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Zoo Italia
Il Belpaese invaso da animali esotici
Allarme fauna tropicale in Italia. Secondo qualcuno è solo un effetto indesiderato della globalizzazione, ma è un dato di fatto: nel nostro Paese si sta registrando un aumento anomalo di specie animali non autoctone, le quali spesso proliferano e si insediano a scapito delle specie originarie.
È quanto emerge dagli studi del dott. Riccardo Scalera esposti nel suo libro "Invasioni biologiche", pubblicato nella collana del Corpo forestale dello Stato. Una tendenza che interessa tutti i tipi di animali, dai rettili ai pesci, dagli anfibi ai mammiferi agli uccelli; un fenomeno che mostra i suoi risvolti più evidenti, oltre che nella scomparsa delle specie autoctone, anche dal punto di vista dell'impatto sull'agricoltura: i danni, secondo lo studio in oggetto, ammontano a 280mila miliardi di lire all'anno nel mondo intero.
Ma al di là delle cifre planetarie, quello che più interessa è dare un'occhiata in casa nostra, dove il fenomeno dell'introduzione di specie esotiche non è cosa recente. Scalera riporta infatti come esempio della colonizzazione della nostra penisola da parte di animali non autoctoni, quello dello scoiattolo grigio, importato dagli Stati Uniti nel 1948: due coppie immesse nelle foreste intorno a Stupinigi, in Piemonte, che nell'arco di mezzo secolo hanno dato vita a una popolazione di oltre diecimila esemplari. Un esercito di roditori che ha messo in serio pericolo le colture e la sopravvivenza dello scoiattolo originario della zona, quello rosso.
Rimedi? Difficile pensare all'abbattimento degli animali in sovrannumero, visto che si tratta per la maggior parte di specie protette. Poco probabile ridurre i viaggi verso mete straniere (causa prima dell'importazione di specie esotiche in Italia); meglio invece puntare a prevenire introduzioni sconsiderate di animali "forestieri" con una politica di più stretta sorveglianza. Bastasse questo...
16 dicembre 2001
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Topi & topastri |
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L'esercito degli invasori animali annovera il suo plotone più numeroso tra i roditori. Lo scoiattolo grigio e il topo muschiato la fanno da padroni, ma non mancano la nutria (una sorta di incrocio tra castoro e pantegana), lo scoiattolo siamese, il ratto nero, il surmolotto (o rattus norvegicus), il tamia siberiano. |
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Sotto il segno dei pesci |
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Anche i pesci hanno la loro bella rappresentanza tra le nuove specie "italiche". La pseudorasbora, il pesce gatto "liscio", quello nebuloso e quello punteggiato, il rutilo, il coregone, il carassio, l'abramide, la bondella e via pescando. Una pletora di nomi che dicono poco a chi non è avvezzo all'amo e alla lenza, ma che per gli appassionati di pesca forse non sempre sono una dannazione. |
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