editoriale Usa

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L'opinione
Dopo aver commesso un'apocalisse, bin Laden e i suoi hanno impaurito il mondo ma, di fatto, rivolto solo minacce. Non erano, pare, i mittenti delle lettere al carbonchio spedite in Usa. Hanno agitato l'atomica: e quasi certamente non avrebbero potuto costruirla. Ora questa storia con Windows Xp. Viene da domandarsi se, pur presi da un'incontrollabile e legittima inquietudine, non abbiamo dato troppo credito a questi terroristi. Possibile che un'armata fatta di kamikaze, kalashnikov e esplosivo, che viveva fra polvere e grotte, debba far sussultare il mondo a ogni intimidazione? Forse dovremmo fermarci a riflettere: altrimenti, alla prima avvisaglia di sospetto, potremmo ritrovarci a diffidare perfino delle mele.
Il baco vero
Giorni fa in Windows Xp è stato scoperto un clamoroso buco di sicurezza. Microsoft raccomanda di installare una patch che lo elimina. La trovate qui a lato.
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